fbpx
lawrence ferlinghetti

Omaggio improvvisato a Lawrence Ferlinghetti

/
5 minuti di lettura

Il grande pubblico associa il nome di Lawrence Ferlinghetti alla Beat Generation. D’altronde risulta inevitabile includerlo nel folto gruppo dei rappresentanti. Tuttavia, Ferlinghetti – come altri autori, fra cui Bukowski – non si è mai riconosciuto appieno nella filosofia beat e ha sempre rifiutato qualunque omologazione. Ovviamente rimane il fedele editore di questi grandi scrittori: infatti è proprio lui il fondatore della City Lights Bookstore di San Francisco. Fra i volumi pubblicati non si possono non citare le opere di Kerouac, Ginsberg, Corso, Snyder, Burroughs ecc. Da notare, poi, come la collana dedicata alla poesia si apra proprio con un libro dello stesso Ferlinghetti, Pictures of the Gone World, che andrà poi in parte a confluire nel celeberrimo A Coney Island of the Mind.

lawrence ferlinghetti

Tralasciando le differenze fra la poetica dei beat e di Ferlinghetti, è fondamentale evidenziare come quest’autore non sia solo un editore o uno dei tanti personaggi che popolano i romanzi di Kerouac (per chi ha letto Big sur, Lawrence Ferlinghetti compare come Lorenzo Monsanto). Ferlinghetti è un artista versatile che nei decenni della sua carriera ha sperimentato nel campo della poesia, della prosa e delle arti visive. Nonostante abbia da poco superato i cento anni, negli ultimi tempi abbiamo avuto la fortuna di godere di alcuni suoi testi inediti, fra tutti: il romanzo Little Boy (Clichy 2019, acquista) e il diario di viaggio Scrivendo sulla strada (Il Saggiatore 2017, acquista). In particolare, quest’ultimo volume – oltre cinquecento pagine corredate di disegni inediti dell’artista – è il riassunto delle sue innumerevoli peregrinazioni. Se il lettore pensa a un luogo in un’epoca storica tra il 1944 e il 2010 deve sapere che con ogni probabilità Ferlinghetti ne è stato un visitatore ed è riuscito pure a scriverne.

Leggi anche:
Alberto Arbasino, «Fratelli d’Italia» e il beat all’italiana

Ospite dei più svariati festival poetici e ricercatore inesauribile di talenti da editare, diventa amico di innumerevoli scrittori, ormai divenuti nomi illustri della letteratura mondiale. Si finisce a pensare, per esempio, alle poche righe dedicate a «quell’anima alla deriva» di Ingeborg Bachmann – pubblicata dalla City Lights in un’antologia di poeti tedeschi –, morta tragicamente in un incendio nel suo appartamento romano. Oppure vi è anche il ritratto dell’inesauribile Evgenij Aleksandrovič Evtušenko, immortalato in una notte di poesie e baldorie. Per non parlare all’omaggio a Ezra Pound, ormai ottantenne, durante una lettura poetica al Festival di Spoleto.

Come si evince dal diario, poi, Lawrence Ferlinghetti ha sempre avuto un rapporto privilegiato con l’Italia, dato dal fatto anche che il padre era originario di Brescia. Tra il 2017 e il 2018, proprio il Museo Santa Giulia di Brescia gli ha dedicato una commovente ed esaustiva mostra retrospettiva volta a valorizzare la persona oltre che l’artista. Da evidenziare, però, come non manchino aneddoti, descrizioni e riflessioni anche su Milano, Firenze, Roma, Venezia, Palermo ecc., insignendo così l’autore fra i grandi scrittori che hanno dedicato pagine stupende ai loro viaggi italiani.

lawrence ferlinghetti

Nonostante il talento di Ferlinghetti per la narrativa, però, è indubitabile come rimanga prima di tutto un poeta. Fortunatamente le sue opere poetiche godono ancora di una discreta pubblicità, anche se molti volumetti di possono trovare solo rovistando nei cataloghi dei libri usati. I suoi componimenti, in particolare, riescono a creare quel difficile connubio fra contenuto e forma, caricando ogni pagina di un universo immaginifico senza eguali.

Per prendere in prestito le parole di Marguerite Yourcenar, possiamo azzardare a dire che Lawrence Ferlinghetti ha «tre mezzi per valutare l’esistenza umana: lo studio di se stessi […], l’osservazione degli uomini […] e i libri». È innegabile, quindi, come partendo da questi pochi, ma complessi elementi riesca a elaborare un pensiero personalissimo che rifiuta, però, qualsiasi autocompiacimento.

 


Segui Frammenti Rivista anche su Facebook, Instagram e Spotify, e iscriviti alla nostra Newsletter

Sì, lo sappiamo. Te lo chiedono già tutti. Però è vero: anche se tu lo leggi gratis, fare un giornale online ha dei costi. Frammenti Rivista è edita da una piccola associazione culturale no profit, Il fascino degli intellettuali. Non abbiamo grandi editori alle spalle. Non abbiamo pubblicità. Per questo te lo chiediamo: se ti piace quello che facciamo, puoi iscriverti al FR Club o sostenerci con una donazione. Libera, a tua scelta. Anche solo 1 euro per noi è molto importante, per poter continuare a essere indipendenti, con la sola forza dei nostri lettori alle spalle.

Lorenzo Gafforini

Classe 1996. Nel 2020 si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Brescia. Ha pubblicato cinque raccolte di poesie e due racconti.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.