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Donne, eros e isole nell’Odissea

dalla newsletter n. 17 - Maggio 2022 di Frammenti Rivista

9 minuti di lettura

Tra le pagine della letteratura e tra quelle storie narrate oralmente di generazione in generazione, di cultura in cultura, l’elemento dell’isola appare come uno dei più longevi, affascinanti, ricchi di spunti interpretativi. Basti pensare a una delle storie per eccellenza alla base della cultura Occidentale, ovvero l’Odissea: un viaggio di scoperta, avventura, formazione, che proprio del vagare per mari – e per isole – fa uno dei suoi snodi centrali. Il fascino che un’isola ha nei confronti dell’immaginario comune viene fuori sicuramente in prima battuta dal suo aspetto solitario e misterioso. Questa solitudine può avere anche un connotato erotico, in quanto l’isola emerge al riparo da qualsiasi contatto con la terra ferma, conservando un’aura di segretezza e dando l’apparenza di una verginità incontaminata e seducente. L’isola come luogo altro, che può custodire segreti o assistervi silenziosa, abbassando le barriere di ogni pudore.

Durante il suo viaggio, Odisseo percorre il Tirreno e qui avviene uno dei suoi incontri più famosi, quello con la maga Circe. Le vulgate della tradizione, rispetto a quale fosse effettivamente l’isola di Circe, sono molto diverse e varie. Nell’Odissea, Omero la chiama Eea, isola che prenderebbe il nome da Eos, ovvero l’aurora. L’isola della maga dovrebbe coincidere con l’odierno promontorio del Circeo, che anticamente sarebbe stato un’isola. Un’altra tesi identifica l’isola di Circe con l’odierna Ponza. In ogni caso, Omero descrive la dimora della maga come il cuore stesso dell’isola.

Circe viveva sulla sua isola circondata da una folta e rigogliosa vegetazione, che ovviamente aumenta il potenziale oscuro di questo luogo. Inestricabile, fitta, attira Odisseo e i suoi compagni in una rete. Ad eccezione di Odisseo, che usa un antidoto consigliato da Ermes e del suo compagno Euriloco, che non cede all’invito del banchetto preparato dalla maga, tutto l’equipaggio si trasforma: gli uomini prendono le sembianze di animali, ognuno coerentemente con la propria natura. È solo grazie all’intervento di Odisseo che i suoi compagni ritornano ad avere sembianze umane e possono ripartire.

L’incontro tra Odisseo e Circe è avvincente e sensuale. La maga spicca per intelligenza e acutezza e si propone di aiutare l’eroe a ritrovare la strada verso casa. Ribelle e indipendente, la maga o la dea, come molti la chiamano essendo ella figlia di Eolo, dio dei venti e della ninfa Perseide, trasforma gli uomini in animali dopo aver consumato con loro rapporti sessuali. E qualora gli uomini non fossero stati di suo gradimento, li trasforma direttamente in animali.

Ciò che massimamente affascina di Circe è la sua magia e la sua sconfinata conoscenza in ambito medico e farmaceutico. Circe è una donna colta, una indipendente, che – a differenza di Penelope, la moglie fedele, di Calipso, la ninfa innamorata e di Nausicaa, l’ancora di salvezza di Odisseo – ammalia, con il suo altissimo potenziale sessuale e sensuale, e che riesce a dominare e a piegare i sensi dell…

Anto D'Eri Viesti

Classe 1990, millennial. Dopo il dottorato in filosofia e teoria dei linguaggi e gender studies decide di dedicarsi solo alle sue passioni, la comunicazione e la scrittura.
Copywriter e social media manager.
La verità sta negli interstizi, nei margini e sui lati oscuri.
Tanti fiori, Nutella e caffè.

Dalila Forni

1991. Studentessa di Lingue e Letterature Europee ed Extraeuropee a Milano. Vivo di letteratura, pastasciutta e buona birra.

Azzurra Bergamo

Classe 1991. Copywriter freelance e apprendista profumiera. Naturalizzata veronese, sogna un mondo dove la percentuale dei lettori tocchi il 99%.

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