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Islam e omosessualità

9 minuti di lettura

Il recente omicidio di Hande Kader, icona Lgbt turca ritrovata senza vita e mutilata, è uno dei tanti pezzi di quel puzzle che rappresenta il popolo islamico come arretrato e chiuso, violento. Dalla questione burkini e libertà femminile ai dibattiti sugli estremismi religiosi, la fede musulmana è spesso ingabbiata in stereotipi troppo superficiali e non del tutto veritieri. Parlando di libertà sessuale e omosessualità, è quindi possibile immaginare un Islam aperto ai più vari orientamenti? È davvero solo l’intolleranza a dominare in una religione con molti più punti in comune di ciò che si pensa con il Cristianesimo?

Hande Kader al Gay Pride di Istambul. Fonte: www.bbc.com
Hande Kader al Gay Pride di Istambul. Fonte: www.bbc.com

Così come accade per i fedeli cristiani, i pareri al riguardo sono in realtà molto diversi e delineare un pensiero unico su come la comunità musulmana veda orientamenti sessuali non standard è particolarmente difficile.

Per cominciare, è il caso di fare qualche passo indietro nella storia, partendo dal testo sacro dell’Islam, il Corano. Il testo non parla in modo diretto di orientamento sessuale (un concetto di gran lunga moderno), ma di singole pratiche sessuali “non raccomandabili”. La sodomia in particolare viene condannata in qualsiasi caso, anche tra un uomo e una donna, in quanto implica una dominazione concessa solo a Dio, oltre a sminuire la figura dell’uomo passivo.

Un esempio sono i versetti sul popolo di Lot (Sura VII, I muraglioni, 80-84): «E quando Lot disse al suo popolo: “Vorreste commettere un’infamità che mai nessuna creatura ha mai commesso? Vi accostate con desiderio agli uomini piuttosto che alle donne. Sì, siete un popolo di trasgressori”. E in tutta risposta il suo popolo disse: “Cacciateli dalla vostra città! Sono persone che vogliono esser pure!”. E Noi.[Allah].salvammo lui e la sua famiglia, eccetto sua moglie, che fu tra quelli che rimasero indietro. Facemmo piovere su di loro una pioggia… Guarda cosa è avvenuto ai perversi».

Si tratta dell’episodio di Sodoma e Gomorra, comune a più religioni, tanto da essere ripreso anche dalla Bibbia, seppur con qualche differenza: «Quindi Geova fece piovere zolfo e fuoco da Geova, dai cieli, su Sodoma e Gomorra» (La Bibbia / Genesi 19:24).

I passi del Corano sono (e sono stati) interpretati in modo molto diverso: per alcuni le parole si riferiscono esplicitamente alla sodomia, mentre altri preferiscono darne un’interpretazione più ampia, considerando la parte in questione un monito alla corruzione in generale.

Se da un lato il testo presenta delle possibili condanne (l’interpretazione dei testi sacri è sempre un argomento di grande dibattito), il Corano ammette anche la diversità dei desideri, per esempio affermando che Dio ha creato per gli uomini compagni diversi (Sura XXX, I bizantini, 21) o descrivendo il paradiso come un luogo in cui sono presenti giovani servitori maschi, tanto seducenti che «quando li vedrai, li paragonerai a perle sparse» (Sura LXXVI, L’essere umano, 19). Inoltre, sono molti i poeti, anche tra i più classici, ad aver inneggiato alle bellezze maschili piuttosto che a quelle femminili. Nelle opere di autori come Abu Nuwas e Rumi, giovani uomini vengono lodati per le loro qualità femminili, presentando una fluidità di genere molto aperta per l’epoca e oggi parzialmente dimenticata.

Come accade per il mondo occidentale, l’omosessualità femminile è spesso lasciata in secondo piano, ma non viene mai condannata esplicitamente. Al contrario, l’Enciclopedia del piacere di Abul Hasan Ali (X secolo)  racconta proprio la storia d’amore tra Hind Bint Al-Nurman e Al-Zarqa, due donne. L’omosessualità femminile è comunque generalmente considerata meno grave rispetto a quella maschile, come spiega Serena Tolino: «Un rapporto sessuale, anche se considerato contro natura perché non eterosessuale, può ancora essere tollerato finché non entra in gioco la penetrazione, simbolo assoluto del potere maschile sul femminile. Ovvero finché non vengono messe in discussione le strutture di potere».

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La tradizione islamica ha quindi da un lato osteggiato, ma dall’altro anche tollerato (o appoggiato) le relazioni tra persone dello stesso sesso, evolvendosi a seconda del periodo storico e del luogo. Basti pensare che nel XIX secolo lo studioso marocchino Muhammad Al-Saffar visitò l’Europa e fu sorpreso nel vedere che gli europei consideravano immorale l’amore tra uomini, accettato invece dal popolo islamico, per questo tacciato di immoralità dagli autori cristiani.

Nonostante alcuni indizi facciano pensare a una maggiore apertura mentale nel corso della storia, oggi la sodomia prevede delle punizioni molto severe, trovando in alcuni paesi anche un’applicazione penale.  Sono ben nove gli stati islamici che puniscono i rapporti omosessuali con la pena di morte: Arabia Saudita, Iran, Nigeria, Mauritania, Pakistan, Sudan, Somalia, Somaliland e Yemen.

Eppure, per quanto sia strano immaginarlo, la comunità Lgbt musulmana esiste. Si sta distinguendo con timidi – ma importantissimi – tentativi all’interno dei paesi islamici (dove spesso è vietato creare associazioni Lgbt) e, soprattutto, sta facendo sentire la propria voce in un’Europa troppo spesso in balia dei pregiudizi. I gay pride diventano quindi un’occasione per mostrare che anche la comunità musulmana può essere gay friendly o, addirittura, parte di una minoranza nella minoranza. Non mancano poi gli Imam che predicano più apertura sull’argomento, distaccandosi dall’interpretazione omofoba affibbiata (giustamente o ingiustamente, chi può dirlo?) al Corano. Nel 1998 nel Massachusetts si è tenuto per esempio il primo raduno mondiale di omosessuali, lesbiche, bisessuali e transessuali di fede islamica, proprio per discutere su come conciliare fede e (omo)sessualità, focalizzandosi in particolare sulle diverse interpretazioni del Corano sull’argomento e dando vita a un’organizzazione internazionale, Al-Fatiha.

Pride di Londra, 2001.
Pride di Londra, 2001.

Tutto ciò a dimostrazione che l’Islam non è necessariamente una fede omofoba come spesso si è portati a pensare. La sua storia mostra casi di grande tolleranza e apertura – forse maggiori che nella storia cristiana – e anche nella contemporaneità agli estremismi si oppongono fedeli pronti ad accettare ogni tipo di amore – anche in questo caso, così come avviene per la comunità cristiana, spesso in disaccordo sul tema “amore omosessuale”. Andare oltre i pregiudizi religiosi è il primo passo per superare, insieme, quelli legati alla sfera sessuale.

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Fonti:

http://www.ilgrandecolibri.com/2015/08/omosessuali-matrimonio-islam.html

http://mondoqueer.tripod.com/approfondimenti/RapportoIslam.html

http://www.ilgrandecolibri.com/p/moi-musulmani-omosessuali-in-italia.html

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Dalila Forni

1991. Studentessa di Lingue e Letterature Europee ed Extraeuropee a Milano. Vivo di letteratura, pastasciutta e buona birra.

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