Il Guercino e la maestosità del Duomo di Piacenza

L’unicità del patrimonio culturale italiano sta proprio nella sua straordinaria frammentarietà, nell’essere diffuso, nei piccoli e grandi centri, e in diverse forme, espressioni di secoli di creatività e ricchezza culturale che ci hanno permesso di essere privilegiati e fortunatissimi eredi di un capitale artistico unico al mondo. Proprio per questo, si scopre che la provincia italiana è costellata di perle meno note e che la vita di uno dei protagonisti del Seicento italiano è profondamente legata alla città di Piacenza. Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino nacque a Cento, nella pianura Ferrarese, nel 1591 ma è in Emilia che realizzò uno dei suoi capolavori, affrescando la cupola del Duomo di Piacenza tra 1626 e 1627.

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Cupola del Duomo di Piacenza – fonte: www.marcostucchi.com

Duomo di Piacenza: le caratteristiche

Notevole esempio di architettura di influenze romaniche, gotiche e barocche, il Duomo di Piacenza è frutto di un ambizioso progetto artistico e culturale che coinvolse gli artisti più richiesti del tempo. Le figure di David Isaia sono del lombardo Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone dal paese di origine. Chiamato a dipingere i Profeti nel 1625, morì dopo aver ultimato i primi due spicchi. Nel maggio 1626 lo sostituì il Guercino, che completò entro l’anno i sei scomparti restanti.

Nel 2017 la Diocesi e il Comune di Piacenza hanno pensato a un inedito percorso di visita che permette dei ammirare da vicino gli splendidi affreschi della cupola della Cattedrale.

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Attraversando il sottotetto della navata centrale con accesso al loggiato del tamburo della cupola, diventa possibile per i visitatori la visione del ciclo pittorico del Guercino. Con una cosiddetta “salita in quota”, si percorre tutto il perimetro della cupola e si ammirano da vicino i profeti Davide, Isaia, Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia, le lunette in cui si alternano episodi dell’infanzia di Gesù – Annuncio ai Pastori, Adorazione dei pastori, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto – e otto coppie di Sibille supporto alle rivelazioni profetiche in qualità di corrispondente pagano. Al Guercino si deve anche la parte policroma nel fregio del tamburo.

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Il profeta Ezechiele, Il Guercino – fonte: www.marcostucchi.com
Sibilla, Il Guercino – fonte: www.marcostucchi.com

Il progetto ha avuto un grande successo e da gennaio 2020 il percorso si è arricchito di un ulteriore affaccio, quello verso gli affreschi del presbiterio realizzati tra il 1605 e il 1609 da Camillo Procaccini e Ludovico Carracci, attraverso dei falsi matronei collocati sopra l’altare maggiore e mai accessibili. Scendendo sul lato opposto a quello di salita, si trova anche la sezione dedicata ai restauri di fine Ottocento con esposizione degli elementi allora smantellati, tra cui torciere, sculture, lapidi, parti di altari.

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Adorazione dei Pastori, Il Guercino – fonte: www.marcostucchi.com

Convegni di studio, progetti espositivi e iniziative culturali hanno accompagnato la riscoperta degli affreschi del Duomo di Piacenza, una città che sicuramente merita di entrare negli itinerari da visitare nel Nord Italia.

Valentina Cognini
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