«Dinamismo di un cane al guinzaglio» di Giacomo Balla: l’arte del movimento

Un bassotto è dipinto a spasso con la sua padrona, ma i loro movimenti sono resi visibili sulla tela, come una serie di fotogrammi sovrapposti. Un quadro singolare, quasi buffo e fumettistico: si tratta di Dinamismo di un cane al guinzaglio, realizzato dal pittore futurista Giacomo Balla nel 1912.

«Dinamismo di un cane al guinzaglio» di Balla: analisi dell’opera

Il Futurismo indagava attraverso la pittura e la scultura il movimento e il suo ruolo nei cambiamenti della società. Il cinema, le auto, i treni… Tutto sembrava creare movimento all’inizio del XX secolo. La velocità e gli effetti che essa aveva sull’immagine e sul corpo appassionavano gli artisti futuristi. Balla focalizzò la sua ricerca sugli effetti del movimento naturale sulla nostra percezione visiva. Il cinema degli albori (ma anche quello odierno) si serviva di una serie di fotografie realizzate in sequenza per creare movimento, immortalando gesti invisibili all’occhio umano, ma percepiti dal nostro cervello. Questa tecnica incuriosì particolarmente Balla, che decise di eseguire dei dipinti in cui tutti i fotogrammi che compongono un movimento sono visibili contemporaneamente.

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Dinamismo di un cane al guinzaglio è un’opera del 1912 in cui Balla mostra l’intero arco di movimento di un bassotto e delle gambe della sua elegante padrona. I colori sono pochissimi, quasi si trattasse di una vera fotografia in bianco e nero, della quale riprende anche il linguaggio compositivo. Lo spazio è totalmente privo di riferimenti architettonici o prospettici, limitandosi a descrivere il movimento tramite pennellate leggere che replicano le forme delle due figure e del sottile guinzaglio.

La rappresentazione del movimento era per i futuristi il miglior modo per dipingere il tempo come un’entità allo stesso tempo reale e astratta. Possiamo vedere davanti a noi una scena in svolgimento su una linea temporale, nonostante essa sia assolutamente statica. Vediamo le corte zampette del cane trotterellare felici accanto alla padrona, che con il suo passo svelto fa ondeggiare la gonna e battere i tacchi sul selciato. Il guinzaglio metallico si agita nell’aria e il bassotto scodinzola frenetico agitando insieme le lunghe orecchie.

A proposito di Giacomo Balla

Giacomo Balla (1871-1958) fu uno dei fondatori del Movimento Futurista e uno dei suoi più importanti teorici. Il Futurismo, secondo i diversi manifesti firmati da Balla, doveva rappresentare una vera e propria rivoluzione dei costumi e della cultura italiana. L’intera estetica doveva rifarsi ai concetti di velocità, forza e innovazione, dal cinema alla poesia fino alla moda e all’arredamento. In omaggio a questi ideali Balla chiamò le proprie figlie con nomi futuristi: Elica e Luce.

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Fervente fascista e riferimento del regime per il mondo artistico e intellettuale, Balla abbandonò l’ideale futurista alla fine degli anni Trenta, amareggiato dalla deriva arrivistica ed egoista dei suoi ex compagni, prendendo la strada della pittura figurativa del cosiddetto “ritorno all’ordine” che coinvolse il mondo artistico europeo all’alba della Seconda Guerra Mondiale.

 


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Beatrice Curti
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