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The Master Paul Thomas Anderson

Il desiderio di serenità al cinema

dalla newsletter n. 14 - 2/2022 di Frammenti Rivista

11 minuti di lettura

Cosa vuol dire stare bene? Fronteggiare modelli e aspettative sociali, affrontare traumi, problemi fisici, mentali, psicologici, relazionali? I disturbi mentali hanno un’incidenza e una diffusione molto ampia, ma ancora le società non possiedono gli strumenti per riconoscerli e non sanno come affrontarli.

Il benessere psicologico è un equilibrio precario, molto difficile da raggiungere e da mantenere ed è qualcosa a cui tutti aspiriamo. Una serenità personale che si conquista trovando la giusta stabilità e riuscendo a gestire al meglio aspirazioni individuali, relazioni sociali, accettazione di sé. È la capacità di fronteggiare pressioni sociali, personali, affettive, trovare un proprio percorso ed essere in grado di perseguirlo. Ma ogni persona ha debolezze proprie, paranoie, incubi inconsci che minano questo benessere. Non trovare uno scopo nella vita, non riuscire a conformarsi alla società o a fronteggiare la pressione sociale, non accettarsi, non accettare il proprio corpo, la propria intimità, avere problemi a relazionarsi con gli altri, sono tutti aspetti comuni e riscontrabili in molte persone, elementi che minano la serenità emotiva e psicologia.

Molti artisti, autori, scrittori e registi nel tempo si sono confrontati con questo tema e al cinema abbiamo spesso assistito al racconto di storie nelle quali il benessere psicologico era assente, ma quasi sempre lo scopo da raggiungere. Che si tratti di un reduce di guerra in cerca di uno scopo e di un equilibrio psicofisico, di una ragazza a cui è diagnosticato il disturbo borderline della personalità che si trova a sopravvivere in un istituto psichiatrico o una donna in conflitto con obblighi sociali e pressioni imposte, i protagonisti dei film presi in esame sono tutti accomunati dalla medesima voglia di stabilità, stanno cercando il proprio posto nel mondo e aspirano al coronamento dei propri desideri e a raggiungere la serenità.

«The Master» (2012), di Paul Thomas Anderson

Chiara Cazzaniga

Chiara Cazzaniga, amante dell'arte in ogni sua forma, cinema, libri, musica, fotografia e di tutto ciò che racconta qualcosa e regala emozioni.
È in perenne conflitto con la provincia in cui vive, nel frattempo sogna il rumore della città e ferma immagini accompagnandole a parole confuse.
Ha difficoltà a parlare chiaramente di sé e nelle foto non sorride mai.

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