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Una nuova prospettiva su Georgia O’Keeffe

Artista celebrata negli Stati Uniti, è per la prima volta in Francia, in un'esposizione monografica al Centre Pompidou. Un'occasione unica di scoperta e di crescita.

5 minuti di lettura

Al Centre Pompidou, nel cuore di Parigi, è allestita una mostra, un tributo a una delle donne che ha fatto la storia dell’arte moderna: Georgia O’Keeffe (1887-1986). Figlia di modesti agricoltori, crebbe nelle grandi pianure del Midwest, che le lasciarono un’impressione duratura, dandole un gusto per la natura e i grandi spazi aperti. 

Erotismo e fiori in primo piano

L’artista fu sempre al centro di grandi polemiche e critiche nella New York degli anni Venti. Inizialmente, quando vennero pubblicate delle foto in cui posava nuda per Alfred Stieglitz, suo amante ed estimatore. In seguito, quando mostrò dei quadri, rappresentanti dei fiori, che evocavano un sesso femminile. L’opera e il significato dei fiori, come la stessa artista cercò di spiegare, è in realtà ben più complesso della semplice provocazione sessuale. Fiori lussureggianti e dai colori vivaci caratterizzati da un’inquadratura ravvicinata che occupa tutta la tela. La natura, l’intimità, la forza, la femminilità e l’erotismo sono, tuttavia, elementi indistricabili delle sue opere. I fiori la resero celebre e sono tra le sue opere più conosciute.

Georgia O’Keeffe al Centre Pompidou
Georgia O’Keeffe (1887-1986), Inside Red Canna, 1919. 22 x 17 in (55.9 x 43.2 cm). ©️ Sofia di Gravio

La complessità dell’esposizione di Georgia O’Keeffe al Centre Pompidou

Come abbiamo visto, l’artista fu resa nota dai suoi fiori erotici, ma in questa mostra viene valorizzato il suo corpus artistico in tutta la sua complessità. Con un centinaio di dipinti, disegni e fotografie, la mostra offre un viaggio completo attraverso la sua carriera. Georgia O’Keeffe, morta all’età di 98 anni, ha vissuto la maggior parte delle avventure estetiche del secolo precedente. Ha fatto parte della ristretta cerchia di inventori del modernismo americano, durante gli anni Venti. Ha, poi, partecipato alla ricerca di identità che segnò gli Stati Uniti, negli anni Trenta. Per dedicarsi, infine, alla pittura astratta Hard edge degli anni Sessanta. La pittura hard edge è una forma artistica fondata sulla pura visività, anti-emotiva e rigorosa: una pittura non descrittiva, che non usa nessuna teoria di composizione visibile a prima vista. È spesso una forma di pittura geometrica, piatta, con bordi netti e macchie di colore, chiaramente definite.

Non si limita mai a uno stile o a un’iconografia. È sempre alla ricerca di nuovi soggetti e modi per rivedere tutti i dati nel suo lavoro.

Didier Ottinger, vicedirettore del Centre Pompidou al Musée national d’art moderne di Parigi.

La dinamicità, la continua ricerca artistica e l’evoluzione delle opere di Georgia O’Keeffe sono alla base di questa mostra. 

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Mai pura astrazione

Osservando le opere di Georgia O’Keeffe, sembra di essere in un contesto di pura astrazione. In realtà, al contrario, l’artista rimane sempre attaccata alla percezione; rappresenta una porzione di realtà, che analizza in modo soggettivo e non-schematico. Un esempio eclatante può essere Black Abstraction: ci sembra di essere davanti ad una forma di astrazione assoluta, ma stiamo in realtà osservando il ricordo di un’anestesia, un momento di percezione rappresentato in modo potente e comunicativo. “Il suo metodo procede da un movimento di astrazione ma non è mai pura astrazione”, commenta Didier Ottinger, celebre curatore. L’opera di Georgia O’Keeffe è guidata dalle emozioni, sensazioni e visioni che vive in prima persona

Georgia O’Keeffe al Centre Pompidou
Georgia O’Keeffe al Centre Pompidou. ©️Sofia di Gravio

Georgia O’Keeffe al Centre Pompidou: un’occasione unica 

Georgia O’Keeffe fu la prima donna esporre al Museum of Modern Art di New York nel 1929, celebrata nel 1943 a Chicago, poi nuovamente MoMA nel 1946. La fama che ottenne negli Stati Uniti, però, non riuscì mai ad attecchire in Europa, se non in tempi veramente recenti. La mostra al Centre Pompidou, prima esposizione monografica dell’artista in Francia, può essere un’occasione unica di scoperta e di crescita.

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Sofia Di Gravio

Classe 99, laureata in filosofia alla Sapienza e volata a Parigi per studiare la filosofia dell’arte. Amante della cultura e della vita... specialmente quando ci regalano una chiacchierata davanti ad un bicchiere di vino!

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