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La Grande Bellezza: 8 tappe per scoprire Roma sulle tracce del film di Sorrentino

La Grande Bellezza, quella che ha riportato in Italia l’Oscar e regalato a Paolo Sorrentino gloria eterna. Quella della maestosità di Toni Servillo, degli omaggi felliniani più o meno velati, della bravura nascosta di Sabrina Ferilli. Quella umiliata, masticata e gettata come perle ai porci a un pubblico superficiale in prima serata su Canale Cinque. Quella del lassismo chic, della noia borghese, dei discorsi intellettuali vomitati addosso. Ma anche quella dei tramonti, delle passeggiate sul lungo Tevere, degli scorci immortali già immortalati. La Grande Bellezza è Roma, più che cornice indiscussa protagonista di una pellicola che si ama o si odia, anche se per provare entrambi i sentimenti si deve andar oltre la superficie delle cose.

Roma che è Capitale e madre, città e sorella, nido d’amore in cui ci si sente a casa. Fiumi d’inchiostro potrebbero esser versati sulla sua situazione attuale, sul degrado, l’abbandono scellerato, l’amministrazione becera che l’ha ridotta a brandelli. Ma Roma è Amore, è sogno, è Bellezza. E Sorrentino l’ha colta, nella sua coltre di inspiegabile lentezza, nei dettagli che richiedono tempo per essere compresi, in quegli attimi in cui tutto sembra sospeso.

E allora scopriamoli questi luoghi, riviviamo insieme l’immagine di una Roma meno nevrotica e più vera, assaporando, finché le nostre possibilità ce lo consentono, la vera Grande Bellezza della Città Eterna.

Piazza del Colosseo

IndigoFilm/Medusa
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Casa di Jep Gambardella, con fauna umana che animalescamente si dimena sulla terrazza, la stessa che in un’altra scena vede il protagonista di spalle, candidamente adagiato su un amaca con vista Colosseo. Da qui Sorrentino ha potuto realizzare le inquadrature sui Fori Imperiali e sul Circo Massimo: uno spettacolo per cuore e anima.

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Fontana dell’Acqua Paola

www.zingarate.com
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Qui è ambientata l’indimenticabile scena iniziale, con il coro di donne poste sulla balaustra da cui il regista muove la cinepresa per inquadrare il Gianicolo, il colle romano prospiciente la riva destra del Tevere e luogo di ritrovo degli innamorati. Per passeggiate mano nella mano e baci da non scordare più con vista su Roma.

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Piazza Navona

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Indimenticabile nella scena in cui Jep passeggia con Orietta (Isabella Ferrari). È notte e la piazza è deserta. Lo scroscio dell’acqua della Fontana dei Quattro Fiumi risuona imponente nella pur limitata vastità dell’ambiente. Bernini, Borromini e Sant’Agnese in Agone, davanti alla quale i due si soffermano; la chiesa è posta sul lato occidentale della piazza e, messa in relazione alla prospiciente Fontana, è oggetto di suggestive leggende. La più famosa è quella che riguarda la rivalità tra i citati Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini; si crede infatti che la statua del Río de la Plata tenga alzato il braccio nel timore di un crollo della chiesa e che quella del Nilo si copra il volto per non vederla. Tuttavia, in realtà, la fontana è stata realizzata prima della chiesa, tra il 1648 e il 1651, mentre Borromini sopraggiunse nel cantiere di Sant’Agnese intorno al 1653.

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Aventino

www.taringa.net
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È ambientata qui la sequenza più onirica e fiabesca. Giorgio Pasotti veste i panni insoliti di un affidabile custode cui i nobili consegnano le chiavi dei palazzi. È lui a portare in giro, di notte, Jep e Ramona (Sabrina Ferilli) che, sul colle Aventino, sbirciano dalla famosa serratura del cancello del Priorato dei Cavalieri di Malta da dove, attraverso il sapiente tagli d’alberi del maestoso Giardino degli Aranci, è possibile ammirare la cupola di San Pietro.

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Parco degli Acquedotti

www.familywelcome.org
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La vera rivelazione del film. Ad esser più precisi si dovrebbe parlare di riscoperta dato che, nella celebrazione dei luoghi più inflazionati della Capitale, questo è senza dubbio quello meno inserito nei circuiti. Facente parte del Parco regionale dell’Appia Antica, questo gioiello verde ubicato a Roma Sud è, nella pellicola, il luogo dell’eccentrica performance di un’Anita Kravos ultrasensibile che, intervistata con cinismo da Jep, è il perfetto simbolo dell’intellettualismo ostentato di certe élite. Il parco si sviluppa lungo la linea degli acquedotti romani uno dei quali, il Claudio, è proprio quello verso cui corre l’artista.

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Tempietto di San Pietro in Montorio

demetrahotelrome.wordpress.com
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Detto anche Tempio del Bramante, è il luogo in cui Gambardella si ferma e incontra una madre in cerca della figlia. Si tratta di una piccola chiesa dalle forme perfettamente simmetriche situata sul colle del Gianicolo.

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Terme di Caracalla

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Qui è girata una delle scene più felliniane del film, quando Jep incontra il suo amico prestigiatore che prova a far sparire una giraffa. In epoca romana le Terme potevano ospitare oltre 1500 persone e, ancor oggi, sono uno dei centri più attivi della vita dell’Urbe. Specialmente in estate vi si organizzano concerti, eventi e balletti classici che, in una cornice da togliere il fato, regalano lustro e prestigio al panorama culturale capitolino.

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Villa Medici

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Sede dell’Accademia di Francia, è nel suo giardino che Jep e Ramona, avvolta in un mantello di taffetà blu Cina lungo fino ai piedi, camminano sospesi tra realtà e finzione. Si trova sulla collina del Pincio, vicino a Trinità dei Monti e, in accordo con la sua vocazione culturale, organizza ogni anno Festival ed eventi di vario tipo. Uno dei luoghi meno noti valorizzati da Sorrentino, da scoprire in estate quando il parco si carica di colori.


In copertina: Illustrazione di Lucia Amaddeo
© Riproduzione riservata

«Viaggio in Italia» è la rubrica mensile di Frammenti Rivista, accompagnata dalle illustrazioni di Lucia Amaddeo, che racconta il Bel Paese attraverso le lenti della cultura. Perché non dobbiamo mai dimenticarci di quanto è bella, e forte, l’Italia.

Articolo originariamente pubblicato su FR il 7 aprile 2016


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Ginevra Amadio
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