fbpx

«Borgo Sud» di Donatella Di Pietrantonio

5 minuti di lettura

Due donne, due sorelle, che ricompongono i pezzi della loro vita. In Borgo Sud, edito da Einaudi, l’autrice Donatella Di Pietrantonio riprende la storia iniziata nel suo romanzo L’Arminuta, inserendo la protagonista in una cornice adulta. Questa volta, però, il suo passato diventa una dolce maledizione, un groviglio di mancanze che tornano a perseguitarla, ma che l’aiuteranno anche a posare lo sguardo su nuovi inizi.

borgo sud di donatella di pietrantonio

Tra i 5 libri finalisti della LXXV edizione del Premio Strega, Borgo Sud è un romanzo che qualcuno definirebbe notturno: le sue parole sembrano attirarti in uno stato di inquietudine notturna, lasciandoti però sempre il conforto di un’imminente alba.

Vivere tra gli abbandoni

Comincia con un ritorno Borgo Sud. La protagonista de L’Arminuta è in viaggio verso l’Abruzzo dove c’è sua sorella Adriana. Qualche tempo prima, quando viveva con suo marito Piero a Pescara, Adriana ha fatto capolino nella sua vita che sembrava perfetta, portando con sé un amore malandato e i suoi lasciti.

Le due donne hanno un passato comune che ora è diventato una preghiera da non recitare mai. Parole non dette, che si trasformano in azioni, scelte, abitudini. Tra queste, l’abitudine dell’abbandono che entrambe sembrano tirarsi dietro come un giogo.

Leggi anche:
Cosa devi sapere de «L’acqua del lago non è mai dolce» di Giulia Caminito

Ma cosa è accaduto ad Adriana e perché la vita perfetta della protagonista si è improvvisamente infranta? Capitolo dopo capitolo, le storie delle due donne si intrecciano, mostrando una storia in cui chi non fa i conti con il proprio passato è destinato a non liberarsene mai.

Donatella Di Pietrantonio ci racconta una storia di moti complessi, che avvengono nell’anima delle protagoniste con la violenza e l’imprevedibilità di un terremoto. La loro fame d’amore è immensa, così come la voglia di essere libere da un amore che la loro famiglia ha inteso e trasmesso a modo loro.

Un quartiere che raccoglie vite

Borgo Sud, che dà il nome al romanzo, è in realtà Borgo Marino, un quartiere di Pescara dove Adriana si rifugia in cerca di un conforto che non riesce a trovare. Città nella città, Borgo Sud è l’emblema di tutte le periferie, ma anche il posto dove il respiro si fa più lento: le donne guardano il mare, in attesa che i loro uomini tornino dalla pesca, i bambini camminano scalzi, bagnandosi i piedi in pozzanghere d’acqua salmastra.

Ed è questo respiro lento, che sembra tenere fuori dal mondo chi lo sperimenta, ad essere croce e delizia per gli abitanti di Borgo Sud: Adriana lì è più amata che mai, ma anche più in pericolo che mai…

Il romanzo è un sottile filo che lega tre luoghi: Pescara, Borgo Sud e la casa dei genitori delle protagoniste, isolata in una zona dell’entroterra. Tre luoghi, tre momenti, tre verità che non si impara mai a osservare con la freddezza dell’oggettività: dove c’è vita, lo sguardo è sempre distratto dal ricordo e dal filtro della nostalgia.

«Borgo Sud» di Donatella Di Pietrantonio: un viaggio nel “non detto”

La scrittura in Borgo Sud (acquista) è un flusso che sembra fondersi con le diversità dell’Abruzzo: le parole sono crude e dirette, come il gelo montano, ma anche profonde ed evocative, come se emergessero direttamente dalle acque del mare.

Il risultato è una narrazione che scorre molto velocemente, ma che ti lascia dei residui, delle tracce dei protagonisti che, anche dopo la fine della lettura, è molto difficile togliersi di dosso.

Leggi anche:
Cosa devi sapere di «Sembrava bellezza» di Teresa Ciabatti

«Può un abbandono durare per sempre?». La domanda, al termine del romanzo, resta aperta. I personaggi hanno affrontato il non detto, ma qualcosa di irrisolto nelle loro vite è rimasto. Solo Borgo Sud ha parlato: con le sue strade e i suoi palazzi, ha urlato ad Adriana qualcosa che le cambierà la vita per sempre.

Ma in fondo è quello che fanno tutti i luoghi: viverli ci cambia senza rendercene conto. E, a volte, sono proprio i luoghi a colmare quegli abbandoni che le persone non sanno riempire.

Non abbiamo grandi editori alle spalle. Gli unici nostri padroni sono i lettori. Se ti piace quello che facciamo, puoi sostenerci iscrivendoti al FR Club o con una donazione.

Segui Frammenti Rivista anche su Facebook e Instagram, e iscriviti alla nostra newsletter!

Gianluca Grimaldi

Napoletano di nascita, milanese d'adozione, mi occupo prevalentemente di cinema e letteratura.
Laureato in giurisprudenza, amo viaggiare e annotare, ovunque sia, i dettagli che mi restano impressi.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.