La coscienza individuale e collettiva come unicità degli esseri umani | Bar Europa

Tutti abbiamo un sistema nervoso centrale ed uno periferico. In milioni di anni, dentro o fuori dall’acqua, la maggior parte degli abitanti del pianeta non ha sentito la necessità di sviluppare uno scheletro. Una piccolissima parte, si. Invertebrati, vertebrati, molluschi, anfibi, rettili, uccelli, mammiferi, esseri umani. Per molti versi continuiamo ad essere simili, per altri identici, ma c’è una cosa che distingue quelli che tra noi definiamo esseri umani da lombrichi, meduse, lucertole, passerotti, balene e scimmie.

Non è l’apparenza, che qualche volta inganna, e non è la capacità di darci un’organizzazione: basti pensare a quanta perfezione si annida in formichieri ed alveari. Ciò che, più di tutto, ci caratterizza rispetto agli altri esseri viventi, è la capacità di immaginare, di dare un senso a quello che facciamo, di prevedere le conseguenze dell’azione e dell’inerzia. La coscienza individuale e collettiva di uno sviluppo culturale, sociale e politico unico. La responsabilità, come scrive Hans Jonas, di comportarci in modo compatibile con la sopravvivenza della vita sulla terra. Compresa quella umana, naturalmente.

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Ne abbiamo parlato nel Bar Europa al Rock Night Show su Radio Godot assieme a Raffaela Neri con Marco Oliverio, oceanografo e direttore del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” dell’Università di Roma “Sapienza”. Buon ascolto!

Michele Gerace

 

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Michele Gerace
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