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Maestro di modernità: la mostra «Giotto e il Novecento»

Il maestro trecentesco ha avuto un'influenza enorme su tutta la storia dell'arte successiva. La mostra al Mart di Rovereto è funzionante ed efficace sotto tutti i punti di vista

5 minuti di lettura

Visitabile fino al 19 marzo, la mostra Giotto e il Novecento ospitata al Mart di Rovereto presenta il maestro trecentesco e l’influenza enorme che ha avuto per tutta la storia dell’arte a lui successiva.

Inaugurata a dicembre, la mostra celebra i vent’anni del museo roveretano, aperto il 15 dicembre 2002 e in breve divenuto punto di riferimento per il mondo dell’arte nazionale e non solo.

Curata da Alessandra Tiddia, con il contributo di numerosi studiosi, Giotto e il Novecento al Mart vede la collaborazione anche dei Musei Civici di Padova e il prestito di opere da parte dei più importanti musei italiani, come le Gallerie degli Uffizi e Palazzo Pitti, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, i Musei Vaticani, il Museo del Novecento di Milano e Firenze e molti altri.

Uno spettacolo senza confini

Da sempre al centro dell’indagine del Museo Mart, con questa mostra il rapporto e il dialogo tra antico e contemporaneo è affrontato e approfondito in maniera non banale. È significativo, quasi obbligatorio, riconoscere l’enorme influenza di cui la maggior parte delle opere custodite dal Mart risente nei confronti di Giotto, essendo stato il primo Novecento un periodo di grande riscoperta e apprezzamento dell’artista.

Con oltre 200 opere esposte, Giotto e il Novecento si apre con uno spazio immersivo e di forte impatto che riproduce la Cappella degli Scrovegni, ciclo di affreschi patrimonio dell’UNESCO e capolavoro assoluto del maestro. Come spiega la curatrice, questo portale «intende restituire al visitatore la suggestione di un’esperienza fondamentale per molti artisti», ovvero la visione delle pitture giottesche. In tal modo, è molto più facile per lo spettatore lasciarsi guidare attraverso le stanze, osservando capolavori molto diversi tra loro legati da una base di partenza comune: Giotto.

mostra Giotto mart
Fonte: MART

Seguendo un ordine cronologico e tematico, l’esposizione si sviluppa tra le pareti e i piedistalli, tra disegni, dipinti e sculture di grandi artisti del XX e XXI secolo. Arturo Martini, Carlo Carrà, Mario Sironi, Giorgio de Chirico e altri sono i protagonisti della prima parte della mostra, rappresentanti dell’arte italiana di primo Novecento. Ma il fascino per le opere di Giotto influenza intensamente anche tra le due guerre e dopo, arrivando addirittura a porsi come punto di riferimento per i nuovi linguaggi artistici come l’astrattismo, solo apparentemente lontano dalla poetica giottesca. Si incontrano allora opere di artisti come Giorgio Morandi e Fausto Melotti, ma anche Henri Matisse, Lucio Fontana, Yves Klein e Mark Rotko.

L’influenza di Giotto sul contemporaneo

È innegabile, oltre che ampiamente riconosciuta e studiata, l’influenza che Giotto ebbe da subito sulla storia dell’arte. Anticipatore di stili e tendenze, ideatore di soluzioni innovative e sorprendenti, fu apprezzato e ricercatissimo dai contemporanei e studiato da tutti gli artisti a lui succeduti. È però nell’Ottocento che si verifica una riscoperta del suo operato e delle sue opere, che immediatamente riacquistano notorietà e diventano oggetto di studio e venerazione. Ammirato, studiato e imitato per l’aspetto spirituale delle sue creazioni, per la plasticità e perfezione delle figure, o ancora per l’utilizzo dei colori, primo tra tutti il blu, l’eredità di Giotto sembra essere inesauribile e ricca a tal punto di sfaccettature da prestarsi all’opera di chiunque, in qualunque epoca e a qualsiasi stile e materiale.

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A Giotto è riconosciuta una contemporaneità unica, la capacità di presentarsi sempre attuale attraverso l’indagine degli aspetti meno visibili e più sensibili, come la spiritualità. Aspetti trascendentali dell’opera del maestro trecentesco si ritrovano oggi in opere astratte, installazioni, ambienti immersivi fatti di pura luce come quelli di James Turrell, di cui è in mostra Tycho Blue, una stanza di puro e luminoso blu chiaramente ispirata alla tinta dominante nella Cappella degli Scrovegni.

La mostra Giotto e il Novecento al Mart di Rovereto è senza dubbio un’esposizione funzionante ed efficace sotto tutti i punti di vista, oltre che un ottimo modo per il museo per festeggiare i vent’anni di attività e ribadire il proprio punto di vista sull’arte moderna e contemporanea, ma non di rado anche medievale.

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Rebecca Sivieri

Classe 1999. Nata e cresciuta nella mia amata Cremona, partita poi alla volta di Venezia per la laurea triennale in Arti Visive e Multimediali. Dato che soffro il mal di mare, per la Magistrale in Arte ho optato per Trento. Scrivere non è forse il mio mestiere, ma mi piace parlare agli altri di ciò che amo.

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