Torta salata di zucchine | Ricette ma scritte bene

Che mal di testa che aveva. Fin da quando aveva aperto gli occhi, quella mattina, continuava a sentire come un martelletto che gli picchiettava contro le tempie. La sera prima aveva fatto tardi. Aveva bevuto, anche parecchio. I ricordi erano abbastanza confusi, ma non troppo. I lineamenti del viso di Carmela però ce li aveva ancora ben impressi nella mente. Nemmeno l’alcol riusciva a toglierglieli dalla testa.

Ormai non sopportava più la domenica mattina. Fino a qualche anno prima non avrebbe avuto problemi ad andare a letto tardi e ubriaco e svegliarsi poi la mattina successiva fresco come una rosa. Ora non ci riusciva più. Ogni domenica mattina era la stessa storia: sete, mal di testa e una generale sensazione di riconglionimento. Era già quasi mezzogiorno quando – dopo essersi alzato dal letto, fatto una doccia e sceso al bar a fare colazione, come tutte le domeniche mattine – si tirò su dal divano per dirigersi verso il frigorifero. Nonostante il forsennato battere del caldo sole estivo, voleva approfittare della domenica di bel tempo per andare a fare un giro in montagna. Aveva quindi deciso di prepararsi qualcosa da portarsi appresso per pranzo. Dal frigorifero prese le due zucchine superstiti dall’ultima spesa, quindi si spostò al lavandino e le sciacquò bene. Tolte le punte, le tagliò in sottili fette rotonde. Prese una padella, ci versò dentro un filo d’olio e lo mise a scaldare sul fornello, quindi ci buttò dentro i pezzettini di zucchine. Si accorse d’improvviso di aver dimenticato di metterci anche un po’ di cipolla, ma ormai era tardi. Lasciò le zucchine a scottarsi per qualche minuto sul fuoco a fiamma sostenuta. Intanto dal frigorifero prese due uova e, dopo averle aperte, separò i tuorli dagli albumi e versò i primi in una ciotola. In frigorifero c’era anche un pezzo di provola superstite, quindi la prese e la tagliò a cubetti. Sbatté i tuorli nella ciotola, ci aggiunse un po’ di sale e di pepe e poi ci unì anche la provola e le zucchine, che intanto aveva tolto dal fuoco. Mescolò bene per amalgamare il tutto. Dal frigorifero estrasse anche la pasta sfoglia, rotonda. Questa volta l’aveva comprata, non aveva avuto né tempo né voglia di prepararla. Arrotolò i bordi per fare la crosta e al centro ci rovesciò l’impasto. Accese e fece scaldare il forno, intanto andò a preparare lo zaino per la montagna. Quando il forno fu ben caldo, temperatura di 180 gradi, spostò tutto l’ambaradan su una teglia e la infornò. Impostò anche un timer di mezzora, quindi si buttò sul divano per riposare un po’ gli occhi.

Il trillo del timer lo svegliò all’improvviso. Si era addormentato, e il mal di testa era forse ancora più forte di prima. Spense il forno ed estrasse la sua opera: la torta salata di zucchine. Un classico, perfetto per ogni occasione. Montagna compresa. Stava per tagliarla e metterla in un contenitore di plastica per portarla nello zaino quando squillò il telefono. Sicuramente era Carmela. Quella telefonata significava solo una cosa: i suoi piani per la giornata erano irrimediabilmente compromessi.


Stanco delle solite noiosissime ricette, senza passione, fredde e distaccate? «Ricette ma scritte bene» è una rubrica di Frammenti Rivista a cura di Michele Castelnovo: ogni settimana vi proponiamo una ricetta, ma lo facciamo attraverso un racconto breve. Qui tutte le ricette.

Michele Castelnovo
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