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«Tre racconti sensuali»: alla scoperta di Yorgis Yatromanolakis

Lamantica Edizioni è una casa editrice bresciana che dal 2015 ha iniziato la sua attività con grande entusiasmo e riscuotendo un discreto successo di pubblico e critica. Le pubblicazioni vanno dalla poesia contemporanea ai saggi critici, dalle pièce teatrali alla novellistica. Sempre all’insegna dell’originalità e della ricercatezza, i libretti di Lamantica sono unici anche nella forma: di piccolo formato, sono caratterizzati da una copertina bianca con caratteri neri e da pagine azzurre (vero e proprio segno distintivo). Solitamente hanno un centinaio di pagine e hanno una tiratura limitatissima. La casa editrice ha aperto il 2021 con Tre racconti sensuali dell’autore di culto Yorgis Yatromanolakis. Il nome, purtroppo, è sconosciuto nel panorama editoriale nostrano: infatti, questo libretto rappresenta la prima – e per ora unica – pubblicazione in Italia dell’autore. Ma chi è Yatromanolakis?

Nato a Creta nel 1940 studia lettere classiche all’Università di Atene – dove ora è professore emerito – e al King’s College di Londra. Ha tradotto innumerevoli classici latini e greci e ha scritto diversi saggi critici a riguardo. Tuttavia, l’autore ha curato diversi volumi dedicati alla letteratura neogreca, diventandone un attento e autorevole interprete. Negli anni ha ricevuto una serie di riconoscimenti, fra tutti il Premio Nikos Kazantzakis nel 1982 e il Premio dell’Accademia di Atene nel 2005.

La proposta di Lamantica ha l’intento di offrire un affresco – il più possibile esauriente – sulle tematiche care all’autore. In particolare, Il ciclo di Irene e Tarme, piaghe di libri sono stati pubblicati originariamente nel 2012 nella raccolta Tre raccolti disattenti per le Edizioni Agra di Atene, mentre Stimmate cerulee ha visto la luce nel gennaio 2019 sulla rivista Hartis. Tutti e tre questi racconti ora sono confluiti in Tre racconti sensuali.

«Tre racconti sensuali» di di Yorgis Yatromanolakis

Tre racconti sensuali ha come tema principale la lussuria, uno dei sette vizi capitali. Sarebbe, però, riduttivo arginare la vena creativa dell’autore a un singolo tema: infatti, quest’ultimo diviene un pretesto per indagare la vita in ogni sua sfumatura.  L’analisi di Yatromanolakis è stupefacente: portatore di un sapere atavico – soprattutto con riferimento alle tradizioni cretesi e delle Sacre Scritture – accompagna il lettore nel viaggio complesso dei sentimenti umani, utilizzando un linguaggio colto, ma al contempo coinvolgente. La traduttrice Maria Franguli scrive nell’introduzione: «L’elemento ricorrente dei suoi romanzi è una sorta di pastiche postmoderno, estremamente raffinato, con uno stile che a volte rimanda al realismo magico».

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Dunque, l’autore risulta totalmente immerso nel Novecento ed è perciò tutt’altro che insensibile alle avanguardie artistiche: basti considerare come Yatromanolakis abbia curato l’opera di Andreas Embirikos, fondatore del surrealismo greco. Tuttavia, come anticipato, i racconti qui proposti si caratterizzano per un gusto delicato e nostalgico verso i propri affetti. Ad esempio, ne Il ciclo di Irene la descrizione nei dettagli del vestiario e dei dolci tipici, conferiscono alla narrazione un’aurea fuori dal tempo, donando dignità e indipendenza al microcosmo dell’isola di Creta. Oppure, in Stimmate cerulee, partecipiamo all’esperienza fantastica di nonna Eftichia, testimone involontaria di un intero secolo che passa l’intera vita nella campagna cretese. Anche in questo caso, Yatromanolakis ha la capacità di immortalare un’epoca o una situazione con poche e intelligenti pennellate.

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Ma procediamo con ordine.

In Il ciclo di Irene, la protagonista è una ragazzina di tredici anni e due mesi che si trova di fronte alla sua prima mestruazione, durante il «sabato, vigilia della domenica dell’Adorazione della Croce nell’anno di grazia 1913». Superata la paura iniziale, si presenta il suo angelo custode che con dovizia di dettagli – tra la premura e la pedanteria – descrive tutto quello che la giovane deve fare. Per superare il mal di pancia, le prescrive anche un cucchiaio di zucchero. Tuttavia, Irene sarà ben presto vittima del tentatore – molto simile al suo angelo custode – che le farà mangiare qualsiasi dolce. Una sorta di “fiaba liturgica” caratterizzata, però, da un’ironia sottile non priva di elementi straordinari e filosofici.

In Tarme, piaghe di libri, invece, il lettore si trova di fronte alla storia di una parafilia. Infatti, il protagonista – che ripercorre alcune tappe della vita del suo autore – coltiva una passione irrefrenabile per i libri. Una passione che sfocerà ben presto in ossessione, mettendo a dura prova la sua resistenza. Le pagine e il profumo dei volumi diventano una sorta di afrodisiaco, capace di cogliere il giovane in maniera improvvisa ed incontrollabile. Anche in questo caso risulta meraviglioso l’accostamento con la tematica religiosa. Sicuramente le pagine più liriche e suggestive del racconto sono quelle in cui il protagonista – che a un certo punto intesse un dialogo immaginario con la Vergine Maria – recita alcuni versi de Il cantico dei cantici.

Stimmate cerulee è il racconto più breve della raccolta ed è forse per questo motivo che nelle sue poche parole racchiude una notevolissima intimità e dolcezza. Si tratta della vita di nonna Eftichia, che fin da giovane nota che «varie parti del suo candido corpo acquista[no] una sfumatura cerulea, perché in quei punti la pelle era più sottile e lasciava trasparire le venuzze azzurre». Aspetto più interessante, però, è come questo colore ceruleo si imponga principalmente quando Eftichia è felice. Un racconto magico e agrodolce che trova alcuni punti di contatto con il celeberrimo Giacomo di cristallo di Gianni Rodari.

Basta una semplice lettura per comprendere come Yorgis Yatromanolakis sia un autore unico, capace di infondere curiosità per la propria cultura, senza sacrificare l’elemento innovativo nella scrittura. I suoi racconti si rivelano una piacevolissima sorpresa e dopo averli letti possiamo solo augurarci che venga pubblicato qualcos’altro di questo grande scrittore. Intanto apprezziamo questa perla e ringraziamo l’autore e Lamantica per avercela donata.

Immagine in copertina: foto di Mario Martinazzi per www.lamantica.it

 


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Lorenzo Gafforini

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