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Le 10 copertine più sexy
della storia della musica

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10 minuti di lettura

Musica, musica, musica. In fila al semaforo quando un ragazzotto ci si accosta, al supermercato mentre scegliamo lo yogurt, in palestra mentre sudiamo sul tapis roulant e la radio passa le hit del momento. Si sa, quando si è in tali situazioni raramente si ha la fortuna di ascoltare la “nostra” musica, quella che mettiamo su in camera, mentre allontaniamo il mondo anche solo per qualche minuto. Lo stesso mondo che oscuriamo in metropolitana, quando inforchiamo nelle orecchie le cuffie dell’mp3 e il chiacchiericcio degli sconosciuti è finalmente attutito dalle note delle nostre canzoni. Senza immergerci  in discorsi nostalgici sul vinile e la bellezza dei tempi andati, non possiamo tuttavia nasconderci una delle tante verità che seguono l’evoluzione del mondo, quello musicale compreso; siamo diventati complici della perdita di peso dell’immagine in musica. No, non stiamo parlando dei patinati video che l’allora ruggente Mtv (oggi Canale 8: la fine di un’epoca) passava a ripetizione costringendo le povere teenager tutte brufoli e code di cavallo a struggersi per Nick Carter e invidiare la Britney Spears pre rasatura a zero e crisi esistenziale. Il bello dell’immagine era quello delle copertine. Irriverenti, visionarie, firmate da grandi fotografi sulla cresta dell’onda. Oggi non stuzzicano più la curiosità dell’utente, diviso tra YouTube, musica in streaming, mp3 e I-pod. Un tempo però avevano un ruolo fondamentale, fungendo d’anticipazione necessaria dei contenuti dell’album. Tante quelle a sfondo erotico e sensuale, pronte a scandalizzare i benpensanti e ammaliare i fan, finendo dritte dritte nella storia della musica. Ecco quelle più sexy, rimaste nell’immaginario collettivo d’intere generazioni e riprese e omaggiate da altri artisti dopo anni.

ROLLING STONES – STICKY FINGERS, 1971

Sticky Fingers
Famosa, famosissima. Fosse solo per la genialità di Andy Warhol che, con fare tutt’altro che ingenuo, faceva indugiare l’occhio sul jeans rigonfio di Joe Dalessandro, giovane modello gravitante intorno alla sua Factory. Nell’edizione originale, la copertina aveva sia la zip che una seconda immagine, all’interno, in cui i jeans sparivano per lasciare il posto a un paio di boxer bianchi, attraverso i quali il particolare anatomico risultava ancora più evidente. Il tutto, s’intende, con la firma del padre della Pop art sull’elastico.

ROXY MUSIC – COUNTRY LIFE, 1974
RoXy Music
Con stile e attenzione al dettaglio, i Roxy Music combinavano ottima musica e voglia di trasgressione sin dalle copertine dei proprio lavori. Celebre l’animal-fetish di For your pleasure con una giovanissima Amanda Lear, altrettanto graffiante l’onirica versione sirena della bella Jerry Hall piazzata in apertura dell’album Siren. Ma la copertina destinata a restare più impressa è quella di Country Life, con due ragazze semi nude in primo piano stagliate su una vegetazione quasi ricostruita. Volutamente provocatoria e ambigua (la modella sulla destra è veramente una donna?), sembra essere una versione meno chic delle copertine patinate dell’omonima rivista Country Life di cui il cantante e tastierista Bryan Ferry era avido lettore. Passata sotto le forbici della censura che eliminarono del tutto le due girls provocanti, la “custodia” dei Roxy Music è entrata di diritto nella classica delle copertine più provocanti della storia del rock.

UFO – FORCE IT, 1975
Force It
Per il loro quarto album, gli UFO scelgono una copertina forte e assolutamente geniale. Si vede un bagno, con rubinetti e tubature come se piovesse, e una vasca, al cui interno vi sono due persone intente a fare l’amore. Per anni si sono fatte ipotesi sul sesso dei due, che poi si sono dimostrati essere un uomo e una donna realmente impegnati nella vita. Il titolo, vista la posa eloquente della coppia, è stato spesso interpretato come un invito a godere il rapporto, forzando la mano; si tratta tuttavia di un semplice gioco di parole, riferito ai rubinetti presenti nell’immagine. Come facilmente immaginabile, la copertina finì vittima della censura. A sparire fu la coppia di fuoco, lasciando spazio all’asettico bagno che, francamente, restituisce ben poco del sex appeal della versione originale.

ERIC CLAPTON – E.C. WAS HERE, 1975
E.C. was here
Prima la bambina nuda di Blind Faith e poi la donna di schiena di E.C. Was Here; le copertine di Eric Clapton trasudano erotismo da ogni poro. Sarà perché lo stesso musicista, vero e proprio sex symbol, con le donne ci sapeva fare, eccome. O più semplicemente perché le sue canzoni sono così potenti da sprigionare una carica erotica non da poco. E.C. Was Here ha un titolo eloquente e un’immagine perfetta, con una donna nuda di spalle e una scritta maliziosa sulla schiena. Che Clapton sia stato davvero lì?

QUEEN – FAT BOTTOMED GIRLS/BYCICLE RACE, 1978
fat bottomed girls
Dopo aver girato un video con decine di cicliste nude, i Queen, pionieri dell’avanguardia sin dal nome, furono costretti a censurare la copertina del doppio lato Fat Bottomed Girls/Bycicle Race che vedeva in primo piano il fondoschiena di una ragazza castana adagiato sul sellino. Era la vincitrice della corsa, pedalante spensierata “come mamma l’ha fatta”. La scelta fece scalpore e le edizioni successive uscirono con un paio di slip rossi a coprire le terga. Chissà a chi è toccato il ruolo di moderno Daniele da Volterra alias “Braghettone”, famoso per aver messo l’intimo ai nudi della Cappella Sistina.

THE CARS – CANDY-O, 1979
Cars
I Cars sono al loro secondo album e mettono in copertina una rossa mozzafiato. Vagamente Rita Hayworth in Gilda, la donna è adagiata su una macchina appena accennata a matita, mentre indossa un body nero velato e calza tacchi vertiginosi. Braccia all’indietro e unghie laccate di rosso, la bella creatura non è però reale bensì frutto della penna di Alberto Vargas, celebre illustratore di pin-up. Un sogno erotico destinato a restare tale.

SCORPIONS – LOVE AT FIRST STING, 1984
Scorpions
Triplo platino, Love At First Sting è uno degli album più venduti della band e della storia del rock. Un successo planetario, dovuto alla bellezza della musica e alla copertina azzeccatissima. Un uomo e una donna in atteggiamenti tutt’altro che clericali campeggiano sotto la scritta, con il titolo che prende il nome da una delle canzoni, Rock You Like A Hurricane (The wolf is hungry / He runs the show / He’s licking his lips / He’s ready to win / On the hunt tonight / For Love at first sting). Amore a prima vista.

BLACK CROWES – AMORICA, 2001
Amorica
Si tratta dell’album che ha consacrato i Black Crowes. La copertina mostra il basso ventre di una ragazza fasciata da uno slip a stelle e strisce con il folto pelo facente capolino. Immagine innocente eppur pruriginosa, tanto da causare l’intervento della censura. Non si è mai saputo a chi appartenesse il particolare anatomico, che probabilmente fu preso dalla rivista a luci rossi Hustler

THE STROKES – IS THIS IT, 2001
the-strokes-is-this-it
Grande copertina per l’album d’esordio degli Strokes. Si vede un fondoschiena di profilo, accarezzato da una mano guantata; la foto è di Colin Lane e in America venne sostituita per evitare guai con la censura. Eppure non c’è nulla di scandaloso, anzi; il bianco e nero sembra richiamare l’eleganza di Helmut Newton per una cover dal sapore erotico-chic e il guanto di pelle nera aggiunge un tocco fetish difficile da dimenticare.

WASHED OUT – WITHIN AND WITHOUT, 2011
Washed Out
È il disco d’esordio di Ernest Greene, alias Washed Out. La copertina è bellissima e sensuale e mostra la semplicità di un momento d’amore tra due ragazzi. La mano di lui che stringe il lenzuolo e le braccia di lei a cingergli la testa sono pura poesia d’amore.

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Ginevra Amadio

Nata a Roma. Ama la letteratura, il cinema e la scrittura intesa come mezzo per diffondere liberamente il proprio pensiero.

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  1. […] Musica, musica, musica. In fila al semaforo quando un ragazzotto ci si accosta, al supermercato mentre scegliamo lo yogurt, in palestra mentre sudiamo sul tapis roulante la radio passa le hit del momento. Si sa, quando si è in tali situazioni raramente si ha la fortuna di ascoltare la “nostra” musica, quella che mettiamo su in camera, mentre allontaniamo il mondo anche solo per qualche minuto. Lo stesso mondo che oscuriamo in metropolitana, quando inforchiamo nelle orecchie le cuffie dell’mp3 e il chiacchiericcio degli sconosciuti è finalmente attutito dalle note delle nostre canzoni. Continua a leggere… […]

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