Chiara Bersani

Il gesto che illumina: Chiara Bersani apre le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026

All’Arena di Verona la performer e coreografa inaugura i Giochi con un'azione scenica essenziale che mette al centro il corpo, la vulnerabilità e il movimento.
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La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026 si è aperta con un momento di forte intensità artistica affidato alla performer e coreografa Chiara Bersani, figura centrale della scena performativa contemporanea italiana. Nello spazio monumentale dell’Arena di Verona, Bersani ha dato vita a un’azione scenica essenziale e profondamente simbolica, capace di introdurre il pubblico allo spirito dei Giochi paralimpici.

Chiara Bersani
Photo by Getty Images

Il corpo politico di Chiara Bersani

Il suo intervento ha aperto la serata come un prologo silenzioso: un gesto coreografico lento e concentrato che ha trasformato il corpo in una presenza luminosa nello spazio, stabilendo fin da subito una dimensione poetica e riflessiva all’interno di un evento di portata globale. Chiara Bersani è stata coinvolta dall’organizzazione non solo come performer ma anche per la costruzione complessiva dell’evento, che ha ottenuto così credibilità e bellezza nell’indagine di nuovi modi di guardare alla scena – artistica o sportiva che sia – e ai corpi che la occupano.

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La ricerca artistica di Chiara Bersani, da anni orientata a interrogare le rappresentazioni del corpo e della vulnerabilità, ha trovato in questo contesto una risonanza particolarmente significativa. L’artista lavora spesso sul concetto di corpo “non conforme“, mettendo in crisi le convenzioni estetiche della danza e della scena contemporanea. La sua ricerca si basa sull’idea di «Corpo Politico» e si rivolge alla «creazione di pratiche volte ad allenarne la presenza e l’azione».

La performance

La performance presentata per l’apertura delle Paralimpiadi ha ripreso questi temi attraverso una scrittura coreografica minimale: pochi movimenti, calibrati e intensi, che hanno costruito un dialogo tra immobilità e trasformazione. La luce – elemento centrale della scena – accompagnava e amplificava il gesto, quasi a disegnare nello spazio una traiettoria simbolica. In questa economia di mezzi, ogni azione acquistava peso e significato, invitando lo spettatore a osservare il corpo non come limite ma come territorio di possibilità espressive.

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Inserita nel programma della cerimonia intitolata Life in Motion, la performance ha funzionato come una dichiarazione estetica e politica allo stesso tempo. In un evento tradizionalmente segnato da grandi scenografie e spettacolarità, la scelta di aprire con un gesto coreografico intimo e contemplativo ha spostato l’attenzione sul valore del movimento nella sua dimensione più essenziale. Il lavoro di Chiara Bersani ha così dialogato con i valori fondativi del movimento paralimpico, che non riguardano soltanto la competizione sportiva ma anche la ridefinizione dello sguardo sociale sui corpi e sulle differenze. In questo senso, l’intervento dell’artista ha trasformato l’inizio dei Giochi in un momento di sospensione e ascolto: un atto performativo che, prima ancora dello spettacolo, ha proposto al pubblico una nuova prospettiva sul movimento, sulla fragilità e sulla potenza politica del gesto artistico.

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Rebecca Sivieri

Classe 1999. Nata e cresciuta nella mia amata Cremona, partita poi alla volta di Venezia per la laurea triennale in Arti Visive e Multimediali. Dato che soffro il mal di mare, per la Magistrale in Arte ho optato per Trento. Scrivere non è forse il mio mestiere, ma mi piace parlare agli altri di ciò che amo.

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