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Il gruppo Die Brücke, ideale ponte fra vecchio e nuovo

Un ponte tra Otto e Novecento, un passaggio tra il vecchio e il nuovo secolo. Ispirandosi alla filosofia di Nietzsche, il gruppo espressionista Die Brücke segna una profonda rottura con il passato.

6 minuti di lettura

Nel corso dei secoli, l’arte ha dato vita a numerosi gruppi d’avanguardia ed uno dei più importanti è quello espressionista Die Brücke, un gruppo che ha segna una profonda rottura con il passato. Durante l’estate del 1905, quattro studenti di architettura dell’università tedesca di Dresda decidono di mettere in disparte i propri studi per potersi dedicare in maniera esclusiva all’arte. Nasce così “Il Ponte”, gruppo d’avanguardia imbevuto dalla filosofia di Nietzsche, che aspirava a costruire un “passaggio” fra il vecchio e il nuovo secolo: l’Ottocento realista e il Novecento anti-naturalista.  

La particolarità di questo movimento consiste soprattutto nella scelta dei temi, novità per i tempi, ossia l’attenzione per la realtà urbana e la marginalità sociale, ben visibile nelle opere che spaziano da scene di realtà metropolitana a corpi nudi. Tipiche sono le forme spigolose, le pennellate veloci, i colori violenti e i contorni marcati dei soggetti e degli oggetti. Metodo prediletto da loro è la xilografiauna tecnica d’incisione in rilievo che permette una rapida produzione, facilitandone la diffusione al pubblico. Un altro aspetto rilevante riguarda la scelta dei componenti del gruppo: non bisognava essere necessariamente artisti, ma semplicemente sostenitori degli stessi ideali. La loro collaborazione, tuttavia, prevedeva un contributo in denaro utile per la produzione artistica. 

I fondatori del Die Brücke: Ernst Ludwig Kirchner ed Erich Heckel

Gli esponenti e fondatori del movimento Die Brücke sono Ernst Ludwig Kirchner ed Erich Heckel: due artisti accomunati dalla medesima visione della società, consistente nell’’avversione nei confronti del perbenismo, nell’esigenza di un rinnovamento dei rapporti sociali e nella ricerca del soggettivo della realtà circostante. Mentre Kirchner ha una formazione fortemente legata all’incisione tedesca del Cinquecento e all’arte primitiva, per Heckel sono significative le suggestioni psicologiche di Edvard Munch. Entrambi ricorrono ad uno stile tagliente che, nel caso di Heckel, diventerà nel tempo più morbido. 

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Analizzando Due Donne per Strada, olio di Kirchner del 1914 (a sinistra, qui sotto), oppure Giornata limpida, dipinto nel 1913 da Heckel (a destra, qui sotto), si può comprendere la varietà dei temi. Il primo raffigura delle prostitute in attesa in una via di Berlino. Esse sono adornate da vistose pellicce e cappelli, con bagliori di luce giallognoli provenienti dai lampioni che appaiono come lame. Il secondo affronta il tema della contrapposizione fra uomo e natura, nella quale le rocce e le nubi sono pungenti. Il distacco fra aria e acqua è percepibile solamente dai riflessi che ci aiutano a capirne la differenza. Nonostante i soggetti e le tematiche siano differenti, le opere sono ugualmente caratterizzate da forme geometriche e taglienti.

Oskar Kokoschka

Un altro importante contributo artistico fu quello di Oskar Kokoschka, viennese sia per cultura che formazione. Formatosi nella scuola di arti decorative di Vienna, la stessa di Klimt, il pittore raggiunge la sua massima espressione creativa nei dipinti ad olio. Nel ritrarre i suoi personaggi, gli conferisce una profondità psicologica complessa, come nel suo Ritratto di Adolf Loos, eseguito nel 1909.

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Lavoro estremamente intimo ed emblematico è quello de La sposa del vento, un grande pannello del 1914 noto anche come La tempesta. Il dipinto ritrae la fine della sua tormentata storia d’amore con la compositrice e scrittrice austriaca Alma Mahler. I protagonisti sono adagiati in un letto di nubi, circondati da una violenta tormenta. Al contorno burrascoso, si oppone il sonno sereno della donna, che, giace, ignara, rannicchiata con sensuale tenerezza tra le braccia dell’amato. I tratti intensi e i colori torbidi, suggeriscono le angosce e il disordine interiore dell’artista. 

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L’influenza di Friedrich Nietzsche sul Die Brücke

Significativa è l’influenza di Friedrich Nietzsche, dal quale gli esponenti del gruppo sono rimasti intrigati. La scelta del nome è difatti un omaggio al filosofo ed in particolare ad un estratto di Così parlò Zarathustra, opera divisa in più parti che tratta temi come l’eterno ritorno, la parabola della morte di Dio e la profezia dell’avvento dell’Oltreuomo.

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Nel libro, difatti, si fa cenno al ponte, inteso come passaggio da uomo ad Oltreuomo, medesimo concetto che voleva ricostruire il gruppo. 

Ciò che è grande nell’uomo, è l’essere egli un ponte e non già una meta: ciò che è da pregiare nell’uomo, è l’essere egli una transizione ed una distruzione.

Così parlò Zarathustra, Friedrich Nietzsche

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Dorasia Ippolito

Curiosa, iperattiva e appassionata d'arte, classe 2002, studentessa fuorisede di scenografia all'Accademia di Belle Arti di Venezia giornalmente tormentata dalla domanda "ma sei pugliese?".

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