fbpx
piacere femminile

Violenza sulle donne è anche la repressione del piacere

La violenza sulle donne non è solo fisica, ma anche e soprattutto psicologica. In questo contesto rientra la demonizzazione dell'orgasmo femminile. Come liberarsi dalle catene? Con la consapevolezza e la conoscenza. E il libro «Come godo» di Lyona ci può aiutare.

9 minuti di lettura

Il piacere femminile, questo sconosciuto. «Molto lieto, sono il piacere femminile», direbbe l’orgasmo, e la stragrande maggioranza delle donne risponderebbe «Felice di fare la sua conoscenza, non ci siamo mai incontrati». Ma perché? Perché l’orgasmo femminile viene definito sempre come un tabù e la maggior parte delle donne hanno difficoltà a raggiungerlo?

Ma soprattutto perché alle donne viene inculcata, fin da bambine, la falsa credenza che il loro piacere sia “naturalmente” più difficile da ottenere, andando a rimpolpare i racconti di segreti legati alla costituzione del corpo, alla forma mentis che si presuppone, da pregiudizio sociale, essere diversa da quella degli uomini e bla bla bla. È infinita, infatti, la lista di tutte le “scuse” che la società pone davanti l’orgasmo femminile, riducendolo così a un tabù di cui viene difficile parlare perfino con se stesse.

Affrontiamo questa annosa questione millenaria in maniera trasversale, prendendo le mosse da un testo che ha dello sconvolgente, in senso assolutamente positivo: Come godo. Guida avventurosa al piacere femminile di Lyona, al secolo Marta Puig, illustratrice e regista.

piacere femminile

L’orgasmo femminile, un tabù che comincia da lontano

Bisogna chiarire innanzitutto un punto fondamentale per comprendere la vera motivazione del tabù legato all’orgasmo femminile: esso ha origine già nell’antica Grecia. I greci riconoscevano la preziosità del clitoride come organo del piacere femminile, ma comunque collegato alla riproduzione; nel 400 a.C., Ippocrate ne sancisce l'”utilità” solo nel contesto della relazione di coppia, ma denigra la masturbazione, inibendo così generazioni e generazioni di donne. Inoltre era diffusa la convinzione che l’utero girasse libero nel corpo della donna, causandole degli “scompensi” caratteriali: è questo il motivo per cui una donna definita “isterica” è una donna nevrotica e insoddisfatta.

Leggi anche:
Tutti i miti da sfatare sulla verginità femminile

Ovviamente stiamo parlando del contesto di una cultura già patriarcale e maschio-centrica che per millenni ha cercato, attraverso mezzi fisici, psicologici e sanitari, di destabilizzare e controllare la donna proprio da ciò che dovrebbe risultare più semplice e naturale: il suo orgasmo.

Dall’antichità a noi: l’orgasmo femminile come dispositivo di controllo

Nella meravigliosa analisi condotta da Lyona nel suo testo, ciò che emerge con forza è esattamente questo: da millenni l’orgasmo femminile è stato un oggetto nelle mani della cultura patriarcale, utilizzato da essa come dispositivo di controllo della vita delle donne. Come spiega Lyona, infatti, attraverso illustrazioni ironiche, concetti semplificati e alla portata davvero di chiunque volesse approfondire il tema, l’orgasmo genera forza creativa, felicità e armonia nella donna. Far diventare l’orgasmo un tabù e controllarlo per mezzo di programmi ideologici atti a tale scopo, significa costringere le donne nella posizione di subordinazione che la cultura patriarcale ha sempre immaginato per loro.

E grazie al controllo dell’orgasmo, di riflesso, nasce un altro tipo di controllo sulla donna: ovvero quello che si fonda sulla dicotomia inconciliabile tra l’essere sposa o puttana. Come ancora spiega Lyona nel viaggio del suo testo Come godo. Guida avventurosa al piacere femminile, da sempre le donne sentono addosso questo peso: la masturbazione, l’autoerotismo, il conoscere il proprio corpo passo dopo passo, dalla pubertà e in tutta l’età adulta, sono atteggiamenti percepiti e comunicati come errati. Per questo una bambina, a differenza di un suo coetaneo maschio, prova vergogna e disagio a parlare delle sue parti intime e ancora di più della possibilità di raggiungere un orgasmo da sola. Per non parlare di ciò che poi avviene in coppia dal primo rapporto sessuale in poi. Una serie infinita di buchi nell’acqua.

Troppo controllo e poco piacere

Alle donne viene richiesto di essere estremamente performanti su tutto, per restare sempre e comunque un gradino “inferiori” rispetto agli uomini. E su questo Lyona si sofferma moltissimo, con il tono leggero che caratterizza la lettura di questo compendio sul piacere femminile che tutti, indistintamente dal sesso e dall’orientamento sessuale, dovrebbero leggere.

Le donne sono chiamate alla cura costante della propria persona, ma questo ideale di “cura” si basa ancora una volta su uno stereotipo patriarcale, che proietta modelli errati e poco conformi al vero grazie alla pornografia, quella più spinta e bestiale che si trova sul web.

Leggi anche:
Una guida illustrata sul sesso al femminile

E così le donne, tra pressioni sociali sul piano estetico e sul piano morale, finiscono per dimenticarsi di sé, relegandosi ad ancelle di quello che, nel linguaggio comune e nel substrato della cultura patriarcale, viene definito come l’unico piacere reale, tangibile e quindi raggiungibile, ovvero quello maschile.

Meno violenza, più orgasmi

Nel testo di Lyona, l’autrice traccia un magnifico studio sul piacere femminile e sul raggiungimento del mitico orgasmo con un tono che rende a tratti quasi divertente quella che in realtà è la storia di un tragedia.

La tragedia si nasconde all’interno della subdola violenza perpetrata per anni sulle donne. E non stiamo parlando solo di violenza fisica, quanto invece e soprattutto di violenza psicologica. Considerare l’orgasmo femminile come una chimera e abituare le bambine alla rassegnazione su questo argomento, è il primo passo verso la costruzione della loro infelicità.

Leggi anche:
Albert Pocej e l’originalità dell’orgasmo femminile

Come liberarsi da queste catene? Con la consapevolezza e la conoscenza. Un’opera come quella di Lyona diventa il pretesto per aprirsi ad un mondo che per natura dovrebbe appartenere ad ogni donna, ma che solo la minima parte di quelle donne coglie davvero in tutta la sua bellezza.

Dalla descrizione accurata della vagina, Lyona passa a tutti i drammi legati ai rapporti sessuali, sempre tanti e altrettanto insoddisfacenti, proprio a causa delle falle del sistema patriarcale di cui anche gli stessi uomini sono vittime.

Leggi anche:
Orgasmo: tutto ciò che non sappiamo di un grande mito

La conoscenza del piacere rende felici

Conoscere il corpo femminile è un atto d’amore verso se stesse, a cui tutte le donne sono chiamate. Il corpo, infatti, per dirlo con le parole della fenomenologia, è il mezzo attraverso cui gli esseri umani fanno esperienza di sé e del mondo che li circonda. E il piacere, al cui poi apice si trova addirittura l’orgasmo, nasce e si nutre di questa esperienza. E l’esperienza è indissolubilmente collegata alla conoscenza. Un testo come quello di Lyona pone un’ottima base per la conoscenza a 360 gradi del piacere femminile e della ricchezza che ad esso si connette in tema di relazioni con il sé e con gli altri.

Dovremmo iniziare a farlo, già da ora.

Non abbiamo grandi editori alle spalle. Gli unici nostri padroni sono i lettori. Sostieni la cultura giovane, libera e indipendente: iscriviti al FR Club!

Segui Frammenti Rivista anche su Facebook e Instagram, e iscriviti alla nostra newsletter!

Antonella D'Eri Viesti

Classe 1990, millennial. Dopo il dottorato in filosofia e teoria dei linguaggi e gender studies decide di dedicarsi solo alla sua passione, la scrittura.
Content writer e blogger per mestiere.
La verità sta negli interstizi, nei margini e sui lati oscuri.
Tanti fiori, Nutella e caffè.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.