Il porno formato serie: The Deuce sbarca su Sky Atlantic

Indagare, ripercorrere, reinscenare le tappe che hanno scandito la nascita dell’industria pornografica può diventare un atto fortemente femminista. Ne è convinta Maggie Gyllenhaal, che ha sfondato con il cinema indie e che dal settembre 2017 è attrice e coproduttrice, insieme a James Franco, di una nuova serie americana di Hbo, in arrivo in Italia su Sky Atlantic il prossimo 24 ottobre. The Deuce (“il diavolo”) è il titolo in cui risuona quel diavolo con cui era battezzata in slang la 42esima strada di NY, calderone delle peggiori storie di spaccio e prostituzione del tempo.

Fonte: www.outkickthecoverage.com

Battere le strade della grande mela

Frutto delle due menti di The Wire, David Simon e George Pelecanos, la serie ritraccia la nascita e gli sviluppi di quella miniera di miliardi che oggi vive degli sforzi incrociati dei locali a luci rosse e dei film porno. Maggie è Candy, una ragazza madre che tira a campare con i soldi fatti sulla strada, trascinata un giorno sul set di uno dei primi film porno.

Gli anni Settanta a New York sono strozzati da continue ondate di violenza, portate dalla diffusione sempre più capillare della droga. Vincent e Frankie Martino battono l’area di Times Square per conto della mafia italo-americana, a due passi dalla Deuce, tra Broadway e l’Ottava. L’underground della città che non dorme mai, il suo lato sudicio eppure più creativo, sessualmente più sperimentale.

Fonte: www.cinematographe.it

Vincent e Frankie in un Franco che si sdoppia

James Franco fa entrambi i due fratelli gemelli protagonisti: Vincent che gestisce un locale bazzicato da balordi e papponi e Frankie, giocatore d’azzardo schiacciato dai debiti, reclutati dalla mafia per la supervisione del nuovissimo e promettente affare. Le prostitute del giro hanno tutte un uomo alle spalle, tranne Candy, che si gestisce da sola e da sola intuisce le potenzialità del nuovo mezzo espressivo.

Maggie in Candy: la prostituta che conta

L’attrice si dà mente e corpo alla pellicola, offrendo la sua presenza in scena ma guidando anche la registrazione e il montaggio di molti spezzoni. Negoziando un tale ruolo, Maggie è riuscita a contare non solo per le sue forme, ma anche per le sue idee, nell’economia del film. Un diritto di parola che le ha permesso di trasformare molte scene di sesso misogine in scene femministe, semplicemente imponendo un taglio diverso e lasciandole respirare per un tempo maggiore.

Fonte: www.digitalspy.com

Alle radici di un’industria che fattura miliardi

Gli ingredienti sul tavolo sono dinamiche oggi all’ordine del giorno: criminalità, sesso, droga e violenza bazzicano per le nostre strade quasi alla luce del sole. Si va alla radice di uno di questi tunnel della vita metropolitana, un’industria dell’underground che ormai è risalita e sta, orgogliosamente, in superficie. Storia della legalizzazione e del boom del cinema hard negli USA, un cammino progressivo che ha trascinato con sé vantaggi e svantaggi, e persistenti contraddizioni.

La serie fa leva sul bisogno di capire dell’epoca attuale, attraversata da fenomeni che corrono troppo veloci, da palazzi altissimi che hanno fondamenta ormai difficili da rintracciare. Scava e spiega, e aiuta a leggere un pezzo di una realtà che oggi, sordida, complessa, impaiettata e mascherata, è illeggibile se guardata solo in faccia. Da un bisogno primordiale, il sesso, che variamente è stato sempre soddisfatto nella storia degli uomini, a uno dei sistemi industriali più redditizi del XXI secolo: di carne sul fuoco ce n’è.

 

 

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