Sesso e gravidanza: come cambia l’intimità quando il corpo si trasforma

Articolo della newsletter n. 60 - Aprile 2026
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«Che cosa ti piace?» mi avevi domandato. Ed eri rimasto ad ascoltare la risposta.

Anni dopo, se le avessero chiesto cosa le piacesse, la risposta probabilmente sarebbe stata diversa. Dicono sempre che l’esperienza conti, che le prime volte sono tragedie, che le seconde un po’ meno insidiose, ma le terze, le terze e dopo un figlio, quelle sono quelle davvero drammatiche.

Il saggio di Maggie Nelson

Nel suo saggio Gli argonauti, Maggie Nelson indaga il rapporto con il proprio corpo una volta che si ha vissuto una gravidanza.

Perché nessuno lo spiega, nessuno urla al vento quanto sentire il proprio corpo deformarsi, allargarsi, trovarsi disperso in un fiume di liquidi, possa plasmare la propria persona.

Maggie Nelson lo dice chiaramente: le parole non sono sufficienti. Non ci sarà voce, espressione, parola, che permetta di descrivere a pieno il moltiplicarsi di un’esistenza all’interno di un solo corpo.

Come cambia lo sguardo

Dopo il parto molte coppie si chiedono che ne sarà del sesso, che ne sarà di quell’intimità costruita con tanta cura e impegno nel corso di mesi, probabilmente anni. Di come se il marito veda il parto paia schifato all’idea di cosa il corpo della compagna possa diventare. «Ah, ma quindi si dilata così tanto?». Mentre lei semplicemente spingeva con tutta la forza e sputava con tutta la saliva e gridava con tutta la voce che aveva in corpo.

L’uomo non se ne capacita, e si sa, quado l’uomo non si capacita di qualcosa fa fatica ad andargli incontro.

«Partorire è lasciarsi cadere in pezzi» é una delle frasi più impressionante del romanzo. Il corpo che si mostra, il corpo che diviene, il corpo che si lascia cadere a brandelli fiducioso nel sapersi ricomporre.

Ma nessuno, soprattutto gli uomini, quando pensano alla gravidanza, concepiscono davvero un corpo che cresce e avrà vita. Sembra sempre così lontano. E allora le app che disegnano il feto come fosse una noce di Macadamia danno ancora meno l’idea che, nel grembo, effettivamente c’è la vita.

Ma dopo che la noce di macadamia si è fatta a grandezza d’uovo e poi avocado, quando si prende effettivamente atto che il corpo della compagnia non è più uno ma solo due, come può l’uomo reagire?

Entra in gioco la gelosia, il senso di possessività, quello che io partner non ho più è quello che tu donna dai a …

Valentina Trentini

Studentessa di beni culturali, classe 2003, nel tempo libero si dedica a visitare mostre d'arte e a scrivere poesie. Lettrice vorace, il suo libro preferito è "Gli Argonauti" (quello di Maggie Nelson!). Ricerca lo straordinario per poi rendersi conto che è nell'ordinario che giace la bellezza.

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