Il ruolo degli intellettuali: «Ritorno a Reims» al Piccolo Teatro Studio Melato

Il grande potere del teatro è stato fin dalle sue origini quello di poter proporre una situazione pratica per riflettere sui grandi temi teorici della società. Thomas Ostermeier, oggi, sfrutta ancora questa possibilità con il suo Ritorno a Reims tratto dall’omonimo libro di Didier Eribon.

I diversi livelli narrativi

Eribon ricorda la sua vita di bambino nella vecchia casa dei genitori, di ragazzo che si allontanò presto dalla società operaia per poter diventare un intellettuale nella città, e infine di uomo che ritorna sui suoi passi per poter comprendere il percorso che l’ha portato fino a quel punto. L’autore riflette sui motivi che l’hanno spinto a distaccarsi da quella realtà, ma mentre lui ha sempre collegato la sua omosessualità a quella scelta, ora si rende conto che era proprio lo status sociale in cui viveva che gli stava stretto.

Ritorno a Reims
Foto: Masiar Pasquali
Fonte: Piccoloteatro.org

La storia di quest’uomo ci viene raccontata attraverso un secondo livello narrativo: un regista cinematografico (Rosario Lisma) chiede a un’attrice (Sonia Bergamasco) di fare la voce fuori campo a un film proprio su Didier Eribon con le parole del suo testo. I due insieme al fonico Tommy (Tommy Kuti) si ritrovano a discutere su determinate parti del filmato dando le loro opinioni rispetto alle teorie espresse nel testo.

Il gioco drammaturgico si sviluppa in questi diversi livelli di narrazione: la storia di Didier, quella dei personaggi e infine le vere opinioni degli attori.

Un’autobiografia per raccontare la Storia

Come già citato, la società gioca un ruolo fondamentale nella vita di Didier: cresciuto negli anni ’60, ha sentito fin da giovane la musica di una lotta di popolo contro i governanti e da lì il suo interesse per la politica è cresciuto e si è spostato verso la sinistra. Era un giovane intellettuale che voleva cambiare la situazione del mondo.

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La sua non è semplicemente un’autobiografia, ma un saggio che analizza quei cambiamenti i cui risultati possiamo vedere ancora oggi. Eribon sfrutta la sua esperienza per muovere le nostre menti verso una riflessione razionale rispetto ai fatti accaduti, ma soprattutto rispetto alla nostra realtà attuale.

Il rilancio al pubblico

Ritorno a Reims vuole fare sì che il pubblico rifletta sulle proprie azioni. Vuole che anche noi ci ponessimo delle domande riguardo a quello che succede nella nostra situazione politica perché è adesso che serve porsi delle questioni. È quasi incredibile vedere come tante situazioni si ripresentino ciclicamente nella storia, eppure questo spettacolo ce lo dimostra.

Ritorno a Reims
Foto: Masiar Pasquali
Fonte: Piccoloteatro.org

Importante soprattutto è il rilancio che viene fatto agli intellettuali. Eribon, riconoscendosi in quella categoria lui stesso, si pone il concreto problema di come gli intellettuali possano aiutare la situazione politica e sociale, si chiede come alzare la voce nelle arti in modo da poter essere attivi nel cambiamento verso un mondo migliore.

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L’autore sottolinea inoltre come l’educazione sia fondamentale per formare delle menti razionali che siano in grado di comprendere la realtà. È quasi spaventoso come questo argomento sia attuale nella nostra società, tanto che da qualche settimana vediamo la pubblicità di sensibilizzazione contro l’abbandono della scuola.

Ritorno a Reims, uno spettacolo per tutti

Ritorno a Reims è uno spettacolo d’insegnamento per tutti noi perché ci porta a considerare quale sia il ruolo che abbiamo nel mondo e quale vorremmo avere.
Siamo disposti ad essere veramente attivi nella nostra società o vogliamo solo essere (o fingere di essere) degli intellettuali della teoria?

Ritorno a Reims
dal libro di Didier Eribon
Regia Thomas Ostermeier
con Sonia Bergamasco, Tommy Kuti e Rosario Lisma
in scena dal 10 Ottobre al 16 novembre 2019 al Piccolo Teatro Studio Melato

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