Cosa leggere sotto l’ombrellone? Il meglio della narrativa americana

A scuola si finisce sempre con gli stessi: Italo Svevo, Luigi Pirandello, e Italo Calvino. Il che va benissimo, ma c’è tanto altro, soprattutto tanto altro di godibile per quegli stessi che avrebbero passato l’estate a leggere Svevo, Pirandello e Calvino. Fatelo comunque, sia chiaro. Ma ai “mostri sacri” della letteratura italiana aggiungete qualche nome proveniente dal di fuori, diciamo, da oltre oceano. Ecco una breve lista di libri di narrativa americana da leggere per l’estate, consigliata agli studenti che vogliono fuggire gli atroci obblighi scolastici, e a chi, semplicemente, desidera passare qualche buona ora sotto l’ombrellone con un bel libro.

Roth

È morto un anno fa, quindi ricordiamolo: di Philip Roth leggete qualche libro breve, a cominciare dal più famoso, Lamento di Portnoy (acquista) (il libro più intelligente sul sesso che sia mai stato scritto, e non dite di no), poi Nemesi, per capire perché Sofocle aveva ragione e cosa significhi scrivere un romanzo dalla struttura narrativa perfetta, infine l’Everyman che vi spiega il significato profondo della morte. Dei romanzi più lunghi, ovviamente, Pastorale Americana, sventurata epopea di una famiglia apparentemente destinata alla felicità, il cui protagonista, il mitico Seymour Levov detto “Lo Svedese”, è il ritratto degli anni ’70 americani. Se Pastorale non vi basta, passate a La macchia umana. Da poco è uscita per Einaudi una collezione, bellissima peraltro, di saggi, interviste e conferenze tenute da Roth nel corso della sua vita. S’intitola Perché scrivere, e va letta.

Foster Wallace

Dopo Roth, il “più grande” (a nostro parere): David Foster Wallace. Tre i suoi libri da leggere, in sequenza: La scopa del sistema (acquista), parla di una ragazza, Leonore, e di una nonna studiosa di Wittgenstein scomparsa. Il romanzo, una via di fuga dalla solitudine, è cosparso di storie nelle storie, geniali, a volte molto tristi, che sempre vi tengono incollati alla pagina. Foster Wallace lo scrisse quando aveva 24 anni. Dopo La scopa del sistema, leggetevi alcuni dei suoi racconti, fra i più belli contenuti in La ragazza dai capelli strani. Foster Wallace, oltre che romanziere, è stato anche grande saggista: in Considera l’aragosta, pubblicato per Einaudi, troverete saggi che si occupano dell’industria pornografica, di Fëdor Dostoevskij, di ambientalismo. Per intristirvi un po’, ed insieme rallegrarvi, leggete anche il suo reportage Una cosa divertente che non farò mai più.

Postmoderni

Per restare nel Postmoderno, di Don DeLillo (che Foster Wallace amava) potete comprare Rumore Bianco (acquista), o Mao II (Rumore bianco è più bello), o, ancora, di Jonathan Franzen, Le correzioni, che ha tutta la bellezza dei Buddenbrooks di Thomas Mann ed insieme uno stile diversissimo da quello di Mann, tutto americano. Di Franzen è uscita anche una raccolta di saggi, il cui tema principale è l’ambientalismo; s’intitola: La fine della fine della terra.

Se preferite qualcosa di corto, leggete il meraviglioso Timbuktu, di Paul Auster, la storia di un poeta, un po’ maledetto, un po’ scapestrato, e del suo cane Mr Bones. Chi dei due sia il vero protagonista, e chi dei due sia il più umano, lo scoprite alla fine del libro. Se volete imparare come si scrive un racconto, e, soprattutto, di come un racconto possa non parlare di niente pur restando meraviglioso, comprate la raccolta di Raymond Carver, Cattedrale.

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Tra la Beat e lo Zen

La Beat Generation, coi suoi fuochi d’artificio, ha avuto i suoi predecessori, si sa. Se cercate qualcosa di davvero avanguardista, leggetevi Pasto nudo (acquista), di William Burroughs. Solo dopo averlo letto, capirete 1) la tragedia della dipendenza da droga; 2) cosa significhi avere un corpo. Jack Kerouac troverete comunque il modo di leggerlo quindi cercate piuttosto qualche racconto di Richard Brautigan (c’è una raccolta molto bella edita per Einaudi, che s’intitola Centodue racconti zen). Molto poco beat e molto zen, invece, è Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert Pirsig. Viaggerete in motocicletta per il Nord America insieme al cinquantenne professore universitario Pirsig, a suo figlio, e a un terzo incomodo di cui meglio non dire niente. Il libro è la testimonianza, dolorosa e al contempo rasserenata, della lotta di Pirsig contro sé stesso, contro quel sé a lui alieno che ha prodotto il suo stesso cervello, e che così spesso precipita gli uomini nella disperazione pur graziandoli della luce del genio.

Due classici per finire

Due classici, due facce della stessa medaglia. Di John Steinbeck, Furore (acquista), romanzo che sembra fatto apposta per i nostri giorni. Parla dell’esodo delle famiglie del Sud America, verso la California, durante gli anni della Grande Depressione, in cerca di speranze più vere, con annessi tutti i fenomeni che si verificano quando pensiamo che l’estraneo voglia invaderci, restando ciechi alle sue vere necessità. Troverete in Steinbeck una geniale fenomenologia del mondo odierno e, finita la lettura, ne vorrete subito un altro (e allora proseguite con La valle dell’Eden, ancora più bello, ancora più complesso). Infine, di William Faulkner leggete Mentre morivo, un libro che ha come vicenda centrale la morte di un componente di una famiglia contadina americana, narrata da quattro prospettive diverse. E vi ritroverete senza sapere quale prospettiva sia la vostra. 




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Giovanni Fava

23 anni, studente di Filosofia presso l'Università di Bologna.
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