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Il fascino d’estate – i nostri consigli:
“Il postino di Neruda” di Antonio Skármeta

4 minuti di lettura

postino neruda copertinaIl Postino (1994) con Massimo Troisi è un film che non si può non amare. Non si può non amare l’ingenuità di Mario, che vorrebbe recitare “metafore” alla sua Beatrice, così come non si può non essere commossi dalla tristezza e dalla malinconia del finale, ingiusto nel film quanto nella vita reale, data la scomparsa prematura dell’attore alla fine delle riprese. Altrettanto toccante, profondo ma al tempo stesso leggero è il libro a cui il film si è ispirato, Il postino di Neruda (1986) di Antonio Skármeta, scrittore cileno.

Siamo nel 1969 e a Isla Negra, in Cile, vive Mario Jiménez, un ragazzo che non vuole fare il pescatore come tutti gli uomini del paese. Assunto come postino, Mario porta le lettere a una delle poche persone in grado di leggere e scrivere sull’isola, Pablo Neruda. Il ragazzo è curioso, apprezza la poesia – soprattutto quella dell’autore cileno – ma ha pochi strumenti per comprenderla davvero. Cerca così di fare amicizia con Neruda, che è inizialmente distaccato, freddo, pensieroso. Tuttavia, col tempo i due si avvicinano sempre più, tanto che il poeta insegna le basi della poesia a Mario, stupito di fronte alla stranezza della parola “metafora”. Il contatto con Neruda cambia completamente la vita del ragazzo, che si innamora non solo dei versi del poeta, ma anche della bella Beatrice. Ed è proprio una poesia di Neruda a far sì che la ragazza ricambi i sentimenti di Mario, ostacolati però dalla madre Rosa. Il finale, seppur molto diverso da quello della versione cinematografica, è ugualmente commovente e triste.

postino neruda neruda e marioDa sfondo alle vicende amorose di Mario e Beatrice troviamo la storia cilena in un momento piuttosto turbolento, poco prima del golpe di Pinochet in cui il presidente Allende venne ucciso, sottolineando anche l’impegno politico del poeta stesso, prima candidato a presidente del partito comunista, poi ambasciatore in Francia, incarico che lo costringe a lasciare la sua amata isola.

Pur discostandosi come detto nel finale, il film segue passo dopo passo il romanzo, riprendendo in modo molto fedele battute, personaggi e atmosfere. Nell’opera di Skármeta siamo in Cile, e non in Italia, eppure si respira la stessa aria estiva, calda, quasi a sentire – anche solo leggendo – il vento marittimo che sfiora i capelli di una Beatrice incantata dal suo primo amore.

postino neruda beatrice e marioIl postino di Neruda è un romanzo che non supera le centoquaranta pagine, che si divorano tra i dialoghi naturali, gli spunti di riflessione presentati in modo semplice e la scrittura diretta, immediata e coinvolgente di Skármeta, che però non dimentica la poesia, quelle metafore tanto amate da Neruda e Mario. Proprio come nei versi del poeta cileno, è la musicalità delle cose semplici a stupire e incatenare il lettore al testo.

Il libro è poi in parte una storia autobiografica: Skármeta, cileno come Neruda e come Mario, si innamora della poesia grazie all’autore e usa i suoi versi per conquistare la donna amata. Skármeta definisce Neruda «il ventriloquo della mia anima» e sarà infatti per lui l’autore più influente per quanto riguarda la sua carriera artistica.

 

 

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Dalila Forni

1991. Studentessa di Lingue e Letterature Europee ed Extraeuropee a Milano. Vivo di letteratura, pastasciutta e buona birra.

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