Innamorati di Tolkien: 3 libri per cominciare

J.R.R. Tolkien (1892-1973) è considerato uno dei padri fondatori del genere fantasy. L’autore inglese infatti, è stato molto più di uno prolifico scrittore. È stato l’inventore di un intero universo immaginario, Arda, dotato di una specifica struttura dove vivono creature ormai a noi molto famigliari. La forza dell’idea dietro ad Arda è semplice quanto complessa: un linguaggio inventato, ma costruito sulla solida base di regole grammaticali così ben congegnate da poter essere addirittura imparate. Se non ne siete già innamorati, ecco un articolo su chi era Tolkien e con quali libri iniziare l’avventura.

Chi era J.R.R. Tolkien?

Filologo, glottoteta, linguista e professore. John Ronald Reuel Tolkien ha sempre avuto una predisposizione per lo studio delle lingue antiche in particolare latino, greco, finnico, islandese e la lingua gotica. Questa sua passione gli valse la borsa di studio per l’università di Oxford, senza la quale non avrebbe potuto studiare a causa della difficile situazione economica. Orfano di padre a quattro anni e di madre quando ne aveva dodici, J.R.R. Tolkien venne affidato, insieme al fratello, a un sacerdote cattolico, amico di famiglia. Il giovane, sta già lavorando al suo personale linguaggio letterario. Continuerà a lavorarci anche in trincea, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale a cui parteciperà un anno dopo come sottotenente nel battaglione dei Lancashire Fusiliers.

J.R.R. Tolkien

Nel 1916, dopo una lunga attesa, sposa Edith Bratt, l’amore della sua vita dalla quale avrà quattro figli. Nel 1917 Tolkien viene congedato per malattia e, due anni dopo, lascia l’esercito per sempre e ottiene il titolo di Master of Arts all’università di Oxford. Tolkien non smette mai di scrivere, anche se conoscerà il successo letterario tardi, a 45 anni con la pubblicazione de Lo Hobbit edito dalla Allen & Unwin. Seguirà dopo ben 17 anni, l’uscita del suo capolavoro Il Signore degli Anelli. Muore nel 1973 e viene seppellito insieme alla moglie, morta due anni prima, nel cimitero di Wolvercote, Oxford. Sulle loro lapidi sono incisi i nomi di due famosi innamorati del mondo di Arda, Beren e Luthien. Un amore che supera anche la morte.

Per iniziare: «Lo Hobbit» (1937)

In un buco nel terreno viveva uno hobbit. Non era una caverna brutta, sporca, umida, piena di vermi e di trasudo fetido, e neanche una caverna arida, spoglia, sabbiosa, con dentro niente per sedersi o da mangiare: era una caverna hobbit, cioè comodissima.

Chi non ha mai sentito parlare della tranquilla e spensierata vita degli hobbit nella Contea? In questo primo romanzo facciamo la conoscenza di queste pittoresche creature che in nessun modo vogliono essere coinvolte negli eventi che li circondano. La loro vita scorre serena tra pinte di birra, erba pipa e seconde colazioni. Nessuna avventura è prevista. Questo vale per tutti gli hobbit, tranne uno: Bilbo Baggins, il nostro protagonista. Attraverso questa favola adatta a tutti, ben lontana dall’epicità de Il Signore degli Anelli, iniziamo ad addentrarci nell’immensa mappa della Terra di Mezzo e conosciamo personaggi che ci rimarranno nel cuore.

Leggi anche:
Il fabbbro di Wotton Major: alla scoperta di Feeria

Fra tutti, la combriccola di nani che assume Bilbo per aiutarli a salvare la loro casa, Ereborn, dal leggendario drago Smaug. Tema centrale è infatti la casa come luogo per cui vale la pena combattere.

Accettazione del diverso, l’importanza di un luogo d’appartenenza, l’apertura a nuove esperienze. Concetti profondi e importanti che vengono trattati con semplicità e ironia in una lettura spensierata, ma densa di significato. Benvenuti nella Terra di Mezzo.

Non abbiamo grandi editori alle spalle. Gli unici nostri padroni sono i lettori. Se ti piace quello che facciamo, puoi sostenerci iscrivendoti al FR Club o con una donazione.

Per proseguire: «Il Signore degli Anelli» (1954)

Quando il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbiville si mise in agitazione.
Bilbo era estremamente ricco e bizzarro e, da quando sessant’anni prima era sparito di colpo, per ritornare poi inaspettatamente, rappresentava la meraviglia della Contea.

Ricordate il nostro affezionatissimo Bilbo? Lo ritroviamo anche qui in quello che è il capolavoro di Tolkien: Il Signore degli Anelli. Ma il nostro hobbit non è il protagonista della nostra storia, bensì il suo pupillo, Frodo Baggins. Un’avventura molto diversa aspetta l’ignaro hobbit: gettare l’anello del potere forgiato da Sauron, l’oscuro signore, fra le fiamme del Monte Fato e salvare così la Terra di Mezzo. Ad aiutarlo, quella che viene nominata la Compagnia dell’Anello. Una storia di omerica memoria ben lontana dallo stile fiabesco de Lo Hobbit.

Leggi anche:
Tolkien: “Il Signore degli Anelli” e la nascita del fantasy

Un’epopea divisa in tre parti dove il tema centrale è l’eterna lotta tra il bene e il male con tutto ciò che ne consegue: l’amore e la morte, l’addio, la compassione, la profonda amicizia e la determinazione di combattere per tutto il buono che c’è al mondo. Un viaggio catartico anche per il lettore che si conclude con uno struggimento che solo una bella storia può lasciare.

Innamorati di J.R.R. Tolkien: «Il Silmarillion» (1977)

Nel principio Eru, l’Uno, che nella lingua elfica è detto Ilúvatar, creò gli Ainur dalla propria mente; e gli Ainur intonarono una Grande Musica al suo cospetto. In tale Musica, il mondo ebbe inizio, poiché Ilúvatar rese visibile il canto degli Ainur, e costoro lo videro quale una luce nell’oscurità. […]

Una vera e propria Bibbia fantasy. Un’opera che è cresciuta con l’autore stesso dal momento che la sua stesura ha inizio nel lontano 1917 e venne pubblicata quattro anni dopo la sua morte. Dallo stile poetico e dalla forte impronta storica-descrittiva, Il Silmarillion non è una lettura facile e può scoraggiare anche gli appassionati. Tuttavia quest’opera, così ispirata e appassionata, costituisce la Genesi di tutte le opere ambientate nella Terra di Mezzo.

In queste pagine scopriamo le origini di Arda, gli eventi della Prima Era, i personaggi che popolano questo mondo di fantasia, fra cui gli innamorati Beren e Luthien. Dal registro alto e solenne, Tolkien ci regala una perla dal repertorio mitico che darà al lettore un’immensa soddisfazione quando arriverà all’ultima pagina di questa grande avventura che va oltre il tempo.


In copertina: Artwork by Madalina Antal
© Riproduzione riservata

 


Segui Frammenti Rivista anche su Facebook, Instagram e Spotify, e iscriviti alla nostra Newsletter

Sì, lo sappiamo. Te lo chiedono già tutti. Però è vero: anche se tu lo leggi gratis, fare un giornale online ha dei costi. Frammenti Rivista è edita da una piccola associazione culturale no profit, Il fascino degli intellettuali. Non abbiamo grandi editori alle spalle. Non abbiamo pubblicità. Per questo te lo chiediamo: se ti piace quello che facciamo, puoi iscriverti al FR Club o sostenerci con una donazione. Libera, a tua scelta. Anche solo 1 euro per noi è molto importante, per poter continuare a essere indipendenti, con la sola forza dei nostri lettori alle spalle.

 

Azzurra Bergamo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.