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Premio Strega 2020: aspettando la finale, tra bilanci e pronostici

Il 2 luglio avrà luogo l’evento che tutti i lettori italiani attendono con ansia ogni anno: la seconda votazione e quindi la proclamazione del vincitore del Premio Strega 2020, che si svolgerà come di consueto nella cornice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.

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In questa edizione del Premio Strega, però, non troveremo la solita cinquina. Per l’ottava volta nella storia, infatti, è stata proclamata una sestina finalista. L’ultima volta risale al 1999, edizione vinta allora da Dacia Maraini con Buio, edito Rizzoli, dove alla prima votazione ci fu un ex aequo al quinto posto tra Nicola Lecca e Roberto Pazzi, entrambi con 30 voti.

I sei finalisti che si contenderanno la vittoria della 74esima edizione del Premio Strega saranno:

  • Sandro Veronesi, Il Colibrì (La Nave di Teseo). Recensione. Voti: 210
  • Gianrico Carofiglio, La misura del tempo (Einaudi). Recensione. Voti: 199
  • Valeria Parrella, Almarina (Einaudi). Recensione. Voti: 199
  • Gian Arturo Ferrari, Ragazzo italiano (Feltrinelli). Recensione. Voti: 181
  • Daniele Mencarelli, Tutto chiede salvezza (Mondadori). Recensione. Voti: 168
  • Jonathan Bazzi, Febbre (Fandango). Recensione. Voti: 137

Per fare il punto: come siamo arrivati alla sestina finalista?

Come mai si è arrivati alla sestina finalista? Se le altre volte è stato per un ex aequo per il quinto posto, questa volta è stato applicato l’articolo 7 del Regolamento del Premio, che recita quanto segue:

«Se nella graduatoria dei primi cinque non è compreso almeno un libro pubblicato da un editore medio-piccolo (così definito secondo la classificazione delle associazioni di categoria e le conseguenti valutazioni del comitato direttivo), accede alla seconda votazione il libro (o in caso di ex aequo i libri) con il punteggio maggiore, dando luogo a una finale a sei (o più) candidati

Al quarto parziale della prima votazione sono arrivati cinque autori pubblicati da grandi case editrici. Tra questi Sandro Veronesi, il cui romanzo è edito da La Nave di Teseo, della quale Giovanni SoliminePresidente della Fondazione Bellonci, ha dichiarato quanto segue:

«In questi ultimi anni il panorama dell’editoria italiana ha subito notevoli trasformazioni e si è arricchito di nuove presenze. Per esempio, La nave di Teseo in meno di cinque anni è riuscita a conquistare una posizione di rilievo nella produzione della narrativa italiana, che trova conferma anche nel fatto che i suoi libri da qualche anno sono presenti regolarmente tra i finalisti del Premio Strega. Di qui la decisione del Comitato direttivo di non considerarlo più un piccolo editore».

Negli ultimi anni, La Nave di Teseo è cresciuta in maniera esponenziale, arrivando ad acquisire case editrici come Baldini + Castoldi, La Tartaruga e Oblomov, portando, dunque, il Comitato Direttivo a non considerarla più piccola-media casa editrice. Questo ha portato automaticamente in finale Jonathan Bazzi con Febbre, edito Fandango, a seguito dell’applicazione della clausola di salvaguardia della piccola-media editoria, essendo l’autore che si è aggiudicato più voti tra quelli pubblicati da editori indipendenti.

Come funziona la seconda votazione finale?

Durante la serata finale del 2 luglio, ogni membro della giuria dovrà esprimere la propria preferenza a uno solo dei libri finalisti. La giuria del Premio Strega è così composta: 400 Amici della domenica200 tra studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti italiani di cultura all’estero40 lettori forti selezionati da 20 librerie indipendenti distribuite in tutta Italia; 20 voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura (tra cui 15 circoli costituiti presso le Biblioteche di Roma), per un totale di 660 aventi diritto.

Una volta terminato lo scrutinio della seconda votazione, il vincitore riceverà un premio in denaro di cinquemila euro offerto dalla società Strega Alberti Benevento. Nel caso di parità di voti per il primo posto, il premio verrà assegnato ex aequo.

Chi vincerà la 74esima edizione del Premio Strega? I nostri pronostici

Il favorito alla vittoria del Premio Strega 2020 è sicuramente Sandro Veronesi, autore de Il Colibrì, edito La Nave di Teseo, che alla prima votazione ha ottenuto 210 voti, arrivando così in testa.

Considerando la sua vittoria nel 2006 con Caos calmo, edito allora da Bompiani, Veronesi potrebbe diventare il secondo autore nella storia del premio a vincerlo per la seconda volta. Un’impresa riuscita solo a Paolo Volponi, che lo vinse nel 1965 e nel 1991 rispettivamente con La macchina mondiale e La strada per Roma.

Con il nuovo regolamento, però, abbiamo avuto negli ultimi due anni grandi sorprese. Parafrasando qualcuno di nostra conoscenza, la seconda votazione potrebbe confermare o ribaltare il risultato della prima. Tuttavia, questa è un’edizione che ci ha già riservato grandi sorprese, grandi ritorni, ma anche il ripresentarsi di dinamiche già avvenute in passato.

Come l’anno scorso, infatti, anche quest’anno avrà luogo lo scontro interno all’Einaudi con le collane Supercoralli, con sede a Torino, quest’anno rappresentata da Valeria Parrella, e Stile Libero, con sede a Roma, quest’anno rappresentata da Gianrico Carofiglio. Con l’aggiunta di Daniele Mencarelli in quota Mondadori il tutto si fa più interessante e difficile per il gruppo Mondadori, e tutti noi siamo curiosi di capire su chi il grande gruppo editoriale punterà per la vittoria finale.

A rendere il tutto più imprevedibile è il ritorno di Feltrinelli con Gian Arturo Ferrari, figura di spicco dell’editoria italiana. Da ricordare come Feltrinelli manchi alla finale del Premio Strega dal 2014, anno in cui arrivò in finale Giuseppe Catozzella con Non dirmi che hai paura, mentre l’ultima edizione in assoluto a cui ha preso parte è stata nel 2015, quando il cantautore Vinicio Capossela arrivò in dozzina con il suo Il paese dei coppoloni.

Detto ciò, ora analizzeremo a uno a uno, in ordine di voti presi alla prima votazione, i singoli candidati alla vittoria finale del Premio Strega 2020, cercando di capire quante probabilità di vittoria può avere ciascun finalista per la 74esima edizione del premio.

Sandro Veronesi, «Il Colibrì» (La Nave di Teseo)

Dopo Elena Stancanelli nel 2016 e Claudia Durastanti l’anno scorso, La Nave di Teseo arriva per la terza volta in finale al Premio Strega. Questa volta non con uno scrittore qualunque, ma con un bestseller, uno abituato a occupare i piani alti delle classifiche di vendita. Un autore che appena pubblica un libro attira l’attenzione su di sé: Sandro Veronesi. Questi ha già vinto il Premio Strega nel 2006 con Caos calmo, di cui è famosa la riduzione cinematografica interpretata da Nanni Moretti

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Pubblicato nell’ottobre del 2019, Il Colibrì è forse il romanzo più chiacchierato di tutti, arrivando addirittura a vincere il premio della classifica di qualità de La Lettura, supplemento del Corriere della Sera. Questo romanzo ha tutti gli ingredienti per vincere il Premio Strega. Non solo la grande attenzione mediatica, dunque, ma anche il fatto di raccontare una storia molto italiana: quella di una generazione, quella dell’austerity, la stessa dell’autore, che vive l’incertezza del futuro, ma che ripone ogni speranza nelle generazioni che verranno. 

Vale la pena ricordare che per la prima volta la casa editrice di Elisabetta Sgarbi potrebbe aggiudicarsi la vittoria del Premio Strega. Questo potrebbe essere il coronamento di un percorso editoriale di grande successo iniziato nel 2015, anno della fondazione de La Nave di Teseo dalla scissione con Bompiani, in un primo momento acquisita da Mondadori, per poi essere ceduta e venduta a Giunti Editore su disposizione dell’antitrust nel marzo 2016.

Gianrico Carofiglio, «La misura del tempo» (Einaudi)

L’ultima finale a cui Gianrico Carofiglio ha preso parte risale al 2012 con Il silenzio dell’onda (Rizzoli). L’autore barese non ha bisogno di presentazioni, così come non ne ha bisogno l’avvocato Guerrieri, protagonista della fortunata serie di romanzi gialli che per la prima volta giunge in finale allo Strega. 

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Nella storia del premio non è mai capitato di vedere un romanzo giallo aggiudicarsi la vittoria finale. Questa, però, potrebbe essere la volta buona, specie per il suo autore, da anni garanzia di qualità per gli amanti del romanzo giallo. Un genere molto amato dai lettori italiani, se consideriamo il successo di autori come Andrea Camilleri, Antonio Manzini, Alessandro Robecchi o Maurizio de Giovanni

Qualora dovesse vincere Gianrico Carofiglio, Einaudi non solo tornerebbe alla vittoria dopo due anni, ma vincerebbe per la prima volta con la sua collana Stile Libero, fondata da Severino Cesari e Paolo Repetti nel 1996 a Roma. Un premio alla carriera meritato per uno dei maggiori esponenti del romanzo giallo italiano.

Valeria Parrella, «Almarina» (Einaudi)

Anche Valeria Parrella ha già preso parte a una finale del Premio Strega. Ultima volta, infatti, nel 2005 con Per grazia ricevuta (Minimum Fax). Se da un lato lo scontro interno Einaudi potrebbe andare a favore di Gianrico Carofiglio per i motivi di cui detto sopra, dall’altro le probabilità di vittoria di Valeria Parrella salgono leggermente. 

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Valeria Parrella è l’unica quota rosa della sestina finalista del Premio Strega 2020, che di suo ha visto la partecipazione di solo altre due donne: Marta Barone e Silvia Ballestra, entrambe in quota Bompiani rispettivamente con Città sommersa e La nuova stagione. Bisogna tener presente, inoltre, che negli ultimi vent’anni solo tre donne hanno vinto il Premio StregaMargaret Mazzantini (2002), Melania G. Mazzucco (2003), che ricordiamo essere anche Presidente del Comitato Direttivo del Premio Strega, e Helena Janeczek (2018). 

Da considerare, inoltre, come il derby interno all’Einaudi l’anno scorso si sia risolto a favore di Marco Missiroli, il cui romanzo Fedeltà era stato pubblicato nei Supercoralli Einaudi, aggiudicandosi 91 voti contro i 47 di Nadia Terranova, il cui Addio fantasmi era pubblicato nella collana Stile Libero. 

Questi dati potrebbero influire parecchio, portando i votanti dello Strega a dare qualche voto in più, e magari la vittoria finale, a Valeria Parrella. L’autrice originaria di Torre del Greco potrebbe diventare la dodicesima scrittrice in assoluto a vincere il premio, e come Carofiglio anche lei potrebbe potenzialmente riportare Einaudi alla vittoria finale. Un segnale, questo, molto importante verso una letteratura italiana al femminile che da anni continua a regalarci grandi scrittrici e grandi storie.

Gian Arturo Ferrari, «Ragazzo italiano» (Feltrinelli)

Editore di lungo corso per Mondadori, di cui è stato direttore generale della divisione Libri Mondadori dal 1997 al 2009, e stretto collaboratore di Paolo BoringhieriGian Arturo Ferrari arriva in finale con un romanzo di debutto, una storia di formazione dal sapore autobiografico tra l’Emilia-Romagna e Milano nel secondo dopoguerra.

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Recentemente, nella storia del premio abbiamo visto personalità dell’editoria partecipare al Premio Strega con un romanzo: tra questi ricordiamo Alberto Rollo, attualmente in forza in Mondadori dopo un periodo da editore per Feltrinelli e da direttore editoriale di Baldini + Castoldi, che nel 2017 arrivò in finale con la sua opera prima Un’educazione milanese (Manni). 

Il caso di Gian Arturo Ferrari, però, è diverso: se Rollo pubblicò con un editore indipendente, Ferrari ha pubblicato con Feltrinelli, che non vince una finale dal 2005, con Maurizio Maggiani e il suo Il viaggiatore notturno. L’ultima partecipazione in assoluto risale al 2015, con Vinicio Capossela che arrivò alla dozzina con Il paese dei coppoloni, mentre l’ultima finale è del 2014 con Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella

Il Premio Strega, dunque, potrebbe andare a Ferrari come premio alla carriera per uno dei più rinomati editori italiani, un uomo che ha portato al successo con il suo lavoro tanti romanzi italiani e non, portando Feltrinelli a vincerlo dopo 15 anni dall’ultima vittoria.

Dopo Paolo Giordano nel 2008 con La solitudine dei numeri primi (Mondadori), con Gian Arturo Ferrari tornerebbe a vincere il Premio Strega un esordiente. Finora, oltre a Paolo Giordano, solo altri cinque autori hanno vinto con il loro esordio alla narrativa: Ennio Flaiano nel 1947, anno della prima edizione assoluta del premio; Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel 1959 (postumo); Umberto Eco nel 1981; Maria Teresa Di Lascia nel 1995 (postumo) e Alessandro Barbero nel 1996.

Daniele Mencarelli, «Tutto chiede salvezza» (Mondadori)

Dopo una carriera da poeta, Daniele Mencarelli debutta al romanzo nel 2018 con La casa degli sguardi (Mondadori), aggiudicandosi il Premio John Fante, il Premio Volponi e la prima edizione del Premio Severino Cesari. Uno scrittore, insomma, che si sta facendo sempre più largo nel panorama letterario italiano anche con la prosa, dimostrando un grande talento confermato con la vittoria del Premio Strega Giovani di quest’anno.

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Bisogna, però, ricordarsi che il libro di Mencarelli fa parte dello stesso gruppo editoriale di Carofiglio e Parrella. La probabile vittoria dello Strega da parte dell’autore romano potrebbe risultare, pertanto, più difficile da raggiungere. L’anno scorso, però, Mondadori arrivò al secondo posto con Benedetta Cibrario e il suo Il rumore del mondo, aggiudicandosi 127 voti. Considerando questa dinamica, Mencarelli potrebbe avere più chance dei suoi colleghi einaudiani, arrivando persino a vincere lo Strega e consacrando la sua carriera di scrittore sia come poeta che come romanziere

Daniele Mencarelli potrebbe diventare il secondo scrittore dopo Paolo Cognetti nel 2017 con Le otto montagne (Einaudi) a vincere il Premio Strega Giovani e il Premio Strega nella stessa edizione. Potrebbe, inoltre, riportare Mondadori alla vittoria dopo 8 anni, con Alessandro Piperno e il suo Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi nel 2012 come ultimo vincitore per la casa editrice di Segrate.

Jonathan Bazzi, «Febbre» (Fandango)

Ultimo, ma solo per ordine di voti presi alla prima votazione, Jonathan Bazzi riporta Fandango in finale dopo 10 anni, quando in cinquina si piazzò Lorenzo Pavolini, attuale vicedirettore di Nuovi Argomenti, con il suo Accanto alle tigri, dedicato alla figura del nonno gerarca e ministro fascista Alessandro Pavolini

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Collaboratore per Gay.itViceThe Vision e IlFatto.it, con questo suo esordio Jonathan Bazzi ha raccolto molti pareri positivi da parte della critica, ottenendo riconoscimenti come il Premio Bagutta Opera Prima e quello di Libro dell’anno di Fahrenheit Radio 3, e piazzandosi in finali e semifinali al Premio Berto, Premio POP, Premio John Fante e Premio Megamark. Inoltre, la casa di produzione Cross Productions, famosa per la produzione di Skam Italia, ne ha comprato i diritti audiovisivi per farne un film. 

Assegnando il Premio Strega 2020 a Jonathan Bazzi, non solo sarà premiata una letteratura italiana giovane, politicamente e civilmente impegnata, visto il lavoro del suo autore verso le tematiche LGBTQ e la periferia (in questo caso Rozzano, a Milano), ma anche un tipo di editoria, quella medio-piccola e indipendente rappresentata da Fandango, da sempre ben radicata nel territorio italiano e impegnata in prima linea a diffondere la cultura nel belpaese. 

Da tener presente, inoltre, che qualora Bazzi dovesse vincere, Fandango diventerebbe il primo piccolo-medio editore nella storia a vincere il Premio Strega. Come nel caso di Gian Arturo Ferrari, anche con Jonathan Bazzi il Premio Strega potrebbe aggiudicarselo un esordiente dopo 12 anni dall’ultima volta.

Premio Strega 2020: considerazioni finali

Come sempre, anche quest’anno il Premio Strega non è stato esente da polemiche. L’esclusione, infatti, di scrittori di lungo corso come Silvia BallestraGiuseppe Lupo e Gianmario Villalta, di giovani scrittori come Alessio ForgioneMarta Barone, ma anche di scrittori coraggiosi e sperimentali come Remo Rapino ha suscitato molto scalpore, lasciando spazio alle solite critiche che vedono protagonisti i grandi gruppi editoriali e la loro influenza nei voti degli Amici della Domenica, i quali hanno fatto da ago della bilancia al quarto parziale della prima votazione.

Tuttavia, come sempre, lo Strega offre un quadro completo dello stato attuale della letteratura italiana: autori bestseller, romanzi gialli, storie di formazione, racconti di periferie, romanzi semiautobiografici o di autofiction che lasciano spazio a riflessioni più universali. La letteratura italiana non è mai stata così florida di storie e autori capaci di intercettare lo spirito della nostra contemporaneità.

Con l’annuncio della sestina, l’edizione di quest’anno si preannuncia imprevedibile e ricca di sorprese. Grandi ritorni, premi alla carriera, carriere da consacrare ed esordi da premiare: un Premio Strega come non lo avevamo mai visto, e con un nuovo regolamento che, negli ultimi due anni, ci ha sempre riservato grandi colpi di scena.

Chi, dunque, vincerà il Premio Strega 2020? Sandro Veronesi diventerà il secondo autore in assoluto a vincerlo per la seconda volta? Feltrinelli tornerà alla vittoria? Chi si aggiudicherà il derby einaudiano tra Roma e Torino? Vedremo una scrittrice vincere lo Strega? Mencarelli avrà la sua consacrazione? O vincerà un piccolo-medio editore?

Non ci resta che aspettare il 2 luglio, quando a Villa Giulia scopriremo il vincitore della 74esima edizione del Premio Strega. La serata finale sarà trasmessa in diretta su Rai 3 con la conduzione di Giorgio Zanchini e la presenza di Corrado Augias come ospite speciale.

Immagine in copertina: illustrazione della LXXIV Edizione del Premio Strega a cura di Emiliano Ponzi. Fonte: www.premiostrega.it


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Alberto Paolo Palumbo
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