Vagina Museum

Contro ogni tabù: a Londra il primo Vagina Museum al mondo

Uno spazio sull’anatomia femminile

Il sito del Vagina Museum spiega così la decisione di aprire questo insolito ed unico museo a Londra:

«There is a penis museum in Iceland. Which is pretty cool. But there is no vagina equivalent anywhere in the world. We were pretty miffed (muffed?) when we learnt this but we thought, there’s only one way to rectify this. Make one».

Dal sito del Vagina Museum di Londra

Seguendo l’esempio dei colleghi islandesi, il progetto si apre nel 2017 con alcune mostre itineranti ed eventi, per poi diventare un vero e proprio spazio a tema il mese scorso, nell’ottobre 2019, con sede a Camden Market.

Vagina Museum

Si tratta del primo museo sul tema al mondo, nato a seguito di una campagna di crowdfunding da 50mila sterline. La prima mostra (gratuita) a tema, visitabile dal 16 novembre 2019 al 16 febbraio 2020, è intitolata Muff Busters: Vagina Myths and How To Fight Them. Oltre alle mostre permanenti, il museo raccoglie eventi a tema che vanno dalla letteratura alla storia, dalla medicina ai quiz sull’argomento.

Vagina Museum: riflettere su un tabù

Nonostante il Vagina Museum possa far sorridere, gli intenti proposti nel sito del museo sono dei più seri e condivisibili, tra cui: far conoscere l’anatomia femminile in modo scientifico e divertente insieme; sdoganare un tema ancora percepito come tabù, invitando gli spettatori a parlare apertamente di corpo e sessualità; superare i pregiudizi e la vergogna legati al corpo ed aprire i canoni estetici e sociali ad esso legati; creare un forum di discussione su tematiche relative a genere e sessualità, includendo sfumature queer, fuori dagli schemi prestabiliti.

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Per raggiungere questi obiettivi, il museo ospiterà mostre, incontri, seminari, spettacoli teatrali, e serate comiche a tema vagine. Inoltre, il museo offrirà programmi per bambini, scuole e famiglie.

Aiutare la salute fisica e mentale

Il museo della vagina si pone inoltre un obiettivo importante e ambizioso: rompere un tabù per migliorare la salute di vecchie e nuove generazioni. Con l’aiuto di medici e ginecologhe, il museo vuole creare spazi di dibattito sulla salute da un punto di vista fisico, sessuale, psicologico.

Molti giovani si sentono infatti troppo in imbarazzo per sottoporsi a controlli medici, ma il museo vuole offrire il supporto di specialisti del settore per combattere ogni paura. Il museo vorrebbe inoltre porsi come punto di appoggio e aiuto per persone intersex e trans, affrontando quindi il tema da svariati e inclusivi punti di vista.

Dalila Forni

1991. Studentessa di Lingue e Letterature Europee ed Extraeuropee a Milano. Vivo di letteratura, pastasciutta e buona birra.
Dalila Forni
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