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Il Museo Bagatti Valsecchi di Milano

Alla scoperta dei musei italiani: il Museo Bagatti Valsecchi di Milano e l'eclettismo delle case-museo rinascimentali

4 minuti di lettura

Inaugurato al pubblico nel 1994, dopo un complesso lavoro di riordino delle collezioni, il Museo Bagatti Valsecchi di Milano è nato nel 1974 grazie alla donazione destinata all’omonima fondazione da parte degli eredi di Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, due fratelli collezionisti del patrimonio di oggetti d’arte e arredi che essi acquistarono sui mercati dell’antiquariato alla fine dell’Ottocento.

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Galleria delle Armi. Fonte: Wikipedia

Gli affreschi, le sculture, gli arazzi, i mobili, gli avori, le ceramiche, le armi e i vetri raccolti nel palazzo di famiglia ne fanno una delle case-museo meglio conservate e più importanti in Europa.

Il palazzo è stato ceduto dalla famiglia alla Regione Lombardia nel 1974 proprio con l’impegno di mantenere nelle sue mura le sale secondo la disposizione originale, a testimoniare il gusto eclettico della fine del XIX secolo in Italia.

Il palazzo stesso del museo, eretto tra il 1876 e il 1883 dai due fratelli Bagatti Valsecchi, che erano anche architetti, è ispirato alle forme del Rinascimento lombardo.

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Museo Bagatti Valsecchi, esterni. Fonte: myMilano.it

Mossi dalla passione per la tradizione artistica italiana, modellarono gli interni della dimora secondo lo stile delle case-museo, ovvero in una residenza ispirata dalle abitazioni nobiliari del Cinquecento.

Troviamo in particolare arredi e oggetti del XV e XVI secolo, tra cui dipinti di Giovanni Bellini e Giampietrino oltre a capolavori d’intaglio ligneo come il grande letto della camera di Fausto.

Camera Rossa. Fonte: Wikipedia

Nel Museo Bagatti Valsecchi c’è una organica commistione fra la struttura architettonica e il complesso degli apparati decorativi (soffitti, camini, cornici, pareti) realizzati in parte con elementi originali, in parte con sovrapposizioni ottocentesche ispirate al gusto rinascimentale.

Di qui il ricorso ai più abili artigiani milanesi dell’epoca, incaricati di realizzare gli assemblaggi tra “antico” e “moderno” secondo uno stile eclettico, di gran voga al tempo. Là dove gli oggetti originali raccolti non bastavano a garantire continuità stilistica all’ambiente, furono eseguiti camuffamenti neorinascimentali di elementi d’arredo o attrezzature moderne come nel caso della stanza da bagno di Fausto munita di vasca con doccia e acqua calda all’interno però di una nicchia neorinascimentale.

Sala da Bagno. Fonte: museobagattivalsecchi.org

Un altro esempio è il pianoforte della sala della “Stufa valtellinese” con credenze tardo-ottocentesche ispirate a mobili del XV secolo.

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Sala della Stufa valtellinese. Fonte: museobagattivalsecchi.org

L’allestimento, come già detto, articolato in due appartamenti, rispetta l’idea immaginata dai fondatori di restituire una suggestiva atmosfera dell’altro lato, meno conosciuto, del Rinascimento, quello più intimo e domestico.

Oggi il museo ospita inoltre varie attività culturali ed è dotato di moderni apparati didattici come schede mobili redatte in molte lingue e possibilità di effettuare visite guidate.

Museo Bagatti Valsecchi

Info utili:
Via Gesù, 5 – Milano (MI)
tel. +39 0276 006 132
e-mail: info@museobagattivalsecchi.org
https://museobagattivalsecchi.org/

Orari:

Giovedì – Venerdì: 13:00 – 17:45
Sabato – Domenica: 10:00 – 17:45

Tariffe:
10 € (intero)
7 € (ridotto)

Ridotto: studenti – maggiori di 65 anni
Gratuito: minori di 5 anni

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Gianpaolo Palumbo

Classe 1990, laureato in Scienze Politiche. Appassionato di storia, arte e cinema. "Per avere una narrazione è sufficiente che ci sia un narratore, una storia e qualcuno a cui raccontarla" (Andrea Bernardelli, "La narrazione", 1999).

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