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Dopo l’Irlanda, il matrimonio egualitario conquista tutti gli Stati Uniti

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4 minuti di lettura

flagLa società sta cambiando sempre più in fretta negli ultimi anni, legalizzando unioni considerate in passato di serie B, per cui in gran parte del mondo si è lottato, anno dopo anno, tra piccole conquiste e grandi passi indietro. Riguardo a questo tema, oggi è il momento di gloria degli Stati Uniti d’America, che hanno legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso in tutto il territorio. La decisione è stata presa dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha stabilito che il matrimonio è un diritto garantito dalla Costituzione sia alle coppie eterosessuali sia a quelle omosessuali. La sentenza è stata approvata da cinque giudici su nove, sulla base della clausola dell’uguaglianza del quattordicesimo emendamento.

«Nessuna unione è più profonda del matrimonio, che incarna i più alti ideali di amore, fedeltà, devozione, sacrificio e famiglia», ha scritto Anthony Kennedy, giudice della corte suprema statunitense. «È stata richiesta uguale dignità di fronte alla legge. La costituzione garantisce loro questo diritto».

Jim Obergefell, un altro giudice, dichiara invece: «Spero che il termine “matrimonio omosessuale” sia presto qualcosa del passato, che da oggi in poi sarà semplicemente “matrimonio” e che la nostra nazione sarà migliore proprio per questo».

In passato la questione veniva demandata ai singoli Stati, che avevano deciso in maniera diversa: 37 su 50 si erano già espressi favorevolmente riguardo alla questione del matrimonio egualitario, a partire dal Massachusetts nel 2004. Il “Defense of Marriage Act”, una legge approvata nel 1996, presentava una definizione di matrimonio limitata a persone di sesso opposto; riguardo al matrimonio gay, invece, sospendeva il tradizionale vincolo di reciprocità fra i vari Stati: prima del 2013 una coppia omosessuale sposata in Massachusetts non poteva beneficiare degli stessi diritti in caso si fosse trasferita in un altro Stato. La Corte Suprema è poi intervenuta a favore del riconoscimento federale dei matrimoni gay nel giugno del 2013. Inoltre, secondo un sondaggio, dal 1996 al 2014 i cittadini americani favorevoli alla legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso sono passati dal 27% al 55%. Barack Obama era già favorevole all’equiparazione fra matrimonio omosessuale e eterosessuale dal 2011.

La Casa Bianca rende oggi omaggio a questa decisione con una nuova immagini profilo di Facebook: un disegno della Casa Bianca ricoperta dai colori dell’arcobaleno, simbolo dell’amore LGBT. Il presidente Obama celebra invece il grande evento con un tweet: «Today is a big step in our march toward equality. Gay and lesbian couples now have the right to marry, just like anyone else. #LoveWins», ovvero: «Oggi è un grande passo per la nostra marcia verso l’eguaglianza. Le coppie gay e lesbiche ora hanno il diritto di sposarsi, così come tutti gli altri. #LoveWins».

Il tema del matrimonio tra persone delle stesso sesso è sempre più urgente e “scottante” fuori e dentro l’Europa. Oggi 21 nazioni, compresi gli USA, lo considerano legale e necessario al fine di garantire l’uguaglianza tra i cittadini. Dopo l’Irlanda il mese scorso, la Slovenia a marzo, il Lussemburgo a gennaio – per non parlare dei Paesi Bassi, che lo hanno legalizzato già nel 2001 – l’Italia sembra voler rimanere ultima in una corsa ai diritti di ogni singolo uomo e donna.

Come si poteva facilmente immaginare, le polemiche da parte del mondo “cattolico” non hanno tardato ad arrivare.

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Dalila Forni

1991. Studentessa di Lingue e Letterature Europee ed Extraeuropee a Milano. Vivo di letteratura, pastasciutta e buona birra.

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