Stephen Hawking

Il genio del tutto, addio a Stephen Hawking

Soprattutto per i profani, capita spesso che grandi menti vengano conosciute meglio soltanto dopo la morte. Eppure non è mai troppo tardi per parlare di Stephen Hawking, morto questa notte all’età di 76 anni.

Hawking

fonte: spin.com

Una delle menti più brillanti del nostro tempo

Stephen Hawking nasce a Oxford nel 1942. Nonostante suo padre voglia indirizzarlo agli studi medici, a 17 anni il giovane Stephen si iscrive alla facoltà di fisica dell’Università di Oxford. Pur essendo il più giovane del suo corso, trova gli studi ridicolmente facili e tempo dopo stima di aver studiato durante i suoi tre anni a Oxford circa mille ore (quindi non più di un’ora al giorno). Nei successivi studi di cosmologia Hawking studia l’origine dell’universo e la teoria del Big Bang, all’epoca gli argomenti più dibattuti dalla comunità accademica e scientifica.

La vita e la ricerca scientifica di Hawking è segnata anche dall’esperienza della malattia, una malattia del motoneurone che colpisce la muscolatura impedendo i movimenti.

La teoria del tutto

Il campo di ricerca che rappresenta la sua vera passione sono i buchi neri, che studia introducendo delle scoperte rivoluzionarie. I buchi neri infatti assorbono tutto ciò che è vicino a loro (in distanze astronomiche); anche la luce, la «cosa più veloce dell’universo». A partire da questa base, Hawking osserva che i buchi neri non possono mai restringersi, ma solo aumentare di dimensioni. Nota che lo stesso accade per un altro principio fisico alla base dell’universo, l’entropia, che può solo aumentare e mai diminuire.

Per Stephen non si tratta di una semplice coincidenza. Inizia così a fare una cosa mai tentata da nessuno prima di lui, ossia lavorare contemporaneamente sulla meccanica quantistica e sulla relatività generale, due campi tradizionalmente considerati molto diversi. Infatti la quantistica descrive fenomeni infinitamente piccoli (a livello di particelle e atomi), mentre la relatività generale si occupa di fenomeni su scala cosmica. Unificare le due teorie significherebbe approdare ad una Teoria del Tutto.

Nel corso della sua straordinaria carriera, ha collezionato uno sterminato numero di premi e onorificenze; una delle più recenti risale al 2009, quando Obama gli ha consegnato la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza degli Stati Uniti d’America. Un po’ a sorpresa, nella sua bacheca manca il premio Nobel.

Hawking

La vita di Stephen Hawking è stata immortalata nel film La teoria del tutto, in cui lo scienziato viene interpretato da un magistrale Eddie Redmayne (per cui ha vinto l’Oscar come migliore attore protagonista nel 2015). Hawking fu così entusiasta del film che decise di prestare la voce del proprio sintetizzatore vocale per le ultime scene del film. Per la sua eredità scientifica Stephen Hawking è diventato ormai un’icona al pari di Einstein.

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