Secondo alcune interpretazioni esoteriche, Torino sembrerebbe essere una città divisa in due poli opposti: uno legato a un’idea di armonia e uno associato a una dimensione più oscura. Questa distinzione viene spesso collegata alla sua struttura urbana e alla posizione geografica, attraversata da corsi d’acqua come il Po e la Dora Riparia, spesso interpretati come portatori di energie contrastanti. A rafforzare questa visione contribuisce inoltre una teoria molto diffusa, che la colloca al centro di una rete simbolica ampia che la pone in relazione con altre città, non solo europee, all’interno di presunti triangoli esoterici.
Questa è quindi una narrazione parallela alla Torino a tutti nota, una città celebre per la sua eleganza e per il suo passato da capitale. É invece meno noto il legame con questo esoterismo talvolta misterioso, le cui tracce sono visibili nello spazio urbano: in monumenti, simboli sparsi per la città, ma anche all’interno di luoghi che oggi sono celebri musei come la Mole Antonelliana e il Museo Egizio.
Inoltre, i luoghi del centro storico sono negli anni diventati punti di riferimento per questo tipo di narrazione. Un esempio è Piazza Statuto, collegata a una dimensione più oscura che si contrappone a Piazza Castello, legata a un’idea di equilibrio. A questi si aggiungono edifici e dettagli architettonici, ma anche luoghi in cui il collegamento è considerato più esplicito, come gli “occhi del diavolo” in via Lascaris, dove un tempo si trovava una loggia massonica.
Piazza Statuto e “Portone del Diavolo”: il triangolo della magia nera
Torino è spesso descritta, secondo alcune interpretazioni esoteriche, come una città collocata al centro di due triangoli: uno legato alla magia bianca e uno alla magia nera. In questa prospettiva, il lato “oscuro” è associato soprattutto alla zona occidentale della città e Piazza Statuto pare essere il punto a livello energetico più negativo, contrapposto a Piazza Castello, considerata un polo positivo. Il cosiddetto triangolo della magia nera collegherebbe Torino ad altre due città: Londra e San Francisco.
La piazza assume così, ormai da tempo, un ruolo centrale in questa narrazione per molteplici motivi: oltre a trovarsi a ovest, direzione tradizionalmente collegata al tramonto (quindi a simbologie legate alla fine, alla morte e alle tenebre), in epoca romana l’area era destinata a necropoli e, in alcuni casi, a esecuzioni. Questi elementi sono stati successivamente reinterpretati in chiave esoterica come segni di una presunta concentrazione di energie negative che si sono accumulate nel corso dei secoli. Fulcro simbolico della piazza è la Fontana del Frejus, la cui struttura piramidale è negli anni stata affiancata ai modelli iniziatici di tipo massonico. Inoltre, sulla sommità si trova una figura alata, talvolta identificata con Lucifero, portatore di luce ma anche simbolo di ribellione. Ma a rafforzare questa ambiguità è anche la presenza di elementi interpretati come pentacoli, che da un lato rimandano a un’idea di equilibrio e armonia, dall’altro a …