La mascherina cool | Bestiario della Fase 2

Le bestie della fase 2 non smettono di sorprenderci. E oggi è la volta della mascherina cool. Non sappiamo se lo avete notato, ma ora che siamo costretti a nasconderci metà del volto con le mascherine, che dovrebbero proteggerci dal temuto contagio da coronavirus, alcune bestie cercano quella più cool. Infatti, questo dimostra che la priorità è sempre l’immagine, che regna sovrana. Ma se almeno questa immagine fosse bella o quanto meno rispettosa dell’umanità!

E il problema non sono di certo quelle colorate che ognuno di noi può ricavarsi da una vecchia maglia o da un foulard che avevamo dimenticato nell’armadio nel 2004, ma quelle cool, quelle all’ultimo grido (di Munch). E quindi ecco che compaiono mascherine ricamate, mascherine con perline e ninnoli di ogni ordine e grado, le mascherine in pizzo per le donne che non vogliono perdere la loro tanto anelata sensualità neanche in fase 2, le mascherine con i colori della squadra del cuore, per ricalcare l’orgoglio all’appartenenza calcistica o quelle con il marchio del brand motociclistico più figo.

Insomma, mascherine che simboleggiano le eccentriche personalità delle bestie della nostra società non mancano e sicuramente ne verranno fuori anche altre.

Intanto ci auguriamo che certa gente rimanga per molto tempo con il volto coperto, anche solo a metà.


Il Bestiario è un testo che, solitamente, descrive gli animali o le bestie. Nel Medioevo si trattava di una particolare categoria di libri che raccoglievano brevi descrizioni di animali reali o immaginari. Nel XIII e XIV secolo i bestiari si diffusero soprattutto in Inghilterra e Francia. Essi erano arricchiti anche da bellissime illustrazioni e pregevoli miniature. Tra le opere che hanno poi assunto questo nome nel corso della storia ricordiamo “Il bestiario amoroso” di Richard de Fournival del 1252 e il più recente “Bestiario” di Julio Cortazár del 1951. In questa rubrica, noi vi proponiamo una sferzante e ironica descrizione delle “bestie umane” che affollano la nostra società.

 


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Antonella D'Eri Viesti
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