Perché Salvini ha vinto? Analisi sulla propaganda leghista

L’8 Dicembre si è svolta in Piazza del Popolo a Roma la manifestazione della Lega di Matteo Salvini che, all’incirca, ha avuto un’affluenza di 
30-40 mila persone. Ma come ha fatto la Lega ad ottenere tutto questo consenso in questo breve lasso di tempo?

Propaganda

Definizione di propaganda

Prima di capire come Salvini sia arrivato così lontano, è doveroso fare un excursus: definire il concetto di propaganda. Per Massimo Ragnedda è


Un’azione atta a promuovere una particolare idea o dottrina e tendente a far sorgere intorno ad essa il più vasto consenso possibile, servendosi di tecniche provenienti dal campo sociologico e psicologico e facendo un uso organizzato e deliberato di varie forme di comunicazione, ben coordinate tra di loro, con lo scopo di influenzare l’opinione pubblica a favore del propagandista o del gruppo che la promuove.

Essa, precisa l’autore, è solo un mezzo e, come tale, ciò che può essere sbagliato è l’utilizzo che se ne fa.

Propaganda

Immagine di Paolo Massagli

Le sette tecniche della propaganda

Molti degli elementi che hanno permesso a Matteo Salvini di ottenere, secondo i sondaggi, un consenso del 33% circa sono riconducibili ad alcune tecniche specifiche all’interno della propria propaganda, evidenziati all’interno dell’opera The Fine Art of Propaganda del 1939:

  • Uomo comune: l’approccio dell’uomo comune tenta di convincere il pubblico che le posizioni del propagandista riflettano il senso comune della gente. Viene designato per vincere la fiducia del pubblico comunicando nel suo stesso stile. I propagandisti usano un linguaggio e un modo di fare ordinari (e anche gli abiti nelle comunicazioni faccia a faccia o audiovisive) nel tentativo di identificare il loro punto di vista con quello della persona media. 
  • Banalità scintillanti: le banalità scintillanti sono parole con un’intensa carica emotiva, così strettamente associate a concetti o credenze di alto valore, che portano convinzione senza supportare informazione o ragionamento. Esse richiamano emozioni come l’amore per la patria, la casa, il desiderio di pace, la libertà, la gloria, l’onore, ecc. Chiedono approvazione senza esaminare la ragione. Anche se le parole o le frasi sono vaghe e suggeriscono cose differenti a persone differenti, la loro connotazione è sempre favorevole: I concetti e i programmi dei propagandisti sono sempre,buoni, auspicabili e virtuosi.
  • Testimonianza: le testimonianze sono citazioni, dentro o fuori contesto, dette specificamente per supportare o rigettare una data politica, azione, programma o personalità. La reputazione e il ruolo (esperto,figura pubblica rispettata, ecc.) dell’individuo che rilascia la dichiarazione vengono sfruttati. La testimonianza pone la sanzione ufficiale di una persona rispettata o di un’autorità sul messaggio propagandistico. Questo viene fatto in un tentativo di far sì che il pubblico si identifichi con l’autorità o che accetti le opinioni e le convinzioni dell’autorità come se fossero sue.
  • Transfer: questa è una tecnica di proiezione di qualità positive o negative (lodare o condannare) di una persona, entità oggetto o valore (un individuo, gruppo,organizzazione, nazione, il patriottismo, ecc.) a un altro soggetto per rendere quest’ultimo più accettabile o per screditarlo. Questa tecnica viene generalmente usata per trasferire il biasimo da un attore del conflitto all’altro. Evoca una risposta emozionale che stimola il pubblico a identificarsi con l’autorità riconosciuta.
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Immagine di Paolo Massagli
  • Effetto gregge: l’effetto gregge o l’appello alla «vittoria»inevitabile    cercano di persuadere il pubblico a prendere una certa strada erché «tutti gli altri lo stanno facendo», «unisciti alla massa». Questa tecnica rafforza il naturale desiderio della gente di essere dalla parte dei vincitori. Viene usata per convincere il pubblico che un programma è espressione di un irresistibile movimento di massa e che è nel loro interesse unirsi. La «vittoria inevitabile» invita quelli non ancora nel gregge a unirsi a quelli che sono già sulla strada di una vittoria certa. Coloro che sono già (o lo sono parzialmente) nel gregge sono rassicurati che restarci è la cosa migliore da farsi.
  • Stereotipizzazione: è un bias cognitivo e una tecnica che tenta di far sorgere pregiudizi nel pubblico etichettando l’oggetto della campagna propagandistica come qualcosa che la gente teme, odia, evita o trova indesiderabile.Viene inoltre utilizzato un linguaggio offensivo o ad offese diretta ad una persona o a un gruppo.
  • Mescolare le carte: per rendere la situazione migliore possibile per la sua parte e svantaggiata per l’avversario, si tendono ad utilizzare solo quei fatti che supportano la propria argomentazione, mentre tenta di condurre il pubblico ad accettare quei fatti come conclusione.
Immagine di Paolo Massagli

In conclusione

Grazie ad un linguaggio semplice e diretto, supportato dalla componente religiosa, tale da raggiungere ampi strati della popolazione, la propaganda leghista è frutto di un lavoro attento e macchinoso atto a far uscire il lato più selvaggio di una popolazione disperata che, forse, sta facendo affidamento su un uomo e su un ideale distruttivo, effimero ed illusorio.

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Niccolò Manai

Sono un ragazzo di 27 anni, curioso e voglioso di imbarcarmi sempre in nuove avventure. Sono laureato in Filosofia e sto intraprendendo un percorso magistrale in Sociologia. Ho una passione irrefrenabile per i videogiochi, fumetti e, ahimè, per la cioccolata.