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Torino prima dei Savoia

Articolo della newsletter n. 61 - Maggio 2026
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Torino: solida, geometrica, austera. In una parola: sabauda. A un occhio poco attento, l’identità cittadina sembra coincidere con la storia della Casa di Savoia, che la trasforma prima in capitale ducale e poi in uno dei centri politici più importanti della penisola, fino a renderla prima capitale del Regno d’Italia. Ma dimentichiamo spesso che Torino esisteva ben prima dei Savoia: la sua storia non è quella di una città creata da una dinastia (con tutto il carico propagandistico che ne consegue), ma di una comunità che ha attraversato diverse epoche diverse fino a diventare il trampolino di lancio perfetto per i piani dei Savoia.

L’accampamento militare da cui si sviluppò la città fu stabilito ufficialmente da Giulio Cesare in un’area già frequentata da popolazioni celtiche alle quali è quasi certamente legata l’origine del nome della città, Augusta Taurinorum. Fin dall’inizio la città presentava un impianto urbanistico razionale: su molti libri di scuola è ancora presa come esempio della perfetta pianificazione romana dei nuovi insediamenti, quella con il cardo e il decumano che dividevano la città in quattro quadrati, a loro volta attraversati da reticoli che si incrociavano ad angolo retto. Ancora oggi questo impianto è riconoscibile molto facilmente nel centro storico. All’interno dell’Impero, Torino svolgeva una funzione chiara: presidiare il territorio e controllare un nodo viario fondamentale tra i valichi alpini e i porti liguri, configurandosi come punto di connessione tra la pianura padana e l’area transalpina, proprio nell’epoca in cui Roma iniziava a guardare a nord.

Con la crisi dell’Impero, molte città europee si ritrovarono travolte da processi di contrazione economica, legata all’interruzione dei commerci internazionali. In questi secoli di passaggio tra Antichità e Medioevo, Torino si ritrovò ridimensionata, ma non viene abbandonata, mantenendo un decisivo livello di importanza a livello locale. In questo contesto, il ruolo della Chiesa diventava sempre più centrale: il vescovato si consolidava, contribuendo a garantire tale continuità istituzionale e per alcuni versi militare. Torino fu sotto il dominio di numerose popolazioni, fino a diventare capitale di un ducato longobardo, poi di una contea franca e infine, a metà del decimo secolo, di una più grande marca che riuniva un grande territorio a sud della città, fino al mare.

L’inserimento nella Marca di Torino segnava una fase in cui la città riacquisiva una nuova funzione strategica, diventan…

Daniele Rizzi

Nato nel '96, bisognoso di sole e di pace. Sono specializzato in storia medievale, insegno lettere alle medie. Mi fermo sempre ad accarezzare i gatti per strada.

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