Letteratura scandinava: «Il viaggiatore» di Stig Dagerman

Una raccolta di racconti, saggi e poesie unici nel loro genere quelli che troviamo ne Il viaggiatore (aquista), opera del genio svedese Stig Dagerman, scrittore eclettico, tormentato e che ci ha lasciati troppo presto togliendosi la vita a soli 31 anni nel 1954.

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Il viaggiatore: nove racconti, nove vite

All’interno dell’opera possiamo leggere racconti molto diversi tra loro, ma uniti da un unico fil rouge: l’infelicità. Ci troviamo di fronte a storie di vita che si consumano pagina dopo pagina tra la miseria e il rimpianto per delle storie che non trovano conclusione, ma che lasciano in sospeso il lettore che può solo immaginare il finale o il non-finale dal momento che i racconti sembrano avere vita propria e proseguire per conto loro. Proprio come la vita.

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Così conosciamo i ragazzi di L’auto di Stoccolma che prendono consapevolezza della loro condizione sociale quando vengono ignorati da un ricco uomo di città che non li considera nemmeno degni di uno sguardo. Completamente invisibili e pieni di vergogna, vediamo morire la loro infanzia e diventare adulti nel momento in cui capiscono che la loro vita è segnata dalla povertà.

Bambini e adolescenti sono tra i protagonisti di molti dei racconti di questa raccolta, dove la loro vita continua nonostante la miseria, oppure finisce tragicamente a causa di un inevitabile incedente, come accade in Uccidere un bambino, titolo inquietante tanto quanto il racconto. Riga dopo riga assistiamo all’inevitabile succedersi degli eventi. Sappiamo che il bambino morirà. E l’auto si avvicina sempre di più. Nessuno dei personaggi può sapere cosa sta per succedere. Ma noi sì, e possiamo solo continuare la lettura aspettando impotenti la tragedia.  

La ribellione in Stig Dagerman

Il giovanissimo e anarchico scrittore fu sempre allergico ad ogni forma di ingiustizia e scelse sempre di schierarsi dalla parte del più del debole, come dimostrato dai suoi scritti. Divenuto forse troppo presto uno scrittore famoso, Dagerman non riuscì a reggere le pressioni e il conseguente blocco creativo lo gettò in una già conosciuta depressione che si concluse tra i fumi del monossido di carbonio della sua auto.

Commovente è il suo scritto Il viaggiatore, praticamente una lettera d’addio con lo struggente epitaffio:

QUI RIPOSA UNO SCRITTORE SVEDESE
CADUTO PER NIENTE
SUA COLPA FU L’INNOCENZA
DIMENTICATELO SPESSO

Uno scrittore tormentato che vi farà scoprire un nuovo tipo di inquietudine, il tutto racchiuso in pochi, semplici e brevissimi racconti.

Azzurra Bergamo
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