Rainbow Arcade: in mostra trent’anni di videogiochi queer

Da dicembre a maggio lo Schwules Museum di Berlino ospiterà una mostra molto particolare: Rainbow Arcade, un’esposizione interamente dedicata ai videogiochi a tematica Lgbt. La mostra vuole ripercorrere la storia di quei personaggi queer, non canonici, dal punto di vista del genere e dell’orientamento sessuale, andando a coprire oltre trent’anni di storia del videogioco.

Rainbow Arcade si suddivise in diversi percorsi, uno per ogni colore della bandiera arcobaleno, e propone una lunga serie di personaggi gay, lesbici, trans, bisessuali o queer. Per esempio, ricordiamo il caso di Strutzi in Super Mario Bros 2, , personaggio transgender, o la detective lesbica Tracker McDyke di Caper in the Castro. O, tra i più recenti, Ellie di The Last of Us.

La mostra offre quindi un approfondimento sul tema in grado di smascherare gli stereotipi, le macchiette più comuni legate al mondo LGBT, così da invitare il visitatore a riflettere su quali rappresentazioni egualitarie abbia offerto – o non offerto – l’industria videoludica negli ultimi decenni. Rainbow Arcade esplora quindi come i cambiamenti culturali abbiano aperto la strada a nuove, sfaccettate rappresentazioni nel mondo dei videogiochi: un tema su cui è ancora necessario lavorare al fine di offrire personaggi complessi, intersezionali e diversificati nei prodotti d’intrattenimento. Il videogioco, quindi, come mezzo per includere e dare voce a diverse forme di identità e sessualità, oltre le norme sociali e i preconcetti.

Oltre ai videogiochi, la mostra presenta videointerviste ai designer e fan art, oltre a proporre una sezione blu riservata agli haters e alle opposizioni riscontrate nel proporre personaggi maschili e femminili non eteronormativi.

videogiochi

La mostra è finanziata dal Dipartimento per la cultura e l’Europa del Senato di Berlino ed è stata realizzata e curata da un gruppo di studiosi internazionali afferenti a diverse aree, come Sarah Rudolph (herzteile.org), Jan Schnorrenberg (Schwules Museum) ed Adrienne Shaw (Temple University, fondatrice del Lgbtq Game Archive).

Per maggiori informazioni: Rainbow Arcade

 

Dalila Forni

1991. Studentessa di Lingue e Letterature Europee ed Extraeuropee a Milano. Vivo di letteratura, pastasciutta e buona birra.
Dalila Forni
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