Negli Stati Uniti si riapre il dibattito sulla pena di morte (merito anche del Colorado)

Pochi argomenti sono controversi e dibattuti come la pena di morte. Se nel Vecchio Continente, l’argomento è quasi un “qualcosa da XVIII secolo” che rimanda immediatamente all’epoca dell’Illuminismo o alla stesura de Dei delitti e delle Pene di Cesare Beccaria, negli Stati Uniti il tema è più vivo che mai e condiziona buona parte della politica americana. 

Nell’anno in cui si eleggerà il nuovo Presidente USA e nei giorni più caldi delle primarie Dem, dal Colorado arriva una notizia che ha fatto il giro del mondo: lo stato americano del Colorado ha abolito la pena di morte. Grazie all’ostinazione dei democratici – dobbiamo dircelo – che hanno fatto una lunga battaglia per abrogare la legge. Era la sesta volta che ci provavano e hanno portato a casa la battaglia con una maggioranza poco più che rosicata. Ma quanti sono gli stati in cui la pena è ancora in vigore? E come va il dibattito negli Stati Uniti? Ne parliamo qui.

Pena di morte
Fonte: il manifesto.

Pena di morte: a che punto siamo?

Non tutti sanno che gli Stati Uniti d’America sono attualmente uno dei 76 Stati del mondo, ma unico paese occidentale, in cui è prevista l’applicazione della pena capitale. L’applicazione implica anche una questione etica: gli USA appartengono ancora oggi alla categoria dei paesi dove la pena di morte è applicata come metodo di punizione legale dal sistema giuridico.

Ci sono differenze, però, tra i vari stati ed è giusto fare una premessa: attualmente sono 22 gli stati in cui la pena capitale non è applicata e in diversi dei restanti 28 la pena non è applicata da oltre 10 anni. In alcuni stati viene applicata solo in situazioni particolari e il numero dei reati legati alla pena capitale negli anni sono visibilmente diminuiti.

Sono questi 22 gli stati in cui attualmente non è prevista la pena di morte: Alaska, Colorado, Connecticut, Dakota del Nord, Delaware, Hawaii, Illinois, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Michigan, Minnesota, New Hampshire, New Jersey, Nuovo Messico, New York, Rhode Island, Vermont, Virginia Occidentale, Washington, Wisconsin. Anche il Distretto di Columbia e Porco Rico sono abolizionisti. Alcuni di questi rifiutarono la pena capitale già nel XIX secolo: si tratta di Michigan (non in vigore dal 1846), Rhodes Island (1852), Wisconsin (l’abolisce nel 1853), Maine (1887). Il Kansas non applica la pena capitale dal 1976.

Pena di morte
La cartina è realizzata da left.it. Il Colorado non è aggiornato

Tra gli stati che invece applicano la pena capitale (28, pur con diverse accezioni), lo stato con il più alto numero di esecuzioni è, attualmente, il Texas, che nel 1972 è stato il primo ad utilizzare l’iniezione letale.

Pena di morte: storia dei principali metodi di esecuzione

La pena di morte è presente fin dall’inizio degli USA. Nel corso della storia degli Stati Uniti le esecuzioni dei condannati a morte sono state eseguite tramite vari metodi. Dal 1977 al 2003 le esecuzioni sono state:

  • 677 con l’iniezione letale
  • 150 tramite sedia elettrica
  • 11 con l’utilizzo della camera a gas
  • 3 per impiccagione
  • 2 per mezzo della fucilazione

La sedia elettrica fu introdotta nel 1889 come sostituzione della forca, ritenuta ormai un mezzo barbaro. Il condannato veniva legato alla sedia mani e caviglie, gli venivano applicati elettrodi di rame al corpo e una calotta alla nuca, con affissa una spugna imbevuta di una soluzione salina per far circolare meglio l’elettricità. Le scariche di elettricità provocavano l’arresto cardiaco e bloccavano la respirazione.

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La camera da gas fu introdotta verso la fine degli anni trenta del Novecento. Il condannato veniva rinchiuso in una stanza con pareti d’acciaio a tenuta stagna e dopo pochi minuti veniva liberato cianuro nell’aria. La morte avveniva per asfissia. L’iniezione letale venne introdotta in tutti gli stati in cui è in vigore la pena capitale nel 1977, a seguito delle molte polemiche dovute alla brutalità delle esecuzioni mediante sedia elettrica e camera a gas. L’iniezione letale consiste nell’immissione nelle vene del condannato di veleno (cloruro di potassio nella maggior parte dei casi) e di una sostanza chimica che provocava la paralisi dei muscoli (bromuro di curaro). La morte avveniva a causa dell’arresto cardiaco e della paralisi del diaframma, che impediva la ventilazione dei polmoni. 

Nel biennio 2004 /2005 le esecuzioni sono state circa 160.

Il Racial Justice Act e i problemi razziali 

Nel 2012 in North Carolina viene registrata la prima sentenza relativa al Racial Justice Act, che ha tramutato la pena di morte inflitta al detenuto Marcus Robinson in ergastolo, perché la corte che lo aveva condannato sarebbe stata influenzata da pregiudizi razziali. La legge mette in evidenza come tanti casi di pena capitale fossero legati a motivazioni razziali.

Il problema era, però, ben radicato nella cultura statunitense. Nel 2003 i risultati di una ricerca condotta dall’Università del Maryland fecero il giro del mondo. Questa si collegava in maniera diretta agli studi di Amnesty International che denunciavano il criterio con il quale molte giurie emettono la condanna a morte di natura razzista.

Secondo dati raccolti nel 1998, ben 1794 dei 1838 funzionari giudiziari che erano tenuti a decidere se applicare o meno la pena di morte erano bianchi. Gli afroamericani rappresentavano circa il 12% dell’intera popolazione statunitense, ma costituivano il 42% dei detenuti in attesa dell’esecuzione nei bracci della morte. 

Pena di morte
Da settimana News

Una ricerca nel New Jersey (1987) dimostrò che, se nel corso di un processo con imputato nero e vittima bianca l’accusa aveva chiesto la condanna a morte nel 50% dei casi, durante un processo con imputato e vittima entrambi neri la richiesta era stata solo del 28%. In Texas dal 1982 al 1988 le statistiche dimostrarono che le percentuali di condannati a morte erano: 43% neri, 47% bianchi. Il rapporto imputato bianco/vittima nera era 8; il rapporto imputato nero/vittima bianca era invece 120.

Grazie a questi dati, molti politici progressisti ebbero le prove per affermare che la razza dell’imputato e l’area geografica dove veniva commesso il reato incidevano sulle decisioni della giuria.

La situazione attuale

Negli ultimi 16 anni, la pena capitale è stata abolita in 10 stati. L’ultima volta, qualche giorno fa, in Colorado, grazie ad una forte volontà dei democratici che, dopo sei tentativi, hanno portato all’abrogazione della legge. Nello stato, la pena di morte non sarà più possibile a partire dal prossimo 1 luglio. Il caso del Colorado è preceduto dal New Hampshire, che a maggio dell’anno scorso divenne il 21esimo stato ad abolire la pena.

Secondo gli ultimi dati, sono 23 gli stati USA che fanno uso della pena capitale, in modo più o meno regolare (gli altri o l’hanno abolita o sono in uno stato di moratoria). La maggior parte delle esecuzioni si concentrano in Texas, Missouri e Oklahoma.

L’ultima esecuzione avvenuta negli Stati Uniti è di pochi giorni fa: il 20 febbraio in Tennessee è stata eseguita la condanna a morte di Nicholas Sutton, 58 anni, in carcere da quaranta anni. E’ il quinto caso del 2020.

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