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La filosofia del sesso orale secondo Alain de Botton

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6 minuti di lettura

Cosa si cela dietro al sesso orale? Quali intime paure e personali desideri nasconde? Alain de Botton, scrittore, filosofo, conduttore televisivo e fondatore di The School of Life, ha recentemente offerto una visiona tutta nuova dell’argomento.

L’accettazione della pratica è indubbiamente soggettiva e varia a seconda del periodo storico e della cultura: si può andare dal disgusto al desiderio, con mille complesse sfaccettature nel mezzo. Nella Grecia Antica era un’abitudine accettata, che marcava però la passività di chi la riceveva. Al contrario, nel mondo Romano era considerato sottomesso colui che eseguiva il sesso orale a un altro o altra. Era quindi un atto piuttosto deplorevole per gli uomini e si legava in particolare alla classe sociale e all’importanza della persona in questione: un nobile poteva ricevere un rapporto orale da un uomo o da una donna di classe inferiore, ma non il contrario. Si trattava comunque di un’attitudine non molto comune, in quanto considerata sporca e potenzialmente rischiosa per delle possibili malattie. Il Medioevo e i suoi tabù religiosi sembra non lasciassero spazio alle pratiche orali: gli atti sessuali erano esclusivamente legati alla procreazione, anche se sono più che probabili delle eccezioni non dichiarate. Questo fardello cristiano ha influenzato anche il Novecento europeo: nei regimi totalitari si è spesso parlato di sesso orale come di un peccato da evitare, legandolo ai nemici politici per sminuirli.

Merito del cinema, con le sue scene più o meno esplicite, se il sesso orale è infine uscito dalla gabbia dei tabù, diventando una pratica normale e socialmente accettabile, seppur sempre legata alle luci spente della camera da letto e alla propensione personale.

E oggi che cos’è per noi il sesso orale? «Ha a che fare con la solitudine e il disgusto di sé», dice de Botton. Appena nati, se siamo fortunati, tutto intorno a noi ci appare adorabile e magnifico; ogni parte di noi, senza eccezioni, ci risulta accettabile. Poi, crescendo, cominciamo a vergognarci del nostro corpo e in particolare della nudità, sentendoci in colpa per molte cose. Toccare ed essere toccati diventa così vietato: il contatto con gli altri non è più un piacere, ma un pericolo, tanto che in generale manteniamo una distanza minima di 60 (o in alcuni casi 90) centimetri dagli altri esseri umani. Eppure c’è un bisogno insito in noi che non viene mai perso: quello di essere accettati così come siamo, nudi, fisicamente e mentalmente.

Ecco quindi il significato nascosto del sesso orale. Tutto ciò che è erotico, se pensato con una persona poco adatta ai nostri standard, risulta ripugnante, disgustoso. Al contrario, con la donna o l’uomo giusto proviamo accettazione, accoglienza, coinvolgimento emotivo o fisico, benessere. La relazione tra due esseri umani si basa quindi, per de Botton, sul fatto che lo stesso tipo di rapporto risulterebbe rivoltante con una persona diversa.

«Il sesso orale è interessante ed eccitante perché riguarda la vicinanza» dice poi il filosofo, «la vita normale ci richiede di essere educati per gran parte del tempo. Dobbiamo reprimere tutto ciò che è ritenuto cattivo dentro di noi, le nostre voglie e i nostri desideri». Per Alain de Botton infatti il sesso ci libera momentaneamente dalla «dicotomia punitiva tra sporco e pulito», ci purifica, impegnando nei suoi giochi i nostri lati più sporchi. Rivelando chi siamo veramente, non possiamo essere accettati completamente dalla società. Dobbiamo quindi nasconderci dietro a una maschera, che però cade nel momento in cui si trova la persona giusta. Così abbiamo l’estasi erotica, che è più propriamente sollievo emotivo, liberazione, fine della recitazione. Più è inadeguato il nostro comportamento nei confronti del resto del mondo, più grande è il legame che si crea tra noi e il nostro partner, dando così vita a un paradiso di reciproca accettazione. Il sesso si basa proprio sulla fiducia, ne sono una prova gli atteggiamenti più aggressivi che spesso non sono sintomo di violenza, ma appunto di totale fiducia nel partner.

La bocca è l’aspetto più pubblico e rispettabile del nostro viso, eppure possiamo spingerla sulle parti più contaminate dell’altro, esprimendo in questo modo una totale approvazione psicologica, così spiega de Botton, paragonando questo atto al bacio del prete al penitente riaccolto nella chiesa, in una metafora irriverente ma efficace.

Il piacere del sesso orale è quindi complesso, ricco, significativo. Non è solo godimento fisico, ma riguarda moltissimo la mente, la fine della solitudine, la voglia di sentirsi voluti e soprattutto accettati: un desiderio comune a ogni essere umano di cui non ci si può liberare.

Dalila Forni

1991. Studentessa di Lingue e Letterature Europee ed Extraeuropee a Milano. Vivo di letteratura, pastasciutta e buona birra.

2 Comments

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