Il nuovo concetto sociale di cascina:
dall’agricoltura alla riabilitazione

di Rossana Casolino

Le cascine sono sempre state considerate una tipologia di immobile ricca di potenziale. Purtroppo però si sono spesso rivelate un investimento troppo dispendioso da finanziare e per questo molte sono state abbandonate. Negli ultimi anni, anche grazie all’ondata di Expo, con l’evento apposito Cascine per Expo, i prodotti a chilometro zero sono tornati di moda e quale posto migliore per esporli se non le vecchie cascine da tempo in disuso?

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Se la stagione autunnale sfida il cemento grigio delle città con acquazzoni e folate di vento, è grazie alle cascine e ai loro mercati agricoli che anche una metropoli come Milano si colora. Sono quest’ultime infatti il moderno punto d’incontro tra agricoltori della zona e cittadini salutisti, tra i valori semplici dell’agricoltura e l’educazione dei figli, che spesso nelle grandi città può essere influenzata da fin troppe distrazioni.

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In tutta Italia il grande potenziale inespresso dalle cascine si sta finalmente mutuando in una miriade di progetti per far sì che il recupero di queste preziosissime chicche possa avvenire a 360 gradi. Se infatti si valuta attentamente il valore architettonico, ambientale e sociale di questa tipologia di immobile, si può facilmente capire quanto questo sia illimitato. I progetti di recupero sono di vario tipo: dall’asilo nido all’agricoltura sociale, da centri di aggregamento a luoghi di riabilitazione.

Partendo solo dalla Lombardia, e in particolare dal Comune di Milano, si possono contare già 60 cascine pubbliche coinvolte in progetti gestiti dall’Associazione Cascine Milano (www.associazionecascinemilano.org). Questa recente associazione viene fondata nel gennaio del 2013: proponendo i propri soci come animatori e promotori del territorio è tutt’ora impegnata in numerosi progetti quali, ad esempio, La cicala e la formica per una coltivazione cosciente.

Alla base di tutto c’è la voglia di ricreare in questi luoghi un ambiente sano e controllato. Tra le cascine aderenti all’associazione spiccano la Cascina Cuccagna e la Cascina Sant’AmbrogioCiclofficine, falegnamerie, ristoranti, ostelli, orti condivisi, mercati agricoli e aperitivi. Queste sono solo alcune delle tante attività proposte, molte delle quali dedicate ai bambini. In questo modo le cascine si propongono come centri di aggregamento ideali per sviluppare, tramite attività educative e creative, una coscienza ambientale sana e intuitiva. Per chi volesse approcciarsi per la prima volta a questo nuovo ambiente segnaliamo Cascine Aperte: è questo il nome degli eventi pubblicitari atti a promuovere tramite mercatini, workshop e percorsi questa nuova concezione di spazio.

Il potenziale di una cascina come luogo di aggregazione è talmente potente da poter perfino rivalutare un quartiere periferico quale ad esempio Gorla (Milano) con la Cascina Martesana.

food-960070_1920Per quanto riguarda invece il fattore sociale vi segnaliamo Cascina Sociale Carlo Alberto nella Val Pellice, Torino. Questa azienda agricola, start-up fondata nel 2013 si distingue dalle altre per la pratica dell’agricoltura e della zootecnica ad azione terapeutica. Tramite il contatto con la natura e gli animali, si lavora sul concetto di rispetto.

Per una crescita personale e per la tranquillità dell’individuo vengono svolte attività manuali atte al reinserimento nel lavoro. Quest’ultimo affinché sia efficace deve avvenire lentamente, per questo motivo viene preso come esempio principale il ritmo calmo e naturale dello scorrere delle stagioni. A tal proposito anche nel territorio lecchese è stato creato un fondo Cascina Don Guanella promosso dalla fondazione Prendersi per mano riguardante i ragazzi residenti nella casa-famiglia Don Guanella. Questa organizzazione si pone come obiettivo principale quello di formare tramite l’agricoltura ragazzi minorenni a rischio di emarginazione.

Risulta quindi evidente, socialmente ed ecologicamente parlando, il ruolo fondamentale di questi luoghi: recuperando una cascina in disuso, non è solo il luogo a cambiare ma anche tutta la comunità intorno ad esso.

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Redazione

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