Van De Sfroos il cantastorie

Michele Castelnovo © Il fascino degli intellettuali

Michele Castelnovo © Il fascino degli intellettuali

Un cantastorie come pochi: questo è Davide Van De Sfroos, che per certi versi alle volte sa ricordare perfino Fabrizio De André. In occasione della prima delle due date a Lecco del Folk Cooperatour, il cantautore laghée ieri sera ha tenuto benissimo il palco, intrattenendo il pubblico per due ore abbondanti introducendo ogni canzone con un racconto che ha divertito e insieme fatto riflettere gli spettatori.

In fondo le canzoni di De Sfroos non sono che storie: ma storie che lasciano il segno, colpiscono ed emozionano – proprio come quelle narrate qualche decennio fa da Faber. Così lo spettacolo – accompagnato, come in tutto il tour, dai giovanissimi lecchesi Shiver, ormai completamente a loro agio al fianco di Bernasconi – si apre con quella ”Nona Lucia” che fa scappare i serpenti e che parla con i sassi, per concludersi con la dolcissima “Ninna nanna del contrabbandiere“, eseguita in acustico tra il pubblico in estasi, passando nel mezzo da alcuni tra i più grandi successi di De Sfroos, rivisitati con l’aiuto degli Shiver.

Michele Castelnovo © Il fascino degli intellettuali

Michele Castelnovo © Il fascino degli intellettuali

Proprio alla band folk lecchese De Sfroos ha dedicato un pensiero particolare: grazie a loro infatti, sostiene il cantautore, ha saputo ritrovare la strada verso le origini, dopo che il suo itinerario musicale aveva intrapreso altre vie. I giovani ragazzi, insieme al cantautore, hanno riarrangiato le canzoni quasi come fossero loro, con grinta, energia ed entusiasmo. E in cambio hanno potuto suonare al pubblico la loro “Crazy Horse“, vero e proprio – manco a dirlo – cavallo di battaglia della band.

Durante la serata non sono mancati momenti per affrontare tematiche più impegnative: occasione del concerto, infatti, è stata la diciottesima edizione di “Note di condivisione“, organizzata dall’associazione “A força da partilha (La forza della condivisione) onlus” guidata da don Marco Tenderini, a sostegno di progetti di sviluppo in Brasile, in Kenya e in Italia, in particolare ultimamente a favore dei bambini vulnerabili della tribù Borana, una popolazione molto povera del nord desertico del Kenya, seguiti con il “Progetto Sololo” allo scopo di prevenire il fenomeno dei “bambini di strada”.

Dopo la presentazione della serata da parte di don Marco e l’esibizione in apertura della band di Marco Cagliani (che ha richiamato l’attenzione sul fenomeno dei bambini soldato), la scena è stata tutta per Van De Sfroos e gli Shiver, che non hanno certo deluso le aspettative dei tanti lecchesi accorsi.

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