I migliori libri del 2019, secondo noi

Una carrellata (non esaustiva) di libri editi quest’anno che abbiamo amato e apprezzato. L’ordine è rigorosamente sparso.

«Tyll. Il re, il cuoco e il buffone» di Daniel Kehlmann (Feltrinelli)

Lo scrittore tedesco-austriaco Daniel Kehlmann ritorna sulla scena letteraria presentando ai lettori il suo nuovo romanzo: Tyll, pubblicato in Italia nell’aprile 2019 con il titolo Il re,il cuoco e il buffone presso Feltrinelli con traduzione a cura di Monica Pesetti.

Attraverso il personaggio del folklore tedesco Till Eulenspiegel (qui chiamato Tyll Ulenspiegel), Daniel Kehlmann riprende il tema a lui molto caro della finzione letteraria, riflettendo sul modo di rappresentare i grandi avvenimenti della Storia e sul ruolo che la letteratura deve assumere contro la nascita di ogni superstizione e fanatismo.

«Serotonina» di Michel Houellebecq (La nave di Teseo)

Michel Houellebecq non sbaglia un colpo. Anche quest’anno il misantropo francese ci ha regalato un romanzo perfetto, che descrive il vortice autodistruttivo di Florent-Claude Labrouste, un uomo di quarantasei anni, parigino, appartenente alla classe media e annoiato dalla vita. La sua tetra depressione è contrastata dall’assunzione di Captorix, «una piccola compressa bianca, ovale e divisibile» che ne comporta l’impotenza.

Serotonina, Michel Houellebecq

Serotonina è un romanzo serrato, a tratti lirico e umoristico, che discende nella torbida alienazione della società dei consumi e della crisi socio-economica contemporanea. Un amore da ritrovare, la frantumazione della classe media, la crisi dell’industria agricola francese, la globalizzazione e la risposta populista, segnano i contorni di un romanzo prima di tutto sociale, che per certi aspetti profetizza le proteste dei gilet gialli.

«Dalla cripta» di Michele Mari (Einaudi)

Un libro coltissimo e iperletterario per gli amanti della letteratura sulla letteratura. La poesia di Michele Mari fuoriesce «Dalla cripta» della tradizione poetica italiana e si cristallizza in complesse opere di maniera, simulacri letterari che ri-membrano.

Dalla cripta, Michele Mari
Fonte: Einaudi.it

Rime amorose, esercizi comici, scherzi e versi d’occasione scandiscono le forme canonizzate di un lavoro espressivo che con la mimesi del passato tenta di resuscitare il presente, di restituire una voce adeguata all’io presente.

Degno di nota e soprattutto divertente è il meraviglioso Atleide, un poema in endecasillabi sciolti incentrato su Mark Hateley, centravanti del Milan nella metà anni ’80. Il poema ricalca il linguaggio delle grandi traduzioni sette-ottocentesche delle opere omeriche e ci narra le gesta degli «Eritromeli» (i rossoneri) contro i «Meloglauchi dalla bassa fronte» (i nerazzurri). Per intenderci basti l’incipit:

«La classe immensa il fiero sguardo io canto
del colpitore di palloni Atlide,
che tante maravigliando addusse
sfere impetuose in rete, e di portieri
orrenda strage solea far nel campo».

«Canta,spirito,canta» di Jesmyn Ward (NN Editore)

Nel maggio 2019, NN Editore pubblica Canta,spirito,canta di Jesmyn Ward (titolo originale: Sing,Unburied,Sing) con traduzione a cura di Monica Pareschi, romanzo vincitore del National Book Award del 2017 dopo una prima vittoria del premio da parte dell’autrice nel 2011 con Salvare le ossa (Salvage the Bones).

Seguendo le vicende del tredicenne Jojo e della sua famiglia, in questo secondo capitolo della Trilogia di Bois Sauvage si ha a che fare non più con le macerie dell’Uragano Katrina, bensì con delle varie e proprie macerie umane, fatte di un passato di violenza e conflitti ancora irrisolti.

Prendendo spunto da William Faulkner e Toni Morrison, Jesmyn Ward ritrae la violenza, la durezza e la solitudine del Sud degli Stati Uniti facendo i conti con gli spiriti non ancora sepolti del passato e riponendo ogni speranza di guarire le macerie umane nelle generazioni future.

«Non qui, non altrove» di Tommy Orange (Frassinelli)

Frassinelli pubblica nel febbraio 2019 il romanzo Non qui, non altrove (titolo originale: There, there. Traduzione a cura di Stefano Bortolussi) dello scrittore nativo americano Tommy Orange, un debutto che si è imposto fin da subito sulla scena letteraria statunitense, arrivando persino in finale al Premio Pulitzer per la narrativa di quest’anno.

Ispirandosi tra le tante cose a Everybody’s Autobiography (Autobiografia di tutti) di Gertrude Stein, l’autore indaga il fenomeno degli indiani urbani attraverso la storia di dodici personaggi alla ricerca di un legame autentico con le proprie radici. La conclusione, però, risulta essere tragica, in quanto la cultura urbana, tecnologica e contemporanea impedisce il recupero autentico delle proprie origini. Ai personaggi, dunque, non resta altro che un’imitazione goffa e stereotipata del proprio essere nativi americani.

Una nota notevole: l’edizione economica dello «Zibaldone» di Leopardi (Feltrinelli)

Questo non è certamente un libro del 2019. Ma è un libro da avere assolutamente nella propria biblioteca. Lo Zibaldone di pensieri esce in edizione economica, curata da Fabiana Cacciapuoti e introdotta da Antonio Prete.

Zibaldone di pensieri, Giacomo Leopardi
Fonte: Lafeltrinelli.it

La presentazione del testo leopardiano è superflua. Diciamo solo che quest’edizione si articola in sei capitoli tematici, basati sulle sei polizzine «non richiamate», intitolati rispettivamente: Trattato delle passioni, qualità umane, ecc.; Manuale di filosofia pratica; Della natura degli uomini e delle cose; Teorica delle arti, lettere, ec. Parte speculativa; Teorica delle arti, lettere, ec. Parte pratica, storica, ec.; Memorie della mia vita.

Un libro da leggere e da rileggere di uno dei più grandi poeti e filosofi di tutti i tempi:

«il vero poeta è sommamente disposto ad essere gran filosofo, e il vero filosofo ad esser gran poeta, anzi né l’uno né l’altro non può esser nel gener suo né perfetto né grande, s’ei non partecipa più che mediocremente dell’altro genere».

Redazione
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