Le tre del mattino Carofiglio

Quelle luminose «Tre del mattino» di Gianrico Carofiglio

Con Le tre del mattino (acquista), Gianrico Carofiglio (dopo la fortunata serie di libri che vedono protagonista l’avvocato Guido Guerrieri) ci ha regalato un ultimo romanzo con personaggi tutti da scoprire.

Gianrico Carofiglio

Gianrico Carofiglio. Fonte: www.illibraio.it

Un padre, un figlio, una città

Il protagonista è un adolescente, Antonio, che da anni fatica ad avere un rapporto vero con suo padre, docente universitario alla facoltà di Matematica. Dopo quelli che sembrano attacchi di epilessia, Antonio deve seguire una cura molto bizzarra che non convince granché i suoi genitori. Lo portano così a Marsiglia da un luminare, il dottor Gastaut, che gli prescrive cure diverse e chiede di rivederlo dopo tre anni.

Marsiglia porto

Il Vieux Port di Marsiglia. Fonte: www.paesionline.it

Trentasei mesi più tardi, quando ormai quasi aveva dimenticato dell’esistenza di quella città nel sud della Francia, Antonio deve tornare a Marsiglia per un’ultima visita, questa volta accompagnato solo da suo padre. Là, li attende una sorpresa: il dottor Gastaut spiega ad Antonio che, per essere sicuro della sua guarigione, ha bisogno di visitarlo dopo aver sottoposto il suo corpo a una situazione di forte stress.

Il forte stress consiste nella deprivazione del sonno per ben quarantotto ore. Saranno quarantotto ore in cui Antonio e suo padre vagheranno per le strade di Marsiglia e, soprattutto, avranno la possibilità di parlarsi come mai avevano fatto prima. Il romanzo, d’altronde, è ambientato nel 1983: immaginiamo per un attimo di dover passare due giorni e due notti svegli, in un’epoca in cui non esistevano ancora i cellulari. Immaginiamo di dover passare quelle ore con una persona con cui abbiamo sempre fatto fatica ad aprirci. Probabilmente anche per noi sarebbero quarantotto ore che ci cambierebbero la vita.

Un romanzo di formazione sui generis

Le tre del mattino potrebbe essere considerato un romanzo di formazione concentratissimo, in cui l’azione si svolge in pochi giorni, e non in diversi anni, come di solito accade in opere dello stesso genere. Con il solito stile diretto e preciso, capace tanto di far ridere di gusto quanto di commuovere, Carofiglio ci fa seguire Antonio (che a tratti ricorda il giovane Libero Marsell, protagonista di Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli) nelle quarantotto ore che lo cambieranno. Leggendo, d’un tratto ci sembra di essere stati così simili ad Antonio quando avevamo la sua età.

Le tre del mattino Carofiglio

La copertina de Le tre del mattino, realizzata da Francesco Carofiglio, fratello dell’autore. Fonte: www.abbrutitanomore.it

Un flashback luminoso

Il romanzo è costruito come un lungo flashback. All’inizio, un Antonio ormai cinquantenne ricorda i due giorni che gli hanno cambiato la vita e le persone che li hanno caratterizzati. Ricorda anche una misteriosa Marianne, «che aveva trentasette anni, e li avrà per sempre», di cui si scoprirà l’identità solo nei capitoli conclusivi.

Francis Scott Fitzgerald scrisse in Tenera è la notte che «nella vera notte buia dell’anima sono sempre le tre del mattino». Carofiglio ribalta in un certo senso la citazione, per mostrarci che le tre del mattino possono diventare il simbolo di un’esistenza che si appresta a essere vissuta e rendere la notte dell’anima straordinariamente luminosa. Da orario legato alla disperazione interiore, le tre del mattino diventano il momento in cui i rapporti umani possono essere recuperati e messi in salvo.

 

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Francesca Cerutti

Classe 1997, laureata a pieni voti assoluti in Scienze Linguistiche e specializzanda in Traduzione. Innamorata della letteratura e dell’arte. Sempre alla ricerca di storie che meritino di essere raccontate.