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L'ultimo amico

«L’ultimo amico», un dimenticato racconto di Edmondo De Amicis

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4 minuti di lettura

Con la recente pubblicazione di Caravaggio Editore, torna nelle librerie italiane L’ultimo amico (acquista), un racconto poco noto del celebre autore di Cuore, Edmondo De Amicis.

Come per gli altri titoli della collana I Classici Ritrovati, si tratta di un’edizione curata nel dettaglio, dal testo alla veste grafica (che riprende in copertina una tavola di Corrado Sarri realizzata per la prima edizione del racconto del 1900).

L'ultimo amico
Tutti i titoli al momento pubblicati nella collana I Classici Ritrovati: A Christmas Carol in prosa, ossia Una storia di spettri sul Natale e Il Grillo del Focolare di Charles Dickens, L‘ultimo amico di Edmondo De Amicis e Papà Gambalunga di Jean Webster. Di prossima pubblicazione: La stanza rossa e altre di Lucy M. Montgomery. [©Foto di chi scrive]

Questo racconto fu scritto negli ultimi anni della vita di De Amicis, un periodo molto duro segnato dalla separazione dalla moglie e dalla perdita della madre e del figlio, morto suicida a venti anni.

L’ultimo amico è incentrato sul rapporto tra lo scrittore e il suo cane Dick, l’unica consolazione in un periodo buio e difficile.

L’ultimo amico: garanzia di una lettura consapevole

Nel racconto, non si fa alcun riferimento esplicito alle cause del dolore di De Amicis che il cane Dick contribuirà ad alleviare.

Per questo motivo, la breve e agile introduzione del curatore Enrico De Luca è fondamentale sia per avere un quadro generale dell’autore sia per conoscere i retroscena alla base del testo. Senza queste essenziali linee guida, il racconto apparirebbe più superficiale proprio perchè l’autore parla del suo dolore ma non delle sue cause (che altrimenti rimarrebbero sconosciute al lettore).

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L'ultimo amico
La pubblicazione di Caravaggio Editore de «L’ultimo amico» è stata segnalata da Nuccio Ordine nel numero 397 de La Lettura (7 luglio 2019). Fonte: facebook.com/caravaggioeditore.it

Importanti sono anche le note, per capire il lavoro stilistico che si cela dietro un racconto apparentemente semplice. Sono infatti segnalate a piè di pagina tutte le varianti fra la prima versione del testo (1900) e quella del 1905, che rappresenta l’ultima volontà dell’autore.

Per la maggioranza sono correzioni legate alla punteggiatura o volte a rendere più agile la lettura, il che sottolinea l’attenzione di De Amicis all’aspetto linguistico del testo. Non è un caso che, insieme a Carlo Collodi, De Amicis è uno degli scrittori che hanno permesso la diffusione della lingua italiana (perché Pinocchio e Cuore, entrambi scritti su base fiorentina, sono stati per decenni libri di lettura nelle scuole).

Dick e Argo

L’umanizzazione del cane Dick presente nel racconto di De Amicis – che potrebbe forse apparire ormai cliché – in realtà affonda le sue radici in importanti precedenti letterari.

Durante la lettura non si può fare a meno di ricordare il cane più memorabile della letteratura occidentale: Argo, il cane che per primo riconosce Ulisse nonostante il travestimento, dopo averlo aspettato 20 anni.

 

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Sofia Fabrizi

Studio Lettere Moderne presso l'Università di Siena.

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