Affascinanti e controverse, le biografie hanno il potere di attrarre e respingere a seconda di come le si voglia vedere. A volte invece riescono nell’intento di rivelare personaggi quasi sconosciuti.
Tina di Pino Cacucci, edito da Universale Feltrinelli nel 2005, non ha pretese didattiche, non vuole essere un malloppo monotematico e neanche un focus interessante su un personaggio oscuro per molti e romanzato da altri. Quello che riesce perfettamente a Pino Cacucci è invece il restituire ai lettori una grande personalità avvincente, troppe volte ingiustamente dimenticata.
Donna appassionata, si dedicò alla causa rivoluzionaria in Messico, lavorò per Soccorso rosso, combatté con le Brigate internazionali in Spagna. Con il suo fascino fece innamorare di sé molti uomini e di molti divenne amica, e frequentò personaggi illustri come Diego Rivera, per il quale posò, Ernest Hemingway, John Dos Passos, Robert Capa.
A tratti un romanzo cronicistico, in cui le caratteristiche di “Tinissima” scompaiono sotto il peso degli orrori della guerra d’indipendenza del Nicaragua, della figura di Stalin o della crudeltà del presente di allora. Non avrebbe potuto essere diversamente, perché è inevitabile che le vite dei Grandi sono raccontabili solamente rappresentando l’effetto che su di loro ha avuto la Storia. La Storia che crea la Storia, come se la sua forza fosse proprio il trasformare, lo spostare, l’infiammare e il ferire.
Tina, piena di dubbi e pretese verso se stessa, nel raccontare un mondo veritiero, finisce con l’essere travolta, con il nobile intento di chi non vuole solo ritrarre il mondo, ma vuole rivoluzionarlo, cambiarlo.
Nella sua vita sarà modella, attrice, ma ancora di più artista affermata e instancabile rivoluzionaria, occhio critico e attento sulla realtà. Tina Modotti è stata innanzitutto uno spirito libero, incendiario, dirompente, un’artista, una fotografa in prima linea e non solo una qualsiasi esteta.
“La fotografia, proiettata solo sul presente e fondandosi su quanto esiste oggettivamente di fronte alla macchina, si afferma come il mezzo più incisivo per registrare la vita reale in ogni sua manifestazione.Da qui il valore documentario, e se a ciò si aggiunge […] una chiara idea del posto occupato nell’evolversi della storia, ritengo che il risultato sia degno di un proprio ruolo nella rivoluzione sociale”. Questo scrive Tina nel 1929, e questo la rende una rivoluzionaria.
Pino Cacucci, scrittore, sceneggiatore e traduttore italiano, noto per riportare in vita alcuni fantastici personaggi che la Storia ha relegato in un angolo buio, ci regala un profilo personale in cui c’è tutto il fascino di una donna fotografa.Fotografia per scoprire se stessa, il suo corpo e poi il mondo. Tina Modotti ha vissuto pienamente ogni sfaccettatura della sua vita sino a restarne appunto spesso travolta.
D’indole ribelle, proletaria per nascita ma anche passionaria perseguitata. I tanti volti di Tina si perdono nei lineamenti pieni di fascino del suo viso, negli occhi scuri di chi consapevolmente detiene un sapere arcaico di mistica bellezza e notevole sensibilità.
Fausta Riva nasce in Brianza nel 1990.
Geografa di formazione(Geography L-6) poi specializzata in fotografia al cfp Bauer.
Oggi collabora con agenzie fotografiche e lavora come freelance nel mondo della comunicazione visiva.
Fausta Riva nasce sognatrice, esploratrice dell’ordinario. Ama le poesie, ama perdersi e lasciarsi ispirare.
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