“L’ultimo arrivato”
di Marco Balzano

Il libro vincitore del Premio Campiello 2015 è stato L’ultimo arrivato, dello scrittore milanese Marco Balzano. Trattando ancora una volta un tema a lui caro come quello dell’emigrazione, l’autore ha voluto occuparsi di un fenomeno poco raccontato, ovvero quello dei bambini che venivano allontanati dalla propria terra e inviati nelle produttive città del nord Italia. Il romanzo nasce da una serie di interviste che lo scrittore ha fatto a molte persone che, nella seconda metà del secolo scorso, hanno vissuto in prima linea questi eventi, dopo essere stati costretti a lasciare la propria famiglia.

Marco Balzano

Immagine tratta da: www.bing.com

Al piccolo siciliano Ninetto, soprannominato “Pelleossa” succede proprio questo: egli, trapiantato nella grigia Milano degli anni Cinquanta, si trova come un bimbo sperduto, privo di amici o di una famiglia al suo fianco, a vivere delle avventure quasi dickensiane in sobborghi milanesi malandati che stonano con i lussuosi quartieri del centro della città, finché, compiuti i quindici anni, va a lavorare in fabbrica e sposa Maddalena, da cui in seguito avrà dei figli.

Proprio qui, giunto alla meta del suo viaggio, si confronta con la realtà effettiva del fenomeno dell’arrivo, percependo un progressivo allontanamento dalla tradizione della sua terra: a Milano, tra il lavoro prima come fattorino e poi infine in fabbrica, all’Alfa Romeo, Ninetto si destreggia tra chi lo chiama «Napulì» e chi, additando lui ed altri ragazzi come «Terroni», lo invita con modi non molto gentili a ritornare a casa sua. Si compie così il suo percorso di crescita, non di certo privo di ostacoli o del tutto positivo.

Marco Balzano, dunque, ne L’ultimo arrivato con un linguaggio vivace e arricchito in alcuni passaggi dal dialetto siciliano risalta la condizione esistenziale – come quella del protagonista, ma anche di tutti coloro che lasciano il proprio paese nella speranza di un futuro più prospero – di chi arriva da lontano e deve percorrere una lunga e tortuosa strada per la realizzazione personale e per il successo, partendo proprio dalla categoria degli ultimi. L’ultimo arrivato non può che essere attuale in un’Italia di oggi ormai satura di persone che provengono da un Sud molto più lontano rispetto alle regioni del meridione d’Italia; un paese che non ha ancora raggiunto – o accettato – un sano multiculturalismo che sia, per l’appunto, motivo di incontro riuscito e felice tra culture diverse, e che è lacerato dalla divisione netta e non ancora rimarginata tra la cultura lenta del Sud e quella industrializzata del Nord, sia tra le regioni italiane sia in riferimento ad una prospettiva più ampia, quella dei paesi del Mediterraneo.

La storia di Ninetto è solo una delle tante di chi, lasciato il proprio paese, ha affrontato lunghi e insidiosi viaggi per raggiungere un paese ricco e modernizzato: potrebbe essere molto simile a quella di un Italiano o di altri europei che, ad inizio Novecento, sono emigrati negli Stati Uniti o, perché no, a quella di molti che in questi anni sono arrivati dai paesi dell’Africa o del Medioriente. Sono silenziose storie di sofferenze, umiliazioni, dolori, sogni e speranze e, proprio per questo, devono essere conosciute.

L'ultimo arrivato, Marco Balzano

Marco Balzano, L’ultimo arrivato
Sellerio, 2015
201 pp.
Prezzo di copertina 15€

Nicole Erbetti

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Redazione
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