Follia ultrà a Roma: tifosi del Feyenoord devastano Piazza di Spagna e danneggiano la Barcaccia

Il “sobrio passaggio” degli hooligans del Feyenoord in Piazza di Spagna a Roma ha lasciato il segno.

Intorno all’ora di pranzo un agguerrito gruppo di tifosi ha dato vita ad una vera e propria guerriglia alle pendici di Trinità dei monti, lanciando fumogeni, bottiglie di birra, cartacce, e disseminando di frammenti di vetro l’area circostante alla celebre Barcaccia.

Dopo la notte di delirio in piazza Campo de’ Fiori, la follia ultrà non ha dunque saputo placarsi e ha assaltato uno dei luoghi più suggestivi della Capitale, costringendo alla carica le forze dell’ordine. La piazza si è trasformata in un campo di battaglia, i negozianti spaventati hanno dovuto abbassare le saracinesche e la fermata della metropolitana è stata riadattata a luogo per bivacco.

Ma c’è di peggio: la Barcaccia del Bernini, appena restaurata, è stata seriamente danneggiata. Un frammento è stato divelto dai tifosi olandesi ed è visibile in fondo all’acqua tra bottiglie e cartoni di birra, senza contare il fatto che il fumo delle bombe carta potrebbe averla pericolosamente annerita.

Sul luogo si sono recati i tecnici della Soprintendenza per quantificare l’entità dei danni ma resta da chiedersi quanto e perché sia stato sottovalutato il pericolo ultras.

Ignazio Marino, sindaco di Roma, fa sapere di aver cercato di contattare il ministro degli Interni, e di aver espresso all’ambasciata olandese il suo disappunto per quanto accaduto, soprattutto per il modo in cui è stato gestito l’arrivo in città di migliaia di tifosi violenti. Di certo il sindaco chirurgo, già poco amato dai romani, sarà ben presto indicato come il maggior responsabile dello scempio avvenuto in queste ore anche se, a rigor di logica, le responsabilità sembrano essere molteplici e figlie di una sottovalutazione collettiva.

La tifoseria, nota come una delle più violente d’Europa, presenta alcune fasce estremiste ben note alle forze dell’ordine olandesi che stanno comunque collaborando con le autorità italiane.

Allo sdegno di Marino si è unito quello di Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio, e dell’addetto stampa all’ambasciata olandese, Heering.

Ci auguriamo che alle dichiarazioni pubbliche possano seguire misure e pene esemplari, con un occhio vigile a quella che sembra essere una tensione destinata a non spegnersi con un semplice triplice fischio.

G.A.

 

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Redazione

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