Consigli: libri (brevi) di filosofia da leggere in spiaggia

Ovvio, non è che i libri di filosofia dobbiate leggerli solo in spiaggia. Potete stare chiusi in casa, andare al parco, in montagna, o dove vi pare; l’importante, poi, è che leggiate (che siano questi libri, o altri: leggete e basta).

Comunque, sembra assurdo all’inizio dell’estate proporre una lista di libri di filosofia da leggere. Di solito, per la stagione calda, si ripiega sui romanzoni o, alternativamente, su Oriana Fallaci; oppure non si ripiega affatto, e si va in discoteca, si esce la sera, si visitano posti. Bene: potete fare sia l’una cosa che l’altra, senza dovervi sacrificare. La filosofia insegna anche questo.

Consigliamo una manciata di libri di filosofia da leggere per l’estate. Il primo criterio che ha guidato la selezione è semplice: che fossero brevi. Sono tutti, più o meno, libriccini, che potete portarvi in spiaggia o dove preferite, perché stanno tranquillamente nella tasca dei pantaloncini o in borsa. Il secondo è che fossero divertenti, che li si potesse leggere incalzati dalla struttura argomentativa (no, la Summa Theologiae di Tommaso non è divertente), e che coinvolgessero anche il lettore non avvezzo alla filosofia. I Filosofi ci snobberanno, lo sappiamo già. Il terzo, ed ultimo, è che potessero almeno un poco invogliarvi a continuare, dopo l’estate, letture filosofiche, magari più impegnative, magari più semplici, e che insomma vi introducessero, lasciandovi un poco appassionati, al meraviglioso ed arzigogolato mondo di coloro che amano sapienza. La scusa più buona di tutte per comprarli, comunque, è che fa sempre bella figura avere l’Adelphi sottobraccio mentre si scende in spiaggia… non negatelo.

Eccoli, dunque.

Tra gli antichi

Prima di tutti e di tutto, il supremo: Il simposio, di Platone. Parla d’amore, non come lo si fa di solito e meglio di qualunque altra cosa lo faccia o lo abbia fatto. Vi troverete nell’Atene del V sec. a.C. a partecipare insieme ad altri convitati ad un simposio fra gli uomini più illustri della città, a sbevazzare con loro e, tra un bicchiere e l’altro, a seguirli mentre si profondono in un elogio del dio Eros. Il più bello di tutti, guarda un po’, è quello di Socrate, l’amata maschera di Platone, che però non usa parole sue, ma evoca il ricordo di un incontro avvenuto con una sacerdotessa di Mantinea, la quale, lei sola, detiene la verità sulle cose d’amore – come se solo una donna potesse davvero dire chi e cosa sia eros. Vedrete, è bellissimo. Lo consigliamo nell’edizione Adelphi, curata da Giorgio Colli (se non trovate il Simposio in libreria – assai raro – ripiegate sul Gorgia, sul Fedone o sul Protagora).

Dopo, da accompagnare a Platone c’è Esercizi spirituali e filosofia antica, di Pierre Hadot. Vi insegna che la filosofia, soprattutto per gli antichi, non è cosa astratta ed eterea, ma un modo di vivere, e che fare filosofia non significa solo pensare, ma soprattutto agire in maniera coerente a come si pensa. È un esercizio, intellettuale e fisico, e diventare saggi, impossibile fine agognato da ogni filosofo, è una meta che si raggiunge attraverso una via pratica. Ogni scuola filosofica ha elaborato la propria modalità di praticare tale cammino, e nel leggere il libro vi ritroverete a dover scegliere, se la cosa vi interessa, quale sia la più adatta a voi.

Tra i moderni

Di Nietzsche non leggete lo Zarathustra, e neanche Ecce Homo (vabbè sì, leggete anche quelli) ma uno scritto giovanile che insegna cosa significhi davvero avere un maestro. Schopenhauer come educatore è in questo senso una geniale riflessione sulla cultura, sulla formazione del proprio sapere critico, sui valori della società, sul quando e sul come metterli in discussione. Imparerete che essere fuori dal proprio tempo, essere – come Nietzsche amava dichiararsi – inattuali, significa avere dalla propria un’arma potentissima, e una difesa dalle ingenuità del senso comune.

Leggete Le passeggiate del sognatore solitario, di Jean-Jacques Rousseau. Fatelo se siete stati seduti per troppo tempo: vi farà venire voglia di alzarvi ed andare a camminare, magari in mezzo al bosco, per recuperare un po’ di frescura e un po’ di pensieri che la canicola ha sciolto.

Qualcosa dall’Oriente

Imprescindibile sotto l’ombrellone è Le cose come sono di Hervé Clerc. Clerc, giornalista francese laureato in filosofia, vi introduce in questo libretto al mondo del buddhismo, sviluppandone la teoria e dandovi qualche consiglio su come praticarlo. Quella di Clerc è una delle più belle, e chiare, introduzioni al pensiero zen che ci sia capitato di leggere, anche e soprattutto perché dimostra che per diventare buddhisti non è necessario radersi a zero o camminare scalzi o vestire in tuniche arancione, ma serve piuttosto cambiare il modo con cui si guarda alle cose, cambiare la propria disposizione mentale. Le cose come sono significa che noi, le cose, non le vediamo come sono davvero, ma per così dire alterate dai nostri preconcetti, dai nostri problemi, dalle nostre preoccupazioni. Bisogna scrostare questo muro che ci divide dal mondo per riacquistare su di esso uno sguardo limpido e, finalmente, sereno. 

Se Clerc non vi sta simpatico, comprate qualsiasi cosa di Alan Watts (anche se il più bello è La via dello zen). Watts è stato uno di quei pochi studiosi di filosofia dotato dalla Provvidenza del dono della chiarezza: quello che scrive, voi lo capite, state sicuri. Anche se gli argomenti sono metafisici (il Nirvana, il Nulla, l’Illuminazione) troverete che non esiste un modo più limpido per esporli.

Politica

Leggete di Donatella Di Cesare Sulla vocazione politica della filosofia, che vi fa capire perché il governo della città sia intimamente legato alla nascita della filosofia. Insieme alla Di Cesare leggete di Bertrand Russell, Autorità e individuo che si occupa della libertà del singolo all’interno di un apparato che invece sembra costringerlo (lo Stato). Ciliegina sulla torta per rimanere in ambito (o per sfuggirvi): Tecnologia del sé di Michel Foucault.

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Emil Cioran e Simone Weil

Lasciate stare Sartre e gli esistenzialisti francesi. Vi ricapiteranno fra le mani prima o poi, e a nessuno piace avere la nausea col caldo. Se volete intristirvi, o acquisire un po’ di consapevolezza (il che è lo stesso), leggete Emil Cioran, in blocco, qualsiasi cosa. I suoi sono quasi tutti libri in stile aforistico, perlopiù corti e disincantati come pochi altri. Il nostro preferito è La caduta nel tempo. Se non c’è in libreria comprate Il funesto demiurgo. Vedrete: dopo Cioran troverete Sarte fin troppo indulgente.

Di Simone Weil c’è da leggere l’Iliade o il poema della forza, straordinaria interpretazione del poema omerico. Secondo la Weil sarebbe la categoria della Forza in tutte le sue estensioni – come la violenza – e in tutte le sue passioni – come la rabbia – a costituire il vero protagonista dell’Iliade. È la Forza che ha potere di distruggere, di polverizzare, di mandare in rovina la vita di uomini ed eroi. Alla potenza annichilente della Forza si contrappongono il pianto, le lacrime, l’amore di chi prova compassione, e non odio, per l’altro. Poi bisogna scegliere da che parte stare.

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Mare nostrum

Qualche altro titolo tra gli Italiani: Trattato dell’età di Manlio Sgalambro, filosofo immenso (nonché autore di molti dei brani di Battiato), di quelli lontani dall’Accademia, e per questo del tutto integri, severi, lucidi. Dell’apolide Guido Ceronetti, per riavvicinarvi al mondo del lirismo, leggete La lanterna del filosofo, che contiene dei saggi stupendi su Spinoza e, in apertura, il più bel elogio della filosofia che sia mai stato scritto. Di Carlo Sini leggete Filosofia teoretica, edito per Jaca Book, dimostrazione limpida e magistrale di cosa voglia dire far filosofia, mentre di Giorgio Colli leggetevi La nascita della filosofia.Vi consigliamo anche Il mondo messo a fuoco di Achille Varzi, che vi insegna la complessa arte del domandare, e già che ci siete le deliziose Lettere spirituali di Giuseppe Rensi. Se volete farvi un’immagine un po’ più vera di Giacomo Leopardi rispetto a quella presentataci da qualsiasi manuale di letteratura del liceo, leggete i suoi Pensieri: capirete cosa significhi ridere del mondo. 

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Ecologia

Per chiudere, qualche lettura impegnata. Un po’ più lungo dei precedenti, ma molto leggibile e divertente (in puro stile americano) è Noi, esseri ecologici di Timothy Morton, che dovrebbe ridestarvi la coscienza intorno a problemi seri, veramente seri del nostro tempo, come quelli dell’ecologia e dell’ambientalismo. Morton dimostra che esseri ecologici lo siamo tutti; solo che non ce ne rendiamo conto. Basta farlo per cambiare le cose: noi, e cosa più importante, il mondo in cui si vive. Se volete ripassare l’inglese, o impararlo, portatevi in spiaggia A Sand County Almanac, di Aldo Leopold, capolavoro dell’ambientalismo. Infine, fatelo una volta per tutte: diventate vegani (o, se non volete fare il passo più lungo della gamba, vegetariani) e lasciate convincervi dal bellissimo manifesto filosofico del nostro amico Leonardo Caffo, Vegan uscito per Einaudi ormai un anno fa. 

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Giovanni Fava

23 anni, studente di Filosofia presso l'Università di Bologna.
Giovanni Fava
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