Letture

Cosa leggere sotto l’ombrellone? Compendio di (ri)letture estive

Si sa, l’ombrellone, il caldo, il venticello marittimo, suscitano il desiderio di sfogliare e (ri)sfogliare letture leggere, come è leggero il clima, lo stato d’animo, le grida sottili di bambini che costruiscono strutture architettoniche di acqua e sabbia, il sole caldo e l’atmosfera da villeggiatura. 

Le letture devono essere scelte con cura. Ogni lettore stila una lista seguendo canoni di un certo tipo. Estate 2018: lettura classici tedeschi. Estate 2017: fantasy. Estate 2016: saggistica etnoantropologica. E via discorrendo. 

Per l’estate 2019, il suddetto lettore ha scelto una rilettura delle più grandi letture estive degli anni precedenti, in ordine sparso, catalogando i libri in base al piacere personale, nella speranza di riscoprire vecchi e nuovi carteggi che un tempo avevano cristallizzato il tempo, ripercorrendo le estati precedenti attraverso le passate letture. 

Cime tempestose, di Emily Brontë

Pagine sfogliate e risfogliate, macchie di caffè, angoli arricciati e increspati. Questa è l’immagine di un libro letto e riletto all’infinito. Che riguardi il senso della femminilità e della mascolinità, il rapporto dell’alterità, dell’amore folle e burrascoso, delle differenze di classe e della gerarchia di poteri, poco importa. Cime tempestose (acquista) è una lettura estiva, nonostante i temi grigi, freddolosi, l’aria di Inghilterra avvolta in una impetrante coltre di nebbia, richiama alla leggerezza estiva, alla pagina che si sfoglia con rapidità, alla lettura che immerge completamente anima e corpo. Da leggere e rileggere. 

Guida galattica per gli autostoppisti, di Douglas Adams

Che sia un asciugamano o un telo da mare, non è essenziale. Siete pronti. Una scritta incisa tra le morbide nuvole dipinte su un cielo cristallino recita a caratteri cubitali: niente panico. Vi serve poco. Praticamente niente. Solo un immaginario fantascientifico, le giuste basi di filosofia millenaria, il sapervi porre i quesiti essenziali sulla Vita, l’Universo e tutte le altre cose e tenere a mente una cifra che è il doppio di ventuno e la metà di ottantaquattro e che potrebbe essere la risposta alla strofa di Bob Dylan che recita: «how many roads must a man walk down, before you call him a man?» Quel che importa non è la risposta, ma la domanda. Immergersi nell’universo dispotico di Douglas Adams, ricolmo di ironia e profondo esistenzialismo, è la risposta giusta per sopravvivere al caldo afoso, al senso opprimente del ricorrere degli impegni che a settembre affogheranno tutti i bagnanti, e alla frivolezza del mondo in perpetuo cambiamento ed evolversi. 

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Altri Libertini, Pier Vittorio Tondelli

Rimini, il mare, la giovinezza, la scoperta della sessualità, i primi amori estivi, il senso del caldo, dell’oppressione.

«Agosto è bello starsene a casa con la città vuota nessun rompiballe in giro, magari arrivi che senti la tua solitudine farsi pesante ma è un gioco diverso ed essere soli fa molto più male in mezzo alla gente, allora sì che è doloroso e pungono le ossa e il respiro è davvero brutto.»

L’estate che è liberazione ma al contempo oppressione. La voglia di spiccare il volo e la forza inerte che ti spinge attaccato al suolo. Una lettura giovanile che è anche percorso di riscoperta per gli animi più maturi. La riviera romagnola che è specchio e ricordo delle estati più serene, della sabbia fra le dita dei piedi e dell’acqua salmastra appiccicata alla pelle calda. Uno scoprire che infondo è sempre riscoprirsi. 

Gli amori difficili, Italo Calvino

Il consiglio di chi scrive è di leggerlo in riva a un fiume, lo sciabordare leggero dell’acqua dolce, poco chiasso, poco movimento, il frinire delle cicale, il tepore leggero, il movimento delle foglie verdi, lucenti. Un racconto dietro l’altro. Uno sulla spiaggia, uno sul treno, uno per la mattina, uno prima di pranzo e uno con il tramonto alle spalle. Una delle raccolte poetiche più significative dell’autore, la ricerca di una spiegazione sul senso onnicomprensivo dell’amore quando, naturalmente, non è necessario trovarla. 

Harry Potter, J. K. Rowling

La rilettura dei classici dell’infanzia nel periodo estivo è momento di raccolta. Che siano ferie imposte dal nuovo lavoro macchinoso in un’ufficio angusto, che sia una pausa meritata tra una sessione estiva svilente e una autunnale sempre più prossima, immergersi in un mondo fantasioso, di piccole scorribande, di desideri infantili, di momenti dimenticati e perduti, di attimi cristallizzati che portano il ricordo di desideri passati, è attimo di pace nella frenesia del mondo quotidiano. Harry Potter è consiglio di (ri)lettura necessario per riscoprirsi giovani, pieni di speranze e desideri, per riportarci anche al giorno della prima lettura, immergersi nuovamente in un mondo parallelo che era via di fuga ed immaginario collettivo di nuove scoperte. A cinquanta come a dodici anni, Harry Potter è nuova lettura e rilettura da colmare gli interstizi fra una realtà di fatiche e delusioni. 




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Giulia Lamponi

Giulia, Bologna, studentessa di Lettere Moderne, amante della letteratura, aspirante giornalista. Ogni tanto scrivo, ma più che altro penso.
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