fbpx
Gerusalemme

La Palestina brucia. Come si è arrivati all’escalation?

Gli scontri tra Israele e Palestina non si sono fermati nemmeno davanti al Ramadan e al Pesach. Quali sono gli episodi che hanno portato a questa nuova escalation di violenze?

5 minuti di lettura

Il mese sacro dell’Islam sta per concludersi e protagonisti assoluti sono stati scontri e tensione soprattutto a Gerusalemme. Dal 13 al 23 aprile c’è stato anche il Pesach, pasqua ebraica e i due culti si sono svolti insieme. Mentre i musulmani vivono il mese del digiuno, gli ebrei si sono preparati alla pasqua e questo ha portato non pochi problemi. Sin dall’inizio del mese ci sono stati scontri, arresti e attentati in Israele e Cisgiordania suscitando sgomento per la comunità internazionale. Tutto è iniziato il 2 aprile in Cisgiordania quando la polizia israeliana ha ucciso tre palestinesi dopo uno scontro armato, affermando che facessero parte di una cellula terroristica che vorrebbe debilitare la sicurezza israeliana. 

 In risposta all’evento, il 7 aprile a Tel Aviv, è avvenuto un attentato terroristico dove hanno perso la vita due civili israeliani. Dopo 9 ore di indagini, un palestinese è stato identificato e ucciso e, secondo i militari, l’omicida ha agito da solo e apparterrebbe al gruppo di miliziani al-Fatah che combattono per i martiri palestinesi.

Tuttavia l’evento che ha scosso maggiormente l’ordine pubblico è quello accaduto durante il secondo venerdì di preghiera, 15 aprile, sulla spianata delle moschee. Quest’ultimo ha dato via all’escalation di cui si parlava nelle ultime settimane: Gerusalemme è andata in fiamme e la moschea Al-Aqsa distrutta. All’alba, quando i musulmani si preparavano alla preghiera e gli ebrei si recavano al Muro del Pianto, si è scatenato uno scontro tra i due. Secondo Israele, alcuni palestinesi a volto coperto e bandiere di Hamas, hanno lanciato pietre contro la polizia e il muro occidentale. I militari israeliani, vedendo la situazione, hanno fatto irruzione nella moschea e hanno iniziato a sparare tra i fedeli sia all’interno che all’esterno ferendo oltre 100 persone, 21 morti tra cui 14 palestinesi. 

Leggi anche:
Ancora bombe su Gaza. Sale il rischio di altre aggressioni

Le immagini e i video che sono stati pubblicati per testimoniare l’accaduto, hanno fatto il giro del mondo irritando anche la Comunità internazionale. Antonio Guterres, segretario generale delle N.U., ha ammesso di sentirsi profondamente preoccupato per i fatti e teme una nuova lotta tra le due parti. Abu Mazen, invece, ha commentato l’assalto della polizia israeliana definendolo «uno sviluppo pericoloso e una dichiarazione di guerra al popolo palestinese». Dall’altra parte invece Bennet, già in difficoltà con la politica del proprio paese, non ha rilasciato dichiarazioni, ma il ministro degli esteri israeliano Yair Lapid ha detto che il governo continuerà a garantire la libertà di culto e rispetto per tutte le religioni. 

I fatti del 15 aprile sono stati solo l’inizio di un lungo scontro tra le due fazioni. Il venerdì successivo, 22 aprile, si è verificata di nuovo la medesima situazione con palestinesi che difendevano Al-Aqsa e polizia israeliana il Muro del Pianto. I primi hanno lanciato pietre, i secondi armi e fuochi con nuovi feriti e arresti. Lo scenario ci rimanda a maggio 2021. Per questo motivo, la paura di un’escalation brutale tra i due popoli è più viva che mai.

Leggi anche:
In Medio Oriente non si ferma l’escalation di violenze

Ciò si conferma una grossa piaga sulla città di tutte le religioni, la città che dovrebbe unire e non separare. Gerusalemme brucia e con lei tutte le speranze che i prossimi giorni possano trascorrere in serenità e pace con la fine delle festività. Ricordiamo l’importanza della moschea Al-Aqsa, in arabo «ultimo» come ultimo passo del profeta sulla terra per attestare la sua sacralità. Dall’altro canto gli ebrei hanno sempre rivendicato in questa struttura la posizione del tempio di Salomone che coincide con il muro occidentale, del Pianto.

Non abbiamo grandi editori alle spalle. Gli unici nostri padroni sono i lettori. Sostieni la cultura giovane, libera e indipendente: iscriviti al FR Club!

Segui Frammenti Rivista anche su Facebook e Instagram, e iscriviti alla nostra newsletter!

Alessandra Ferrara

Nata nella provincia di Caserta e laureata in lingue straniere all'università Orientale e cultrice dei diritti umani presso La Sapienza. Sostenitrice della libertà e protezione dei più deboli, amo viaggiare scrivere e leggere e nel tempo libero sono una serie tv addicted.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.