Uomini e topi

«Uomini e Topi» di John Steinbeck: storia di un’amicizia

Uomini e Topi è un romanzo breve dello scrittore statunitense John Steinbeck,vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1962.  Pubblicato nel 1937, Uomini e Topi è uno dei capisaldi della letteratura americana e mondiale ed è ancora oggi, insieme a Furore, l’opera di Steinbeck più venduta al mondo.

Uomini e topi
John Ernst Steinbeck, Jr. (Salinas, 27 febbraio 1902 – New York, 20 dicembre 1968)
artspecialday.com

Un’amicizia complicata

California, anni ’30. George e Lennie sono due amici che lavorano insieme come braccianti passando di fattoria in fattoria. L’uno è minuto e intelligente, l’altro grande e grosso, ma stupido. Nonostante il ritardo mentale di Lennie che porta ai due solo guai, George si prende cura del suo amico e cerca di sistemare sempre la situazione, non senza lamentarsi:

«Santiddio! Se ero solo vivevo così bene! Potevo avere un lavoro e un impiego senza problemi. […] Sei buono solo a farmi tribolare su e giù per tutta la regione. E non è il peggio: è che crei problemi. Fai disastri e io devo tirartene fuori.»

Ad unirli in questa strana amicizia vi è un sogno comune: avere finalmente un giorno la loro fattoria. Ma la vita è dura per due poveri braccianti e il sogno è in realtà un miraggio che si allontana sempre più e scompare definitamente dopo una tragedia che li rovinerà per sempre.

Uomini e topi
John Malkovich e Gary Sinise nell’adattamento cinematografico del 1992
plejmo.com

La solitudine

I temi in questo romanzo sono molti: l’illusione del sogno americano, il razzismo dell’America del sud, una società crudele e scossa dalla Grande Depressione, e, soprattutto la solitudine.

Tutti i personaggi del libro sono soli: Candy, un vecchio senza mano che teme di essere soppresso come il suo povero cane ormai diventato inutile quanto lui,

«Mi licenzieranno presto, appena non sarò più in grado di spazzare i dormitori mi mandano a spasso».

Uomini e topi
thefancarpet.com

Crooks uno stalliere di colore che viene evitato da tutti. Subisce gli sfoghi del suo padrone e vive da solo in una cuccetta in compagnia dei suoi libri:

«I libri non servono a niente. Un uomo ha bisogno…di qualcuno vicino» gemette. «Un uomo diventa pazzo se non ha nessuno. […] te lo dico io che a rimanere soli si finisce con l’impazzire».

La moglie di Curley è forse il personaggio più triste del romanzo. È una donna sola che cerca un qualunque tipo di dialogo e di contatto umano. Viene evitata da tutti perché moglie del rissoso figlio del capo e nessuno vuole passare dei guai. Intrappolata in un matrimonio senza amore, rimpiange un passato di speranza in cui sognava di diventare una diva del cinema.

«Mi sento sola […] Tu puoi parlare con la gente, ma io non posso parlare con nessuno all’infuori di Curley, altrimenti lui si infuria. Ti piacerebbe non parlare con nessuno?».

Uomini e topi
OF MICE AND MEN, Sherilyn Fenn, 1992, (c) MGM
filmtv.it

Personaggi simbolo di una società crudele ed egoista che discrimina vecchi, uomini di colore e donne. Vige la legge del più forte.

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Nessuna speranza

Solo George e Lennie sembrano scampare alla solitudine:

«I tipi come noi […] sono le persone più sole al mondo. […] Noi invece è diverso […] perché io ho te che mi stai dietro, e tu hai me per star dietro a te […]»

Uomini e topi
lefildelaure.wordpress.com

Per questo ilfinale del romanzo renderà tutto ancora più struggente. Ancora una volta l’uomodovrà piegarsi di fronte al suo destino e smettere di sognare.

Un capolavoro indiscusso quello di Steinbeck che con il suo stile fresco e scorrevole ci butta addosso tutta la pesantezza del mondo. Come un topo, l’uomo è destinato ad una vita di sofferenza dove i propri piani vanno in fumo e le scelte da prendere ti straziano l’anima.

Ed è così che uomini e topi si confondono. Come nella poesia di Robert Burns, da cui lo scrittore prende ispirazione per il titolo del suo romanzo:

«Ma topolino, non sei il solo, / A comprovar che la previdenza può esser vana: / I migliori piani dei topi e degli uomini, / Van spesso di traverso, / E non ci lascian che dolore e pena, / Invece della gioia promessa!»

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Azzurra Bergamo

Classe 1991. Laureata in Lettere e in Editoria e Giornalismo. Naturalizzata veronese, sogna un mondo dove la percentuale dei lettori tocchi il 99%.