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Cibiana di Cadore, il paese dei murales e il Museo delle Nuvole

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Tra le valli bellunesi, vicino alla celebre Cortina d’Ampezzo, si trova Cibiana di Cadore, comune di 420 abitanti a 1050 metri sul livello del mare. Il paese ha avuto il suo massimo grado di densità abitativa intorno all’anno 1920, dove nel comune risiedevano 2172 persone (censite), grazie ad una alta immigrazione dai paesi confinanti per il miglioramento delle condizioni economiche. Dopodiché, a causa delle guerre e della forte urbanizzazione della vita, vi è stata una rapida discesa sino ai numeri attuali.

La storia di Cibiana di Cadore è una storia di partenze e spopolamento, emblematica di questa meravigliosa, ma durissima parte delle Alpi. Nascosta, lungo la strada che collega il Cadore con lo Zoldo, Cibiana si rinnova e si impone all’attenzione del pubblico a partire dal 1980, con l’idea geniale di Osvaldo Da Col, emigrante in quegli anni a Cibiana, e dell’artista Vico Calabrò, ambientando nell’intatto labirinto di vicoli del suo centro storico una rappresentazione di murales della vita, del lavoro, degli usi e costumi di questo territorio e di questa popolazione alpina. Il progetto prende subito piede e vede l’entusiastica partecipazione di artisti di tutto il mondo, portando alla realizzazione di uno dei maggiori ed originali musei a cielo aperto d’Italia, con autentiche opere d’arte e di testimonianza culturale in perfetta armonia con l’architettura rurale del paese.  

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Grande pinacoteca a cielo dove l’estro degli artisti si è riversato sui muri delle case, dipingendo il paese stesso nei cinquanta murales oggi presenti: storie di emigrazione, scene di vita quotidiana, immagini di antichi mestieri, spaccati di una vita che sembra ormai essere sepolta dal tempo.
I dipinti possono essere ammirati attraverso una semplice passeggiata per il paese. Si inizia dal piazzale della chiesa fino ad arrivare alla frazione di Pianezze dove si può incontrare il primo dipinto: “l’emigrante”.  Si continua poi scendendo a Cibiana di Sotto (nella quale è possibile osservare abitazioni risalenti dal sedicesimo al diciottesimo secolo) e nel percorso è possibile ammirare il “falegname” e “il fabbro”. Si continua poi nella parte bassa per risalire poi fino a raggiungere Masariè e da qui ci si ritrova al punto di partenza. Elencati solo i migliori e più celebri dipinti, tutti gli altri sono nascosti tra i muri delle case e nella vita del paese stesso, che resiste agli attacchi della modernità sopravvivendo a proprio agio nella natura come ha sempre saputo fare.

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Per gli amanti della bicicletta possono inoltre percorrere strade non asfaltate fino a perdersi nel bosco dove sentieri ben segnalati sono stati mantenuti per poter permettere a chiunque di respirare la natura del paese.

Durante la Prima Guerra Mondiale fu costruita una roccaforte dalla quale si possono vedere le valli zoldana ed ampezzana, le grandi sentinelle dolomitiche: il Pelmo, l’Antelao e il Sorapiss. Oggi l’antico forte è stato ri-adibito a museo, nel quale è stato realizzato il Messner Mountain Museum Dolomites o Museo delle Nuvole, il museo internazionale della montagna ideato da Reinhold Messner costruito nel 2002, il più alto d’Europa, aperto da Giugno a Settembre. Con strutture in acciaio e vetro al cui interno sono messi in mostra reperti, foto, video e opere d’arte; vi si racconta l’antica e vera essenza delle montagne di quella verde valle, dedicato all’elemento “roccia” si parla della storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dolomitico. “Il museo nelle nuvole” conserva anche alcune testimonianze dell’origine della roccia dolomitica: fossili di conchiglie claraia di 250 milioni di anni fa, fossili di felci di palma 240 milioni di anni fa ed altri straordinari reperti, a ricordo di quelle che furono barriere coralline in un mare tropicale. Il Museo è raggiungibile sia attraverso un servizio navetta, sia a piedi prendendo la vecchia strada militare o il sentiero che in due ore vi porterà in cima, dove il nome “Museo delle Nuvole” acquisterà tutto il senso che gli è stato attribuito.

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 Andrea Brunelli

Andrea Brunelli

Studente di ingegneria a Trento con la passione per la musica, quella vera. Cercatore di verità oltre il muro grigio.

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