«Musica per organi caldi» di Bukowski: silenzio e ascoltate

Se Bukowski fosse un genere musicale sarebbe un malinconico blues. E Musica per organi caldi sarebbe lo spartito. Un libro che raccoglie 36 racconti del poeta-scrittore Charles Bukowski dove le donne, il bere e la vita in tutto il suo bellissimo squallore sono i protagonisti.

36 pillole amare

Bukowski scrive 36 pillole amare da buttare giù tutte d’un fiato con un sorso di whisky. Da Meno raffinato della locusta a Imbrogliare Marie, lo scrittore americano ci mostra il realismo sporco della vita fatta di sconfitte, solitudine con qualche sprazzo di felicità di tanto in tanto.

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Fra le pagine ritroviamo il nostro caro vecchio amico Henry Chinaski, alter-ego dello scrittore, che passa da un lavoro all’altro, da un letto ad un altro, dalla bottiglia alla lattina sempre saldo nella sua instabilità. Lo accompagniamo nei bar, alle corse dei cavalli, al funerale di suo padre e, come sempre, pendiamo dalle sue labbra sporche e alcolizzate per avere un’altra e ancora un’altra perla di saggezza.

La morte era così noiosa. E questa era la cosa peggiore della morte. Che era di una noia mortale. Una volta che si presentava non avevi più scampo. Non potevi giocarci a tennis o trasformarla in una scatola di boeri. Se ne stava lì come una gomma bucata. La morte era stupida.

Il lato oscuro in tutti noi

Un libro sulle debolezze umane viste non come una piaga da sanare, ma come un fiume in cui lasciarsi trascinare dolcemente, inevitabilmente in una zattera fatta di cinismo. Uno scrittore dalla malinconia contagiosa da cui si può scappare chiudendo immediatamente il libro oppure abbracciarla e lasciarci servire uno scotch con ghiaccio da uno scheletro… sì, in questi racconti c’è pure uno scheletro barista.

Dunque a voi la scelta. Rimanete al sicuro tra le pagine di un romanzo rosa o tuffatevi in questi racconti brutti e cattivi tanto distanti dalla quotidianità che tutti noi conosciamo. Ma attenzione: potreste riconoscervi più di quanto pensiate. 

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